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Sotto la pioggia e sotto il sole: Lecce-Bologna è stato un buon “brodino”

Il consueto editoriale del martedì di Luca Ferri, anche dopo Lecce-Bologna 1-2 si concentra ancora sulla situazione della squadra più che sul mero risultato del campo.

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Lecce-Bologna (© 1000 Cuori Rossoblù)

Un buon “brodino”, questo è stato Lecce-Bologna.

Niente di indimenticabile, nessuna impresa, semplicemente una partita decorosa, con qualche lampo di bel gioco, due bei gol e tre punti pesanti come un macigno, che ci hanno fatto scalare quattro posizioni, dal terzultimo a un quattordicesimo posto dove almeno si può respirare.

Unica nota dolente, in una giornata dove è giusto esultare per la prima vittoria in campionato, quella di avere un problema fra i pali. L’unica differenza, fra i due errori di Skorupski e le incertezze in uscita di Pessina, è nel risultato: i primi ci sono costati tre punti, mentre ieri l’abbiamo portata a casa. Ma la sensazione è che sarà un anno complicato per i nostri numeri uno.

Lecce-Bologna è stato un buon “brodino”

Venendo a un discorso generale, la mia impressione è sempre la stessa delle prime cinque partite e cioè che sarà un campionato molto in salita, avaro di soddisfazioni e col miraggio del decimo posto tanto anelato da Fenucci.

Scordiamoci l’annata magica della qualificazione in Champions, rimuoviamo anche i sogni di grandezza che hanno fatto seguito al trionfo dell’Olimpico di maggio 2025 e teniamoci strette le emozioni della qualificazione ai quarti di Europa League eliminando la Roma con un 4 a 3 memorabile.

Ora siamo tornati sulla terra. Peccato solo che la nostra età dell’oro sia durata un triennio e che ci sia stato tolto subito dalle mani un giochino che stava esaltando una città: il gioco dell’ammazza grandi, che aveva portato anche squadre un tempo inavvicinabili a temerci e a leggere la nostra targa.

E allora come si fa, dopo la grande illusione di essere tornati lo squadrone che tremare il mondo fa, a rassegnarsi nuovamente alla mediocrità? Basta non aver perso la memoria. Perchè il Bologna degli ultimi 50 anni è stato soprattutto una valle di lacrime.

Serve calma e memoria

E io me li ricordo bene tutti i magoni. Siamo quelli che, dopo alcune salvezze un po’ arrangiate nella seconda metà degli anni ’70, in una tristissima domenica di maggio del 1982 sono retrocessi per la prima volta in serie B. Siamo quelli che, un anno dopo, prendendo quattro gol dalla Cremonese, sono sprofondati nell’inferno della serie C. Siamo quelli che, dopo l’illusione del triennio di Maifredi e della ritrovata serie A, sono arrivati ultimi nel campionato 1990/1991 e poi terzultimi nel campionato 1992/1993, rotolando nuovamente in C, con annesso fallimento.

Siamo quelli che nel 2005, dopo gli anni d’oro di Gazzoni, in un tristissimo spareggio con un Parma costruito coi soldi del Monopoli hanno rivisto nuovamente lo spettro della serie B. Siamo quelli che, dopo qualche anno discreto, prima con Malesani e poi con Pioli, hanno pensato che non potevano farsi mancare la sesta retrocessione in poco più di trent’anni, arrivando penultimi nel 2014.

E siamo anche quelli che, ogni volta che hanno sfiorato un momento di gloria, hanno preso un gol da Cornacchini vedendo sfumare una finale di Coppa Italia, oppure hanno visto segnare Ranocchia all’ultimo secondo dei supplementari di un quarto di Coppa in casa dell’Inter o hanno dovuto subire, quasi al novantesimo, un rigore inventato in una semifinale di Coppa Uefa col Marsiglia.

Niente paura e avanti con l’Inter

E allora potremo mai aver paura di un quattordicesimo posto e di cinque punti in sei partite? Certo che no. Del resto, se avessimo voluto una vita facile non avremmo tifato Bologna.

E allora, sotto con l’Inter, che, sempre per colpa del Bologna, ha un paio di scudetti in meno in bacheca, tre anni fa è stata eliminata in Coppa Italia perdendo in casa e l’anno scorso ha salutato la Supercoppa dopo la semifinale. Sicuramente non succede, perchè una vera corazzata incontra una squadra con parecchi problemi, ma se succede…

Fuori la voce e forza Bologna sempre, sotto la pioggia e sotto il sole!

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