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Bologna FC

Obbligo di firma

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Domenico Tedesco alla conferenza di presentazione (© Ilaria Matteuzzi x 1000 Cuori Rossoblù - sereno-chiarezza - firma)

«Ho visto la conferenza, e quello che dice  il Direttore (Fenucci, ndr) sottolineo tutto, è tutto giusto. Se però dovessi esprimere un desiderio, metterei la firma per arrivare fra le prime dieci», cioè un’onesta colonna sinistra della classifica di serie A. Parole proferite ieri, nella sala stampa di Casteldebole, da Mister Domenico Tedesco. E poi ha continuato:«Però io sono fatto così; la firma la metterei oggi, ma, in realtà, le partite vorrei vincerle tutte». Insomma, interpretiamo il pensiero domenicano che se lo obbligate a dare una sua opinione su quanto valiamo, realisticamente gli piacerebbe mettere la firma fra il primo e il decimo posto. Il che non vuole dire che la squadra vale una di quelle posizioni, ma è per quello che, in cuor suo, Tedesco metterebbe la firma. E che farà di tutto per vincerle tutte (meno le prime due, che hanno messo a referto due sconfitte). Onesto e trasparente, Domenico non le manda mai a dire.

Una firma, un desiderata e la classifica

La settimana di chiusura del mercato ha lasciato qualche scoria e malumore nella tifoseria. Ma è normale se “lasci” andare quattro dei “vecchi titolari” e li sostituisci con situazioni che vanno decifrate. E alla terza partita è, onestamente, troppo presto per lanciarsi in disamine, intrise di “iotelavevodettismo”. Anche noi metteremmo la firma per un settimo o ottavo posto, ma è meglio che stiamo con i piedi per terra, perchè la squadra va ancora decifrata. E l’emotività, oggi, ci porterebbe a vedere il bicchiere mezzo vuoto, anzichè quello mezzo pieno.

Oggi la nostra classifica dice zero punti, come Parma, Monza, Venezia (due partite giocate), Genoa e Fiorentina (queste ultime due ne hanno già giocate tre). E’ proprio il sano realismo domenicano a dirci di preoccuparci solo partita per partita, gestendo la pressione che, inevitabilmente, è destinata a salire.

Ma le pressioni mi piacciono, ho allenato a Instanbul“. E per farci capire il suo percorso emotivo e la sua forza d’animo,  non ha pronunciato il nome della squadra (Fenerbahce, una parte del tutto), ma della città (il tutto). C’è un filmato in rete, che racconta le sue lacrime vere dopo il licenziamento dalla squadra turca. Finalmente un allenatore vero, trasparente, pieno di tanto equilibrio e che vive umanamente la sua professione.

E quindi, davvero pensiamo che un uomo del genere si accontenterebbe di mettere la firma per un pallido decimo posto?

 

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1 Commento

1 Commento

  1. Giorgio Schiavon

    6 Settembre 2026 at 11:07

    tutto giusto quello che ha detto Tedesco (rimaniamo con i piedi per terra eccetera) anche perché realisticamente il Bologna attuale non è proprio in grado di essere tra le prime 5-6 squadre.. ottavo posto? sarebbe un impresa mirabolante proprio da sogno (ma io non credo molto nei sogni.. sono un realista)⚽ comunque sempre FORZA BOLOGNA!!!

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