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Stadio Renato Dall’Ara: tre nomi, mille ricordi e 100 anni di amore

Per i 100 anni della nostra casa, dello Stadio Renato Dall’Ara, abbiamo fatto un breve recap della sua storia dal Littoriale ad oggi.

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Verso Bologna-Milan, si prevede un Dall'Ara sold-out (©Damiano Fiorentini / 1000 Cuori Rossoblù) Monza

Lo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna non è solo un impianto sportivo che compie 100 anni: è un monumento nazionale, il primo stadio moderno costruito in Italia e un testimone silenzioso di un secolo di storia cittadina. Dalla sua nascita come simbolo del regime alla trasformazione in “tempio” del calcio rossoblù, passando anche attraverso il momento in cui fu letteralmente la casa di alcuni bolognesi sfolla, la sua evoluzione riflette le ferite e le rinascite della città di Bologna oltre che della società sportiva.

Oggi compie 100 anni, e proprio in questa stagione, la società ha ufficializzato di volerlo sostituire con un nuovo progetto, abbandonando l’idea di riqualificarlo e renderlo ancora una volta uno stadio moderno.

Il Littoriale: la grande opera di Arpinati

La storia del Littoriale inizia nel 1925, quando il gerarca fascista e Podestà di Bologna Leandro Arpinati decise di dotare la città di un complesso polisportivo senza precedenti. Arpinati promosse una sottoscrizione “volontaria” (in realtà spesso coatta) tra le aziende bolognesi per finanziare l’impresa. E il 12 giugno 1925 il Re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra.

Il progetto, affidato all’ingegner Umberto Costanzini e all’architetto Giulio Ulisse Arata, si ispirava alle antiche Terme di Caracalla, con l’uso del tipico mattone rosso bolognese e grandi arcate. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 31 ottobre 1926, quando Benito Mussolini entrò scenograficamente nello stadio a cavallo. Il primo incontro internazionale, Italia-Spagna, si giocò però solo nel maggio 1927.

Allo Stadio Dall'Ara è caccia ai biglietti per Bologna-Aston Villa (©Damiano Fiorentini)

Stadio Dall’Ara di Bologna (©Damiano Fiorentini)

Gli sfollati e il ritorno allo Sterlino

Durante la Seconda Guerra Mondiale lo stadio subì una trasformazione drammatica. A causa dei pesanti bombardamenti alleati che colpirono Bologna il portico monumentale della Certosa che passa a lato dello stadio venne utilizzato come rifugio per centinaia di sinistrati e sfollati che avevano perso la casa sotto le bombe. Le arcate vennero parzialmente chiuse e le famiglie vivevano fisicamente in quegli spazi.

Anche per questo, divenne impossibile utilizzare l’impianto alla ripresa degli appuntamenti sportivi. Il Bologna FC dovette quindi tornare a giocare al glorioso Sterlino, che era stato una casa estremamente vincente per i rossoblù. Solo nel 1947 lo stadio tornò alla propria funzione, e lo fece chiamandosi Comunale, che non mostrava più i simboli del regime.

Il Comunale e il Dall’Ara: dal Dopoguerra a Italia ’90

Il Comunale vide gli ultimi fasti del Bologna prima di vederne l’inizio del grande declino. Poco dopo la prima retrocessione, nel 1983, l’impianto cambiò nome, venendo intitolato alla memoria di Renato Dall’Ara, l’indimenticato presidente che guidò il Bologna per 30 anni, scomparendo pochi giorni prima dello scudetto del 1964.

Un nuovo corso per lo stadio arrivò in occasione dei Mondiali di Italia ’90, con una profonda (e un po’ disgraziata) ristrutturazione guidata dall’architetto Enzo Zacchiroli. Venne introdotta una nuova struttura in acciaio per sostenere le gradinate supplementari e la copertura della tribuna, preservando però il muro di cinta originale in mattoni del vecchio Littoriale come bene tutelato.

Rendering del progetto di ristrutturazione del Renato Dall'Ara di Bologna

Rendering del progetto di ristrutturazione del Renato Dall’Ara di Bologna

L’era Saputo: i lavori e l’addio

Con l’arrivo di Joey Saputo nel 2014, è iniziata una nuova fase di ammodernamento. Joey Saputo ha promosso interventi mirati, iniziando dall’esterno con la messa in sicurezza di quel portico che in passato aveva fatto da casa ai bolognesi e che era in pericolo di crollo. Poi ci si concentrò con l’interno, con la creazione della Terrazza Bernardini e dei nuovi Salotti Panoramici. Nel 2015 è stata inoltre rimossa definitivamente la pista di atletica, ormai deperita, segnando un passo deciso verso un’estetica puramente calcistica. E poi ancora i sedili e i bagni l’ingresso in campo dei giocatori e gli spogliatoi, fino alle aree ospitalità per la Champions League del 2024/25.

Si è anche parlato a lungo di un restyling definitivo del Renato Dall’Ara per farlo diventare uno stadio all’avanguardia, coperto e utilizzabile non solo per il calcio. Purtroppo, ahimè, non se ne è fatto mai nulla e le ultime notizie vogliono il Bologna indirizzato a creare un nuovo stadio che andrà a sostituire lo storico Littoriale/Comunale/Renato Dall’Ara.

Date fondamentali dello Stadio di Bologna

  • 12 giugno 1925: Posa della prima pietra alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.
  • 31 ottobre 1926: Inaugurazione del “Littoriale” da parte di Benito Mussolini.
  • 29 maggio 1927: Prima partita ufficiale (Italia-Spagna 2-0).
  • 29 ottobre 1929: Completamento della Torre di Maratona.
  • 1943-1945: Lo stadio ospita gli sfollati di guerra; le attività sportive si fermano e il Bologna torna temporaneamente allo Sterlino.
  • 1945: Rinominato Stadio Comunale dopo la caduta del fascismo.
  • 1947: Rimozione definitiva del cavallo di bronzo dalla Torre di Maratona (poi fuso per le statue dei partigiani a Porta Lame).
  • 1983/1984: Intitolazione ufficiale a Renato Dall’Ara.
  • 1990: Ristrutturazione completa per i Mondiali di Calcio (progetto Zacchiroli).
  • 10 maggio 2009: La Curva Nord viene intitolata a Giacomo Bulgarelli.
  • 2015: Rimozione della pista di atletica sotto la gestione di Joey Saputo.
  • 2016-2018: Interventi di ammodernamento dei seggiolini e riduzione della capienza per standard di sicurezza.
  • 25 gennaio 2018: La Curva Sud viene intitolata ad Árpád Weisz.
  • 2020: Consegna al Comune del progetto definitivo per il nuovo restyling integrale dello stadio
  • 2024: Interventi di ammodernamento soprattutto dal punto di vista dell’ospitalità per la UEFA Champions League.
  • 2026: Il Bologna si accorda con BolognaFiere per creare un nuovo stadio e non riqualificare il Renato Dall’Ara
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