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Bologna e le difficoltà offensive: ecco cosa dicono i numeri della sconfitta a Napoli

A Napoli il Bologna incassa una sconfitta di misura, ma sono soprattutto i numeri della fase offensiva a lasciare qualche interrogativo.

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Federico Bernardeschi durante Bologna-Inter 2025/26 (© Damiano Fiorentini)
Federico Bernardeschi durante Bologna-Inter 2025/26 (© Damiano Fiorentini)

Una sconfitta per 1-0 può lasciare spazio a diverse interpretazioni, soprattutto quando a decidere una partita è un singolo episodio. Ma Napoli-Bologna consegna anche alcuni numeri difficili da ignorare, soprattutto per quanto riguarda la fase offensiva. Al Maradona i rossoblù hanno faticato a trasformare le proprie iniziative in occasioni concrete, producendo troppo poco per pensare di portare a casa i tre punti.

Il dato che più fa riflettere in merito alla produzione e pericolosità offensiva è quello degli expected goals: 1,19 per il Napoli contro appena 0,29 per il Bologna. Un dato non serve solo a notare la differenza con la squadra azzurra, ma anche il livello di qualità delle occasioni. Il Bologna ha chiuso con appena 5 tiri complessivi, contro i 14 degli avversari, e soltanto due hanno centrato lo specchio.

Napoli-Bologna: numeri leggeri ma pesanti

Il problema, però, non riguarda soltanto la quantità delle conclusioni. Dei cinque tiri rossoblù, appena due sono arrivati dall’interno dell’area di rigore, mentre tre sono stati tentati dalla distanza. Il Napoli, al contrario, ha prodotto 11 conclusioni dentro i sedici metri.

Comparazione simile se si osservano i tocchi nell’area avversaria: 15 per il Bologna contro i 33 del Napoli. I rossoblù sono arrivati troppo poco e troppo raramente nella zona in cui si costruiscono le occasioni più pericolose. Non è casuale, quindi, nemmeno il dato dei calci d’angolo: zero per il Bologna, dieci per gli azzurri.

Correre non basta

Anche per le grandi occasioni vale la stessa storia: tre per il Napoli, una per il Bologna, senza che quest’ultima venisse trasformata in rete. I cambi nella ripresa hanno provato a dare maggiore vivacità al reparto offensivo, ma la scossa è arrivata soltanto a sprazzi. Il tiro di Mbangula all’87’ e quello di Favasuli nel finale sono stati tra i pochi tentativi realmente costruiti nella seconda frazione.

Eppure c’è un dato che può diventare uno spunto di lavoro: 89 sprint del Bologna contro i 74 del Napoli. La squadra ha corso, ma il movimento non si è tradotto in una produzione offensiva adeguata.

Napoli-Bologna lascia così un’indicazione importante: non è mancato soltanto il gol, è mancata soprattutto la capacità di arrivare nell’area avversaria, con decisione e continuità. La corsa è importante, ma ancora più importa, alla fine di una partita, è sapere di aver dato il massimo per raggiungere la zona gol e creare pericolosità.

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