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Primavera, tre certezze in meno e una difesa da ricostruire

Nesi, Papazov e Tomasevic hanno rappresentato uno dei punti di forza della Primavera di Morrone. Ora il Bologna dovrà ricostruire la propria solidità difensiva con nuovi interpreti.

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Tomasevic, Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)
Tomasevic, Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)

Il passaggio delle generazioni è una costante del campionato Primavera. Ogni estate il gruppo cambia volto e i giocatori più grandi lasciano spazio a chi arriva dalle categorie inferiori. I classe 2006, terminato il proprio percorso nel settore giovanile, si preparano ad affrontare il calcio dei grandi, mentre nella prossima stagione saranno i 2007 a diventare il punto di riferimento della squadra. Accanto a loro ci saranno i 2008, già protagonisti nell’ultimo anno, e non è escluso che anche qualche 2009 possa ritagliarsi spazio all’interno dell’Under 20 rossoblù.

Difesa, una nuova partenza

Ripartire quasi da zero ogni estate non è mai semplice per uno staff tecnico. Eppure questo fa parte del lavoro di un settore giovanile, dove la crescita dei calciatori resta l’obiettivo principale. Gli allenatori devono valorizzare le caratteristiche dei singoli senza perdere di vista il risultato, che in un campionato competitivo come quello Primavera, conserva comunque un peso importante.

In quest’ottica la conferma di Stefano Morrone rappresenta una garanzia di continuità. Dopo la semifinale Scudetto raggiunta nella scorsa stagione, il tecnico proverà a dare seguito soprattutto al percorso di crescita mostrato dai ragazzi delle annate 2007 e 2008. Ma da dove ripartire? Sicuramente dalla solidità che ha caratterizzato la squadra per gran parte del campionato.

I numeri della difesa raccontano la stagione

Tra i protagonisti assoluti c’è Luca Nesi. Bolognese, tifoso rossoblù e cresciuto a Casteldebole, il difensore ha disputato una stagione di altissimo livello, distinguendosi per continuità e affidabilità.

Nesi è stato il giocatore più utilizzato da Morrone con 3.194 minuti complessivi. Ha ricoperto diversi ruoli: terzino destro, terzino sinistro e braccetto nella difesa a tre, dimostrando una grande capacità di adattamento.

Alle sue spalle, per minutaggio, troviamo Dimitar Papazov, anche lui fermo a quota 3.194 minuti. Nel corso della stagione ha saputo alternarsi tra il ruolo di terzino sinistro e quello di difensore centrale, sia nella linea a tre sia in quella a quattro.

Tra i giocatori maggiormente impiegati compare anche il centrocampista Lai con 3.127 minuti, mentre poco dietro si colloca Bodin Tomasevic. Il difensore, recentemente passato al Mantova in prestito secco, ha totalizzato 2.775 minuti nonostante alcune parentesi con la prima squadra, confermandosi uno dei riferimenti del reparto arretrato.

Solidità da ritrovare

Nesi, Papazov e Tomasevic hanno rappresentato il volto della fase difensiva rossoblù, ma i risultati ottenuti sono stati il frutto del lavoro dell’intera squadra. Come riportato da “Più Stadio“, l’organizzazione collettiva ha infatti permesso alla Primavera del Bologna di chiudere il campionato con appena 40 reti subite, terzo miglior dato del torneo alle spalle di Roma, ferma a 35 gol concessi, e Parma, a quota 38.

Adesso la sfida sarà ricostruire quell’equilibrio con interpreti diversi. Non sarà semplice riproporre immediatamente la stessa affidabilità, ma il lavoro svolto nella scorsa stagione offre basi importanti.

Il futuro della Primavera

Dall’Under 18 arrivano profili come Jaber e Tupee, giocatori che hanno già avuto l’opportunità di assaggiare il campionato Primavera. Non rappresentano ancora certezze assolute, ma possono costituire un buon punto di partenza per il nuovo ciclo.

L’estate servirà per costruire nuovi equilibri e individuare i prossimi protagonisti. Il percorso richiederà tempo e pazienza, proprio come accaduto dodici mesi fa. Allora pochi avrebbero immaginato una stagione capace di portare il Bologna fino alla semifinale Scudetto. E se il prossimo gruppo riuscisse ancora una volta a sorprendere?

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