Bologna FC
Piccoli-Dovbyk: si cercano e si trovano, ma i problemi sono altri
Piccoli e Dovbyk riacciuffano una partita che poteva portare allo psicodramma: rimangono irrisolti alcuni problemi di fondo…
L’attacco ha battuto un bel colpo, due ad essere precisi. Roberto Piccoli e Artem Dovbyk si sbloccano e inaugurano anche il tabellino marcatori del Bologna di questa stagione. Lo fanno dall’interno dell’area di rigore, lì dove i palloni degli esterni dovrebbero convergere e i due farsi trovare pronti all’appuntamento. Un plauso alla scelta di Domenico Tedesco, di stravolgere il piano tattico per cercare di riacciuffare una partita storta. E allora dentro entrambi i centravanti, insieme, per battagliare e mettere pressione all’interno dell’area di rigore avversaria. Missione riuscita.
Piccoli e Dovbyk, uno per uno
L’attaccante italiano di testa in avvitamento, il centravanti ucraino di rapina con il sinistro. Di rabbia e precisione. L’esultanza sfrenata del secondo e liberatoria del primo. Tedesco comprende che lo spartito non funziona e cambia il piano. Si modifica all’interno della stessa partita, senza peccare in equilibrio. I due si trovano bene assieme, al di là delle esternazioni a caldo nel post-partita di Dovbyk. Si cercano e si trovano: spalleggiano e pareggiano la partita.
I problemi maggiori si ravvisano in un’altra zona del campo. Ne avevamo parlato quest’estate, ma si è deciso di non intervenire sul centrocampo. Bruno Bartolozzi, dalle colonne dell’edizione odierna di Stadio, identifica negli spunti degli esterni un possibile problema allo sviluppo dell’azione offensiva. Sia Cambiaghi che Bernardeschi faticano a trovare il feeling con i terzini, secondo il giornalista. Non finisce qui: Tedesco dovrà lavorare alacremente nei mesi a seguire per risolvere il rebus di centrocampo. Manca qualità nello sviluppo della manovra, nella sua verticalizzazione e il reparto è esposto nelle ripartenze, non riuscendo a coprire preventivamente le distanze con gli avversari. Grattacapi che perdurano dalla scorsa stagione. Il calciomercato non ha aiutato in questo senso. E come conclude Bartolozzi è il perfetto epilogo della questione: «e questa è una bella seccatura».
Qualsiasi allenatore o addetto ai lavori riconosce nelle occasioni da gol mancate un meccanismo funzionante. Il problema esiste quando non si impensieriscono gli avversari. Non arrivarci e non avere la forza per farlo. Il Bologna, nelle prime tre partite, ha messo nelle condizioni di segnare sia Dovbyk che Piccoli, ma non solo. L’onestà e la preparazione di Tedesco permettono di analizzare concretamente gli errori. Questa è, probabilmente, la nuova forza motrice del Bologna.
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