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Bologna FC

Il Bologna è in crescendo e la mano di Palladino è evidente

Il nuovo appuntamento con l’editoriale di Luca Ferri “Sotto la pioggia e sotto il sole” arriva dopo le due importanti vittorie contro Milan e Monza, ed evidenzia la crescita del Bologna.

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Skorupski - Bologna-Monza

Bentornati a “sotto la pioggia e sotto il sole“, la vostra rubrica settimanale preferita, quella per cui fate il
conto alla rovescia già a partire dal mercoledì. Vi chiederete il perchè del mio approccio scherzoso. Il motivo sta ovviamente nelle due partite giocate dal Bologna dopo l’articolo di martedì scorso.

Venivamo da una bella vittoria a Cagliari, in una partita ordinata, conclusa senza subire gol (prima e
unica volta in queste dieci giornate), ma quello che è successo mercoledì sera a San Siro contro il Milan va oltre ogni più rosea immaginazione.

Facciamo un passo indietro e torniamo a Milan-Bologna 2-4

Intanto abbiamo ancora una volta giocato una gara in crescendo, con un secondo tempo strepitoso, mentre, fino alla partita con l’Inter, dopo 45 minuti sembravamo dei ghiaccioli in una sauna. Poi abbiamo realizzato quattro gol, evento da segnare con la matita rossoblù sul calendario. E ancora, siamo l’unica squadra ad aver sconfitto in questo campionato il Milan, che a sua volta è l’unica ad aver battuto i campioni d’Italia dell’Inter.

Insomma, la partita infrasettimanale ha determinato sicuramente una svolta, sia nei giocatori, che possono credere sempre di più nelle loro qualità e sanno di potersi fidare ciecamente di Palladino, che nei tifosi (a partire da me), delusi da troppe cessioni importanti e abbastanza sfiduciati dopo i due miseri punti raccolti nelle prime cinque giornate.

Bologna-Monza ha confermato il crescendo rossoblù

Anche la partita col Monza è stata fondamentale, perchè si rischiava di perdere dopo soli tre giorni l’effetto benefico generato dall’onda emotiva infrasettimanale. E invece, abbiamo vinto, giocando 11 contro 12, una partita che si era da subito complicata e che alla fine stavamo rischiando nuovamente di pareggiare, salvati sul rigore dalla grande parata di uno Skorupski finalmente ritrovato.

Mi sarebbe piaciuto chiedere al simpatico arbitro venuto da Rimini quale fosse il metro applicato, dal momento che la sua folle direzione è stata degna del film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

E adesso, miei affezionati, vi chiederete dov’è finito il pessimismo di queste settimane. Non rinnego nulla di quello che ho scritto, perchè ho sempre cercato di essere obiettivo, misurandomi sui fatti e sulle prestazioni.

E i fatti dicevano che noi, dopo il biennio santo (qualificazione in Champions e vittoria della Coppa Italia), abbiamo continuato a impoverire la qualità della nostra rosa, perdendo giocatori importantissimi e sostituendoli non sempre in modo adeguato. Nessuno può contestare il fatto che l’attuale difesa non sia paragonabile come qualità a quella composta da Calafiori, Beukema e Lucumi.

E nessuno può dire che abbiamo sostituito adeguatamente un gigante come Freuler. O che il trio Dovbyk, Piccoli, Enem sia all’altezza di Zirkzee o Castro.

La mano di Palladino è evidente: il gruppo appare più motivato

Però una cosa va detta, alla luce di quanto sta accadendo. Palladino, oltre ad aver ridato alla squadra una discreta tenuta fisica, sta riuscendo in modo eccellente a motivare un gruppo di giocatori che sembrava completamente sfiduciato. E uomini ormai fuori dalle rotte, come Casale, sono diventati fondamentali in questo scorcio di campionato che ci sta riportando nuovamente a respirare aria di alta classifica.

Oltre a Casale, che in certi momenti di queste ultime tre vittorie ha mostrato un’autorevolezza finora sconosciuta, voglio segnalare Pobega (a tratti esplosivo e autore di gol degni di un bomber consumato), Ferguson (tornato a livelli che non ricordavamo dal 2024), Darmian (37 anni e non sentirli), Cambiaghi (sempre “sveglio”, tonico e propositivo), Odgaard (che col Monza, da centravanti atipico, ha fatto a sportellate per tutta la partita con una grinta e una condizione che non vedevo da inizio 2025) e Miranda (tornato uomo assist e finalmente in condizione).

Ma che dire di Mbangula, preso all’ultima ora per tamponare la perdita sanguinosa di Rowe, che a San Siro ha demolito il Milan e si preannuncia come l’ennesima genialata del mago Sartori?

Perchè adesso tutto sembra bello e luminoso. Anche Vitik, che fino a una settimana fa era diventato piccolo e nero come Calimero e sembrava un acquisto completamente cannato, col Monza ha fatto il suo, dimostrando quanto meno di essere un giocatore e di poter fare la sua figura in una difesa a tre che sta dando un buon equilibrio alla nostra retroguardia.

Avanti così, senza porci limiti e sostenendo la squadra

Io ho sempre creduto in Sartori, mio sogno segreto fin dai primi anni duemila quando era impegnato nel miracolo Chievo, ma devo dire che le ultime parole di elogio, in questo articolo dove potrei candidare a Miss Italia anche la figlia di Fantozzi per quanto tutto mi sembra nuovamente bello, le voglio spendere per Mister Palladino. Bravo Raffaele, davvero bravo.

Io ero tra quelli che non stravedevano per te, nonostante le ottime annate a Monza, Firenze e Bergamo. E pensavo anche che fosse un’ingiustizia, nonostante l’inizio di campionato traumatico, aver esonerato Tedesco dopo sole quattro giornate. E invece devo ricredermi.

Il gruppo è di nuovo unitissimo, come non si vedeva dai tempi del 3 a 0 a Udine e soprattutto abbiamo acquisito una personalità che da un anno a questa parte sembrava dimenticata, fatta eccezione per qualche partita isolata, come Roma-Bologna di Europa League.

Quindi non mettiamo limiti alla provvidenza e sosteniamo questa squadra con tutte le nostre forze. Una settimana fa dicevo che il decimo posto rimaneva comunque un obiettivo importante, visti i nostri limiti. Ma i limiti, che ci sono e non spariscono certo da un giorno all’altro, possono essere attenuati e a tratti nascosti dalla convinzione nei propri mezzi che stanno dimostrando i ragazzi, allenati benissimo soprattutto a livello mentale.

E allora, sabato alle sei, tutti a Parma, per continuare a goderci questo sogno insperato e per non
dimenticare la delusione atroce dello spareggio del 2005, aiutando magari i nostri “diversamente” amici a farsi un altro giro di giostra in serie B. E ricordate che martedì prossimo saremo sempre qui, “sotto la pioggia e sotto il sole“, a parlare del nostro vecchio Bologna.

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