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Storie di Bundesliga: 24esima giornata e i Mondiali del Messico 1970
Storie di Bundesliga è arrivata alla 24sima giornata e vi racconta l’avventura della Germania a Messico 1970. Buona lettura.
GIORNATA 24
AUGUSTA – COLONIA 2-0
55′ Ribeiro, 90+5′ Claude-Maurice
BAYER LEVERKUSEN – MAGONZA 1-1
67′ Becker (M), 88′ Quansah (B)
WERDER BREMA – HEIDENHEIM 2-0
57′ Milošević, 90+7′ aut. Behrens
BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH – UNION BERLINO 1-0
90+4′ Diks rig.
HOFFENHEIM – ST. PAULI 0-1
45+4′ Pereira Lage
BORUSSIA DORTMUND – BAYERN MONACO 2-3
26′ Schlotterbeck (D), 54′, 70′ rig. Kane (M), 83′ Svensson (D), 87′ Kimmich (M)
STOCCARDA – WOLFSBURG 4-0
21′ Undav, 30′, 42′ Leweling, 90+5′ Nartey
EINTRACHT FRANCOFORTE – FRIBURGO 2-0
64′ Chaïbi, 81′ Bahoya
AMBURGO – RB LIPSIA 1-2
22′ Vieira (A), 36′ Rômulo, 50′ Diomande (R)
CLASSIFICA BUNDESLIGA
Bayern Monaco 63
Borussias Dortmund 52
Hoffenheim, Stoccarda 46
RB Lipsia 44
Bayer Leverkusen* 40
Eintracht Francoforte 34
Friburgo 33
Augusta 31
Union Berlino 28
Amburgo* 26
Borussia Mönchengladbach 25
Colonia 24
Magonza, St. Pauli 23
Werder Brema 22
Wolfsburg 20
Heidenheim 14
*= una partita in meno
Il Bayern chiude, di fatto, il discorso Schale vincendo il Klassiker in casa del Dortmund: undici punti di vantaggio con dieci gare ancora da giocare sembrano garantire ai bavaresi un margine sufficiente, salvo clamorosi colpi di scena. Lo Stoccarda travolge un Wolfsburg sempre più inguaiato e agguanta in classifica l’Hoffenheim, che cede ad un sorprendente St. Pauli sul terreno amico. Alle loro spalle il Lipsia espugna Amburgo mentre il Leverkusen perde ancora terreno impattando in casa contro il Magonza. L’Eintracht Francoforte scavalca, battendolo, il Friburgo; l’Augusta regola all’inglese il Colonia e il Gladbach trova punti preziosi con l’Union Berlino. Si porta in zona spareggio il Werder Brema che la spunta su un Heidenheim a cui manca ormai solo la matematica.
La Germania ai Mondiali: MESSICO 1970
È un oggetto misterioso la Germania Ovest che si presenta ai nastri di partenza del mondiale che si gioca in Messico.
Schön ha rinnovato tanto dopo la finale di Londra, ma la squadra ha mancato la qualificazione ad Euro ’68, non andando oltre un nulla di fatto a Tirana contro l’Albania.
Il girone eliminatorio, tuttavia, viene vinto senza patemi: solo la Scozia ruberà un punto alla Mannschaft, impattando 1-1 a Glasgow e perdendo poi 3-2 ad Amburgo.
L’Austria cede 0-2 a Vienna e 1-0 a Norimberga mentre Cipro resiste onorevolmente a Nicosia, 0-1, ma frana ad Essen dove il portiere Alkiviadis raccoglierà la palla in fondo al sacco per ben dodici volte.
La Bundesliga ha due nuove regine, il Borussia Mönchengladbach ed il Bayern Monaco che hanno vinto gli ultimi due tornei e tra i bavaresi si è messo in luce un giovanotto terribile, capace di andare a segno 38 volte in 34 partite: è svevo, piccolo e sgraziato, si chiama Gerd Müller.
Il sorteggio vede la squadra assegnata al raggruppamento di León (Messico), con Bulgaria, Perù e Marocco, avversarie sulla carta abbordabili.
E invece, complice forse l’altitudine, forse la cronica insofferenza alle squadre nordafricane, l’esordio, il 3 Giugno, si rivela particolarmente insidioso: il primo tempo è un soliloquio dei marocchini, che si portano legittimamente in vantaggio al 21° con Houmane.
Schön suona la sveglia negli spogliatoi e la squadra che rientra in campo passa dall’adagio all’andante mosso: al 56° Seeler raccoglie una palla vagante al limite dell’area e trafigge Ben Kassou con un secco rasoterra, poi è Müller a scacciare l’incubo, a soli dodici minuti dal termine, ribadendo di testa un cross di Held finito prima sulla traversa.
Germania-Bulgaria
Quattro giorni dopo è la volta della Bulgaria. I tedeschi partono decisamente meglio ma ancora una volta finiscono sotto per primi quando una rasoiata di Nikodimov da fuori area al 12° coglie di sorpresa Maier. Al 20° un disastro del portiere Simeonov, che con un maldestro intervento devia nella sua porta un cross dal fondo di Libuda, riequilibra il punteggio poi sale in cattedra Müller, che sette minuti dopo spinge in porta un identico cross di Libuda e al 52° infila nel sette un rigore concesso per atterramento ancora della scatenata ala Libuda. Al 67° fornisce a Seeler l’assist per il quarto gol e chiude definitivamente la gara a due minuti dal termine infilando Simeonov di testa e rendendo ininfluente le rete di Kolev un minuto più tardi.
C’è da giocarsi il primato nel girone contro il Perù il 10 Giugno: i risultati utili sono due perché a parita di differenza reti i tedeschi ne hanno segnata una in più ma il giovane Gerd non vuole correre rischi e in 20 minuti, tra il 19° e il 39°, fredda Rubiños per ben tre volte chiudendo la pratica e a poco servirà la rete dell’astro nascente Cubillas in chiusura di frazione.
I quarti di finale: contro i Leoni d’Inghilterra
La finale del 1966 si replicherà ai quarti di finale: ad aspettare i ragazzi di Schön ci sono gli inglesi campioni in carica. am questa volta siamo a Messico 1970
Il portiere dei leoni, Gordon Banks, rimane però vittima di una seria intossicazione alimentare poche ore prima della partita per cui il CT Ramsey deve ripiegare sull’esordiente Peter Bonetti del Chelsea.
Nonostante la defezione del guardiano titolare, le cose sembrano mettersi bene per i britannici, che al 31° passano con Mullery e raddoppiano con Peters nei primi minuti della ripresa.
I tedeschi accusano il colpo ma non dosperano e si riversano all’attacco accorciando le distanze al 68° con un diagonale di Beckenbauer, sul quale Bonetti non sembra proprio irreprensibile, e trovando il pari con un’incredibile girata di testa del solito Seeler che si trasforma in un pallonetto letale. Come quattro anni prima, si va ai supplementari sul 2-2 ma al minuto 108 c’è un lancio di Beckenbauer che Lohr rimette di testa in area: si avventa Müller come un falco e da pochi passi infila in porta al volo.
Gli inglesi si riversano in avanti ma stavolta sono loro a subire l’ingiustizia, vedendosi negare un netto rigore per l’atterramento di Colin Bell da parte di Beckenbauer, e il punteggio non cambierà più.
La partita del Secolo, Messico 1970
In semifinale, a Città del Messico, c’è l’Italia di Ferruccio Valcareggi, campione d’Europa in carica e contro la quale il bilancio è deficitario: su 13 incontri, 2 sole vittorie, 3 pareggi e ben 8 sconfitte.
Si inizia alle 16, ora locale, e dopo otto minuti una bella combinazione Riva-Boninsegna manda quest’ultimo al tiro e porta in vantaggio l’Italia.
A quel punto gli azzurri come da loro costume si chiudono in difesa, risultando pericolosi in contropiede ma l’assedio tedesco si infrange davanti ad un Albertosi in giornata di grazia e ad un miracolo di Rosato sulla linea di porta,
Arriva il 90° ma l’arbitro Yamasaki non fischia, recupera addirittura due minuti – cosa assolutamente inusuale – e nel frattempo Karl-Heinz Schnellinger, difensore in forza al Milan, si avvicina all’area di rigore azzurra.
I più emozionanti “supplementari” della storia del calcio
Rimessa laterale di Held su Grabowski che la butta in mezzo all’area. Si trova proprio lì Schnellinger e con una spaccata devia in porta trovando un insperato pareggio.
Schnellinger gioca in Italia da tanti anni e interrogato dal compagno di squadra Rivera sul perché si trovasse lì risponderà che avendo visto sul tabellone che la partita stava terminando aveva pensato di avvicinarsi all’uscita. Sara il suo unico gol in 47 presenze in nazionale.
Tutto da rifare quindi, sotto il cielo di Citta del Messico, ma dopo soli quattro minuti dall’inizio del prolungamento è Müller a portare avanti i suoi. Sfruttando un’incomprensione tra Poletti e Cera e beffando Albertosi con un tocco maligno dopo essersi infilato tra i due.
Sembra finita per gli Azzurri ma passano altri quattro minuti e Rivera su punizione scodella per Riva, Vogts intuisce ma respinge male di testa servendo Burgnich che da pochi passi non sbaglia.
Un minuto prima del cambio di campo l’Italia torna in vantaggio. Rivera pesca Domenghini che centra per Riva: dribbling secco di sinistro che manda in bambola Schnellinger e diagonale che non lascia scampo a Maier.
I tedeschi non sembrano certo domi e a cinque minuti dal fischio finale trovano ancora il pari. Cross di Libuda sul quale fa sponda il solito Seeler e Müller corregge quel tanto che basta a metterla tra il palo e Rivera.
Si torna a centrocampo dove, dopo un breve scambio, Facchetti lancia Boninsegna che supera Schulz e serve a Rivera un rigore in movimento: il Golden Boy spiazza Maier e fa 4-3.
Il punteggio non cambierà più e i ragazzi di Schon si dovranno accontentare del terzo posto, battendo l’Uruguay nella finalina con un gol di Overath. Ma la gara resterà nell’immaginario collettivo per intensità e repentini cambi di punteggio nei supplementari.
Verrà acclamata “partita del secolo”. E ancora oggi una targa posto all’esterno dello stadio Azteca, di Città del Messico, la ricorda. Unica consolazione sarà la classifica cannonieri vinta da Gerd Müller con dieci reti.
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