Bologna FC
Robert Acquafresca: «Il limite di questo Bologna sono stati i punti lasciati al Dall’Ara»
L’ex rossoblù ha analizzato la crescita della squadra: fiducia in Sartori e Italiano, ma serve maggiore continuità.
Se c’è un personaggio che lega Bologna e Cagliari quello è Robert Acquafresca: una traiettoria fatta di slanci e frenate, di promesse mantenute a metà. In Sardegna l’attaccante trovò continuità e gol, mentre sotto le Due Torri – tra il 2011 e il 2016 – non riuscì mai davvero a esplodere. Oggi, però, la sua vita ha preso una piega diversa: lavora nel settore immobiliare, osserva il calcio con occhio più distaccato e soprattutto segue da vicino la crescita del figlio Edoardo, attaccante dell’Under 14 del Cagliari. L’ex rossoblù ha però rilasciato schiette dichiarazioni sul momento del Bologna – riportate su La Repubblica. Ecco le sue parole.
Le dichiarazioni di Robert Acquafresca sul Bologna
Guardando al Bologna di oggi, Acquafresca valuta il percorso tutto sommato coerente:
«Ci sono cicli nel calcio. O riesci a mantenere uno standard altissimo per anni, come ha fatto l’Atalanta, oppure è normale attraversare fasi di assestamento. A Bergamo hanno saputo rinnovarsi continuamente senza perdere competitività, mentre a Bologna questo processo è riuscito solo in parte».
Secondo lui, la differenza passa inevitabilmente dalla qualità della dirigenza…
«Figure come Di Vaio e Sartori incidono tantissimo. Marco lo conosco bene, è una persona equilibrata e preparata. Sartori, poi, è una garanzia: ha sempre dimostrato di saper rimettere in carreggiata le squadre. Sono convinto che troverà la soluzione anche stavolta».
Sartori sul pullman per la BFC Parade 2025 (© Bologna FC 1909) calciomercato
Sul campo, invece, il giudizio è positivo ma non privo di riserve:
«La squadra ha personalità e qualità, e con Italiano si vede un’identità chiara. Il vero limite sono stati i punti lasciati al Dall’Ara. Quando vivi di entusiasmo ma allo stesso tempo senti la pressione, mantenere continuità diventa complicato».
Un tema ricorrente è quello delle coppe europee, spesso indicate come un ostacolo. Acquafresca non è d’accordo:
«Non le considero un peso, anzi. Ho giocato l’Europa League e sono esperienze che danno energia e motivazione. Si scende in campo sempre per vincere. Dire che incidono negativamente è più una giustificazione che una realtà, anche perché portano introiti importanti».
Se si parla di futuro, il nome che gli viene spontaneo è quello di Riccardo Orsolini.
«È un giocatore determinante. Quando non è al massimo, il Bologna ne risente. Le parole di Italiano possono aiutarlo a ritrovarsi. Ha le qualità per fare la differenza e mi auguro restiHa le qualità per fare la differenza e mi auguro resti: qui potrebbe costruire anche il suo domani, come ha fatto Di Vaio. Le sirene dall’estero sono forti, ma non sempre rappresentano la scelta migliore nel lungo periodo».

Riccardo Orsolini nel pre-partita di Bologna-Lazio
(© Bologna Fc 1909)
A 29 anni, Orsolini si trova in una fase cruciale della carriera, quella che Acquafresca conosce bene:
«Non sei più un giovane, ma hai ancora tanto da dare. È il momento delle scelte. Io arrivavo da stagioni complicate, ma lui è ancora nel pieno delle sue possibilità».
Intanto, il testimone in famiglia sembra già passato…
«Mio figlio sta seguendo la mia strada, gioca da attaccante. Spero continui così: il calcio insegna disciplina e offre un ambiente sano, lontano da cattive influenze».
E il futuro di Robert Acquafresca?
«Vedo tanti ex compagni diventare allenatori, e anche con successo. Io però mi immagino più in un ruolo dirigenziale, magari nel settore giovanile. Ho ancora tempo per costruire qualcosa in questo senso».
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
