Bologna FC
Tassotti su Dovbyk: «Se a Bologna si sentirà amato, non vi deluderà»
L’ex vice di Shevchenko ripercorre la crescita dell’attaccante ucraino, ne analizza le difficoltà vissute a Roma e spiega perché Bologna potrebbe rappresentare l’ambiente giusto per rilanciarsi.
L’arrivo di Artem Dovbyk a Bologna porta con sé aspettative e curiosità. A raccontare il percorso dell’attaccante ucraino è Mauro Tassotti, che lo ha seguito da vicino durante l’esperienza nello staff della nazionale guidata da Andriy Shevchenko. Dall’Under 21 fino agli Europei, l’ex difensore ha accompagnato la sua crescita ed è convinto che l’ambiente rossoblù possa aiutarlo a ritrovare fiducia. «Se a Bologna si sentirà amato, non vi deluderà», assicura.
Dovbyk e quei primi passi in nazionale
Come riportato da “La Repubblica“, Tassotti ricorda di aver iniziato a osservare Dovbyk quando era ancora un ragazzo. Con un campionato ucraino composto da dodici squadre, racconta, gli attaccanti venivano monitorati con particolare attenzione e il suo fisico imponente lo faceva emergere subito. Quando arrivò la chiamata in nazionale maggiore, per l’ex collaboratore di Shevchenko non ci furono dubbi: «Ha dimostrato di meritare quella maglia».
L’ex difensore conserva anche un ricordo molto positivo del gruppo ucraino. Nonostante le difficoltà legate alla lingua, trovò una squadra disponibile e unita, nella quale Dovbyk si distingueva per la voglia di crescere e conquistarsi spazio. Tra le immagini che gli sono rimaste impresse c’è il gol segnato contro la Svezia agli Europei, arrivato al 121’ dei supplementari e decisivo per portare l’Ucraina ai quarti di finale. «Tutta la sua gente lo ricorda ancora», sottolinea.
Per Dovbyk Bologna può essere il posto giusto?
Tra le tappe della carriera dell’attaccante, Tassotti indica come particolarmente sorprendente la stagione vissuta al Girona, culminata con il titolo di capocannoniere della Liga. Un traguardo che, a suo giudizio, «si è meritato». Più complicata, invece, l’avventura alla Roma.
Secondo Tassotti, gli infortuni hanno avuto il loro peso, ma non sono l’unica spiegazione. «A Roma se sbagli due partite la pazienza di aspettarti non c’è», osserva, invitando però a guardare anche oltre il campo. Ricorda infatti che Dovbyk, come tanti connazionali, convive da anni con la difficile situazione del proprio Paese e sottolinea come questo possa inevitabilmente riflettersi anche sulla serenità di un calciatore.
Le caratteristiche dell’attaccante
Per Tassotti, Bologna può rappresentare il contesto ideale per rilanciare Dovbyk. «Basterebbe facesse anche la metà di quello che ha fatto a Girona per parlare di un grande colpo», afferma, spiegando che il centravanti ha soprattutto bisogno di ritrovare fiducia e sentire la vicinanza dell’ambiente.
Dal punto di vista tecnico, l’ex vice di Shevchenko descrive un attaccante che dà il meglio quando viene servito negli ultimi metri. Non è un giocatore chiamato a costruire l’azione lontano dall’area, ma un centravanti che sa proteggere il pallone, sfruttare il sinistro e rendersi pericoloso nel gioco aereo. «Bisogna tenerlo negli ultimi venti metri e dargli palloni da spingere in rete. Se la squadra riuscirà a valorizzarne le caratteristiche, segnerà tanto».
Uno scambio che può premiare tutti
Guardando all’operazione tra Bologna e Roma, Tassotti vede possibili benefici per entrambe le società. Da una parte c’è Dovbyk, che potrebbe trovare un ambiente favorevole per rilanciarsi; dall’altra Castro, chiamato a misurarsi con una realtà diversa.
Sul giovane argentino, l’ex difensore non nasconde la curiosità: a Bologna ha già mostrato qualità importanti e ampi margini di crescita, ma nella capitale dovrà confrontarsi con aspettative più elevate. «Sono curioso di vedere come si adeguerà a un contesto in cui pretenderanno molto da lui, anche in Champions League».
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