Bologna FC
Pall@dino – Caro Raffaele Ti scrivo…
Stanotte, caro Raffaele, ho fatto fatica a chiudere gli occhi, come penso molti di noi, che hanno il sangue colorato di rosso e di blù. L’adrenalina che ci ha “regalato” questa partita, per giunta al cospetto della Scala del Calcio, è e sarà un qualcosa che non si dimenticherà facilmente. Perchè un 2 a 4 non è risultato banale, per quanto al cospetto di una squadra rimaneggiata, ma essere corsari a San Siro, è impresa che non può passare sotto silenzio. Non può e non deve, perchè, caro Raffaele, a San Siro non vincevamo dal lontano 2016 e dieci lunghissimi anni sono un periodo talmente importante, che non può non essere valorizzato all’estremo quanto successo ieri. Eppure l’uomo Palladino, in sala stampa, nella conferenza post match, ci ha fatto comprendere la sostanza e la solidità di cui è fatto il nostro allenatore, allontanando, parzialmente, da sè i riflettori.
Raffaele e la conferenza post partita
E infatti Mister Palladino, dopo una disamina doverosa di una incredibile notte di calcio, sulle note di “Sono un ragazzo fortunato” di Lorenzo Cherubini, inizia un altro racconto. La sua storia. Dandosi solo i meriti che servono, ma ringraziando in primis chi gli aveva permesso di fare quel cammino negli ultimi 5 anni. Insomma condividendo responsabilità e riconoscimenti: questo è Raffaele Palladino. Modalità queste di chi sta diventando un grande leader, uomo concreto e visionario, mister “di lotta e di governo”. Le sue parole, riportate da Massimo Vitali del Resto del Carlino:
«A Monza ho avuto la fortuna di incontrare due grandi uomini di calcio come Berlusconi e Galliani. A Firenze ho trovato una società ambiziosa e ho chiuso il campionato al sesto posto. Mentre a Bergamo ho preso una squadra in difficoltà e l’ho portata nelle Coppe».
E a Bologna (per quanto da poche settimane)? Ascoltate le sue parole, le parole di Raffaele: «E’ il progetto di cui avevo bisogno. Qui ho trovato una società seria e sana, con dirigenti capaci come Fenucci, Sartori e Di Vaio che mi hanno subito dimostrato grande fiducia».
E poi chiosa, come solo un grande conducador sa fare, con una carezza ai suoi ragazzi, a chi ha permesso che il desiderio, l’auspicio si trasformasse in realtà. Insomma “io senza loro non conto nulla”.
«Sono felice di essere qui e di allenare ragazzi che hanno una grande predisposizione ad ascoltarmi e seguirmi». Asciutto, semplice, incisivo, quasi chirurgico. E maledettamente efficace, come questo 2 a 4 che è già un pezzo di storia rossoblù.
Firmato da Raffaele Palladino.
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