Bologna FC
Lo stadio Dall’Ara ad Euro 2032?
Entro luglio scadono i termini per presentare progetti e candidature, in vista di Euro 2032, da inoltrare alla FIGC
La querelle delle scorse settimane, riguardante il tema della ristrutturazione dello stadio Dall’Ara di Bologna, non accennerà a sopirsi. Oltre alle polemiche e alle scorie che la questione ha originato, c’è da affrontare il tema della partecipazione, o meno, ad Euro 2032. L’europeo dovrebbe svolgersi in cooperazione con la Turchia. L’Italia dovrà tassativamente organizzarsi e fornire 5 stadi per la competizione. Tre di questi sono già assegnati, anche se con asterischi e possibili dietrofront. Lo stadio Dall’Ara risulta essere tra le papabili destinazioni: uno dei vincoli per poter concorrere è legato al tema dello sfondo, quello cittadino; oltre a dotarsi di uno stadio all’avanguardia, che rispetti le regolamentazioni Uefa, la città deve necessariamente rispettare i parametri imposti dall’organizzazione, quali: trasporti, sicurezza, alberghi, fan village. La vetrina è per lo stadio, ma il contorno è quello cittadino. Le candidature scadranno tra pochi mesi, a luglio 2026; inoltre il progetto, qualora venisse scelto dalla FIGC, dovrà essere approvato, finanziato e cantierabile entro marzo 2027.
Situazione attuale degli stadi
Tramontato il progetto della riqualificazione dello stadio Dall’Ara (per ora), club e Comune potrebbero sedersi nuovamente intorno ad un tavolo strategico per partecipare alla candidatura ad Euro 2032. In lizza ci sono anche Cagliari, Palermo, Milano e Salerno. Troppe incertezze e tanta desolazione: la questione stadi in questo paese è atavica. Anche Genova, Bologna e Roma, con i due stadi, quello nuovo della Roma ed il Flaminio della Lazio risulterebbero essere tra le città contendenti. Nulla è definito e tantomeno definitivo, per ora. Gli unici due stadi sicuri della partecipazione sono l’Olimpico di Roma e l’Allianz Stadium di Torino. Il nuovo Franchi di Firenze è il terzo impianto scelto; oltretutto i lavori nel capoluogo toscano sono iniziati da un anno circa: eppure, i problemi sono sorti anche qui. Si cercano finanziamenti per coprire l’ultima parte di lavori necessari al completamento dell’impianto.
La documentazione inviata alla FIGC entro l’estate sarà poi inoltrata all’Uefa, che si esprimerà in merito ad ottobre: con la speranza di non perdere – anche – quest’occasione. La vetrina dell’europeo è un’opportunità storica, sociale e sportiva, ma a prescindere, la situazione legata agli stadi, va contestualizzata e risolta. Per non mancare di rispetto, ulteriormente, ai tifosi e agli appassionati.
Fonte: Giacomo Brunetti, Cronache di spogliatoio
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