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Morrone: «Il sogno è lo Scudetto»

Il tecnico della Primavera rossoblù guarda avanti dopo la vittoria di Como: «Voglio un Bologna coraggioso e ambizioso. La semifinale dell’anno scorso non deve restare un episodio»

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Morrone, allenatore del Bologna Primavera (@1000 Cuori Rossoblù)
Morrone, allenatore Bologna Primavera (@1000 Cuori Rossoblù)

Stefano Morrone conosce ormai ogni angolo di Casteldebole e dopo poco più di un anno sulla panchina del Bologna Primavera, il tecnico ha costruito un percorso capace di cambiare radicalmente le prospettive della squadra: dalla lotta per evitare la retrocessione agli obiettivi più ambiziosi, fino alla semifinale raggiunta nella passata stagione. Oggi, però, si riparte con la stessa convinzione di sempre: non accontentarsi e provare a spingersi ancora più avanti. Anche perché, per Morrone, è soprattutto dalla testa che nasce la possibilità di raggiungere traguardi importanti.

La Primavera di Morrone non vuole fermarsi

La lunga sosta ha lasciato nel tecnico soprattutto la voglia di tornare in campo. Uno stop così prolungato, racconta Morrone, non gli era mai capitato durante la sua carriera. C’è comunque un aspetto positivo: il tempo a disposizione permette agli infortunati di recuperare. Ma l’attesa pesa, soprattutto dopo il successo ottenuto a Como.

Come riportato da “Il Resto del Carlino” nell’articolo di Giovanni Poggi, la vittoria ha permesso al Bologna di reagire dopo alcune sconfitte, inserendosi però in un percorso che, secondo l’allenatore, resta fatto anche di prestazioni positive. «Anche quando non siamo riusciti a fare risultato, occasioni e gioco non sono mai mancate», spiega. È questa l’identità che vuole dai suoi ragazzi: una squadra che abbia coraggio, che cerchi il successo e che continui a provarci fino all’ultimo.

Per Morrone non c’è spazio per un atteggiamento prudente: chiedere ai suoi giocatori di accontentarsi del pareggio significherebbe partire già con il piede sbagliato. Energia e ambizione devono essere il punto di partenza.

L’ambizione nella Primavera parte dalla testa

La scorsa stagione rappresenta la dimostrazione concreta di quanto Morrone tenga alta l’asticella. Quando è arrivato, il gruppo si era appena salvato attraverso gli spareggi, ma il tecnico aveva scelto fin dall’inizio di parlare di playoff. Un obiettivo ripetuto con continuità, anche quando sembrava prematuro.

All’inizio, ammette, qualcuno potrebbe averlo considerato quasi folle. Poi, però, la squadra è cresciuta progressivamente fino a raggiungere un risultato che lo stesso Morrone definisce stupendo.

E adesso? L’obiettivo può essere ancora più alto. Il tecnico non nasconde di voler vincere lo Scudetto, pur sapendo che sarà il campo a stabilire il risultato finale. Potrebbe anche arrivare un piazzamento molto più basso, ma secondo Morrone non sarebbe coerente parlare quotidianamente di salvezza quando si vuole costruire una squadra capace di puntare sempre più in alto. In Primavera, mentalità e desiderio di fare bene possono essere determinanti.

Palladino, un ritorno che fa piacere

Il rapporto con Raffaele Palladino è un altro elemento che accompagna il presente rossoblù. I due si sono ritrovati dopo le esperienze condivise a Livorno e Parma, anche se nelle ultime settimane hanno avuto poche occasioni per confrontarsi con calma.

Morrone, però, non ha dubbi sulle capacità del collega: Palladino non avrebbe bisogno di particolari consigli perché «sa fare benissimo il suo mestiere». Quanto alla sua presenza sulla panchina del Bologna, il tecnico della Primavera si augura che sia la scelta giusta e sottolinea come, con lui, la squadra sia «in ottime mani».

Un collegamento diretto con la prima squadra

Tra Primavera e prima squadra esiste inoltre un contatto quotidiano. Quando emerge una necessità, i giovani possono essere chiamati a lavorare con i grandi senza particolari ostacoli.

Per Morrone si tratta di un’opportunità enorme. Lo sa anche per esperienza personale: essere messi nelle condizioni di confrontarsi con giocatori più grandi, quando si è ancora giovani, può rappresentare un’occasione importante per crescere e capire cosa significhi misurarsi a un livello superiore.

Uno dei ragazzi che ha già avuto modo di sfruttare questa possibilità è Marco Libra. Morrone si dice molto felice per lui, convinto che se la sia meritata e che sia un giocatore bravo e pronto. Ma il tecnico preferisce non concentrarsi soltanto su un singolo nome: a suo avviso, all’interno del gruppo sono diversi i ragazzi dotati delle qualità necessarie per costruirsi una carriera.

Lo Monaco e un’idea per il futuro

Tra i giovani osservati con particolare interesse c’è anche Luca Lo Monaco. Morrone sottolinea la crescita esponenziale del giocatore, tornato dall’estate con un livello ancora più alto rispetto al passato.

E allora arriva anche una suggestione. Il tecnico sarebbe curioso, un giorno, di vedere Lo Monaco agire sulla trequarti, magari accanto a Bernardeschi e Orsolini. Un’ipotesi lasciata volutamente come semplice possibilità, con quel «chissà…» che accompagna l’immaginazione di Morrone.

«Io sono l’allenatore della Primavera»

Il tecnico è stato infine interrogato anche sull’eventualità di un coinvolgimento interno dopo l’esonero di Tedesco. La risposta è netta: non ci sono state chiamate e Morrone ribadisce di essere l’allenatore della Primavera.

Quando gli viene ricordato l’obiettivo Scudetto, però, sorride e precisa che le sue parole vengono spesso riportate in maniera più netta di quanto intendesse. La sua volontà, chiarisce, è vedere il Bologna crescere, migliorare e puntare sempre più in alto senza accontentarsi.

Perché la semifinale conquistata nella passata stagione può essere un punto di partenza, non un traguardo da ricordare come un episodio irripetibile. Il messaggio di Morrone alla sua Primavera resta quindi lo stesso: continuare a crescere e mantenere alta l’ambizione.

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