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Primavera Bologna, un percorso che vale più del risultato finale

La corsa si ferma con la Fiorentina, ma il percorso del Bologna Primavera resta tra i più importanti degli ultimi anni.

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Morrone, Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)
Morrone, Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)

Il cammino della squadra di Morrone si è fermato in semifinale contro la Fiorentina, ma questo non può cancellare quanto costruito nel corso della stagione. Anzi, forse è proprio il contrario: il risultato finale lascia amarezza solo perché il gruppo aveva dimostrato di poter arrivare fino in fondo.

Una crescita oltre le aspettative

Dopo una passata stagione chiusa con la lotta per evitare la retrocessione, i rossoblù sono riusciti a spingersi fino alla semifinale Scudetto, trasformando mesi difficili in un percorso che resterà tra i più significativi degli ultimi anni. Il merito va condiviso tra società, staff tecnico e giocatori, protagonisti di un’evoluzione costante sotto ogni punto di vista.

Le immagini al termine della gara hanno raccontato bene il peso emotivo della sconfitta. Le lacrime di Nesi e Lai, arrivati alla fine del loro percorso nel settore giovanile e la delusione di Papazov e Tomasevic.

Scene che però hanno anche mostrato quanto fosse forte il legame creato all’interno dello spogliatoio. Durante tutta la stagione il gruppo è stato la vera forza della squadra, come confermato anche dalla rimonta nel quarto di finale contro la Roma, destinata a restare uno dei momenti simbolo di questo campionato.

Un progetto che parte dalla crescita

Come riportato da “Più Stadio”, nel post partita il responsabile tecnico del settore giovanile Margotto ha ribadito un concetto chiaro: «La speranza è che traguardi del genere smettano di essere storici». L’obiettivo è costruire un percorso capace di dare continuità ai risultati nel tempo. La volontà del club è quella di portare stabilmente le squadre rossoblù nelle fasi decisive dei campionati giovanili.

Per riuscirci, però, serve un lavoro profondo e condiviso. «Dobbiamo arrivare a portare ragazzi alla prima squadra», ha spiegato Margotto, sottolineando come il percorso debba partire dall’Attività di Base per poi svilupparsi in tutte le categorie del vivaio, così da creare “un progetto totale e virtuoso”.

Morrone e la forza del gruppo

Gran parte dei meriti per questa stagione vanno attribuiti anche a Stefano Morrone, bravo a costruire una squadra compatta e credibile nonostante le difficoltà iniziali. «Piano piano abbiamo costruito qualcosa di eccezionale», ha raccontato il tecnico rossoblù, elogiando un gruppo che ha saputo distinguersi non solo sul campo, ma anche dal punto di vista umano.

Uno degli aspetti più importanti della stagione riguarda proprio la crescita dei singoli. Il Bologna è riuscito a valorizzare diversi ragazzi, compresi elementi sotto età, migliorandoli all’interno di un’identità di gioco precisa e riconoscibile. «I ragazzi hanno fatto una stagione straordinaria», ha aggiunto, parlando anche della fortuna di aver allenato “un gruppo bellissimo, con valori umani importanti”.

La squadra di Morrone ha mostrato per lunghi tratti un calcio di qualità, mettendo in difficoltà quasi tutti gli avversari affrontati durante l’anno. Anche nella semifinale il Bologna aveva dato l’impressione di poter controllare la partita grazie al palleggio e all’organizzazione, prima dei due gol subiti nella ripresa che hanno cambiato l’inerzia dell’incontro.

Ora sarà tempo di riflessioni e ripartenza, ma una certezza resta: l’obiettivo principale della stagione, cioè la crescita dei ragazzi e del progetto, è stato raggiunto.

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