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Lucumì: una storia di volontà, ma soprattutto di professionismo

Il Bologna si appresta a salutare Jhon Lucumì, un calciatore che ha vissuto dall’inizio alla fine la bellezza della storia recente del Bologna: per quanto fatto, fino all’ultimo, l’amarezza non cancellerà il resto

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Calciomercato Bologna, Jhon Lucumì (©Damiano Fiorentini)
Jhon Lucumì (© Damiano Fiorentini)

Quattro stagioni, dall’estate 2022 all’estate 2026. Per un arrivo in sordina, c’è un addio “rumoroso”, per quello che il giocatore è arrivato a rappresentare – a livello di campo – nell’ultima stagione. Jhon Lucumì si appresta a salutare Bologna dopo aver vissuto il periodo più bello degli ultimi anni del club dall’inizio alla fine. L’inizio con Mihajlovic prima e con Motta poi. La Champions, Italiano, la Coppa Italia, l’Europa League. In mezzo, la richiesta di partire, rimandata e accolta oggi. La volontà unica della Juventus quest’estate, come l’anno scorso della Premier. Tutto questo, però, non oscurerà quanto, alla fine di tutto, Jhon Lucumì sia stato importante nel momento di maggior splendore del Bologna, sino all’ultima partita.

L’epopea di Jhon Lucumì, protagonista di tutto

Quanti nomi sono rimasti impressi nella storia recente del Bologna, per quanto fatto e per quanto conquistato sul campo? Non pochi. Chi, però, c’è stato letteralmente dall’inizio alla fine di un ciclo vincente, per obiettivi, gioco e un trofeo in bacheca dopo cinquantuno anni? Jhon Lucumì. Il difensore, forse, meno sospettabile di tutti, sin da quando ha messo piede nell’estate del 2022 sotto le Due Torri. Uno dei primi acquisti dell’era Giovanni Sartori, per dire. Se ne va, quattro anni dopo, da assoluto protagonista di ciò che è stato il Bologna nelle ultime quattro stagioni.

Il meno apprezzato all’inizio, saluta Bologna risultando il difensore più decisivo nell’ultima stagione, e forse anche in quella precedente. Per caratteristiche prima, e anche per temperamento dopo: l’autore del primo gol del Bologna in Champions League. Le famose “Lucumate“, come ribattezzate dal tifo Rossoblù e arrivate anche al suo orecchio, sono diventate sempre meno, e spesso quegli errori si compensavano con delle prestazioni davvero di alto livello. Vedasi nell’ultima stagione, dove la difesa con lui assumeva tutto un altro volto. D’altronde, è inevitabile che a Bologna Lucumì si sia davvero guadagnato tutto sul campo, e questo, oltre a farlo crescere, lo ha sempre messo sotto una luce positiva. E gli errori venivano considerati sempre meno.

L’amarezza del saluto non deve cancellare il passato

Esattamente un anno fa, il colombiano bussava alle porte degli uffici di Casteldebole per chiedere di partire, conscio di avere richieste dalla Premier League: un salto di carriera per livello e anche economicamente, visto gli stipendi del campionato inglese. E poco importa se la squadra non era blasonata. Ma il Bologna – che aveva appena perso Sam Beukema, anch’esso spinto dalla voglia più insistente di Lucumì di volare a Napoli – ha detto no. Non era possibile smontare tutto così. Un “no” con la promessa di rivedersi oggi, per accontentarlo.

Tutto questo non è un’invenzione, ma è stato rivelato anche da Claudio Fenucci in quel di Valles. Tutto alla luce del sole, e tutto ben preparato nel corso degli ultimi mesi, dove anche l’ex Vincenzo Italiano aveva iniziato a testare quello che sarebbe stato il futuro in difesa. Quello che a Bologna fa storcere il naso, vista la pancia del tifo, è l’assoluta e unica voglia di Juventus. Che, comunque, arriverà a pagare una cifra congrua per l’ultimo anno di contratto di un giocatore, viste le richieste dei Rossoblù.

Tutto questo, il passaggio alla Juventus e la volontà già da un anno di non rinnovare per provare nuove esperienze, non deve assolutamente cancellare ciò che è stato. Perché Jhon Lucumì, pur avendo manifestato tutto in pubblico praticamente (non direttamente, ma tramite gli intermediari), si è sempre comportato da professionista e da leader, fino all’ultimo minuto disputato con la maglia del Bologna. Portando risultati e lasciando sempre tutto e più di quello che aveva. Quindi, per quanto vissuto in un percorso che lui, come noi, ha visto nascere e mutare nelle sue versioni più belle, possiamo solo salutarci e ringraziarci a vicenda. Jhon con Bologna e viceversa. Ognuno per la sua strada, ma senza dimenticare.

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