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Tedesco – La favola di un tifoso del Fenerbahçe che vive a Bologna

«Conosco Bologna e la tifoseria perché ci vivo: lasciate lavorare Tedesco tutta l’estate e vi divertirete…»

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Domenico Tedesco, nuovo allenatore del Bologna
Domenico Tedesco (@1000 Cuori Rossoblù)

Un’amicizia può nascere in svariati modi. Lo sport può aiutare, ed è visto come un clichè, intromettendosi positivamente nelle nostre esistenze. E allora quelle gioie o lo scoramento per una partita di calcio e di un’intera stagione, diventano emozioni che ti appartengono. Partecipando empaticamente allo sfottò, alla vittoria, alla sconfitta. Anche se la squadra tifata dal tuo amico, non è la tua. Questa intervista riflette le vicissitudini di Domenico Tedesco sullo stretto del Bosforo, a Istanbul e precisamente nel Fenerbahçe, club che ha guidato in quest’ultima stagione.

Chi ne parla e ne descrive le gesta è un fedelissimo tifoso del ‘Fener’, iconico club dai colori giallo e blu navy. L’ondata di affetto registrata su internet nei confronti dell’ormai ex allenatore del club turco non ha lasciato indifferenti. Un numero esorbitante di  Sarı Lacivertliler (gialloblù in turco) hanno invaso gli spazi social per manifestare gratitudine e augurare il meglio a Tedesco. Un allenatore che ha lasciato un ricordo forte e indelebile nella tifoseria del Fenerbahçe, guadagnandosi i favori della stessa.

L’affetto che ci lega ad un’altra persona esula dal raziocinio: in quello spazio indefinito e immobile – ma vivo – che guida i nostri pensieri, si innestano i ricordi. Le chiacchierate in una terza lingua, diversa da quella nativa per entrambi, parlando di calcio, prima ancora di chi siamo o di chi vorremmo essere. Lo scoramento o l’esaltazione per un gol mancato e quello segnato. L’analisi sportiva con cui migliora il linguaggio della terza lingua, oramai quasi in comune. Gli interminabili silenzi davanti al computer che esplodono nelle esultanze pure ed euforiche.

Tedesco: una storia turca

Domanda iniziale: cosa ne pensi del lavoro di mister Tedesco nella tua squadra, il Fenerbahçe?

«Penso che sia stato molto bravo con la nostra squadra, considerando che è arrivato a strada in corso e a stagione già iniziata, dopo che Mourinho lasciò in seguito al playoff di Champions League perso contro il Benfica (trasferendosi proprio al Benfica il 18 settembre 2025). Tedesco è arrivato nel nostro club senza aver potuto contribuire alla costruzione della rosa e fisicamente non stavamo bene. All’inizio abbiamo sofferto e lottato, motivo per cui alcuni tifosi del Fenerbahçe hanno iniziato a dire che non fosse al nostro stesso livello e non fosse un bravo allenatore

Qual è la realtà? Il tempo che non viene mai concesso?

«In seguito Tedesco (che nel frattempo ha avuto modo e tempo di entrare in sintonia con la squadra) ha apportato delle migliorie sia dal punto di vista tattico che su quello fisico. Siamo cresciuti e abbiamo iniziato a giocare bene. Tutto ciò è durato fino alla finestra invernale del calciomercato, quando ci siamo ritrovati di colpo senza una prima punta. Abbiamo ceduto sia En-Nesyri che Durán senza rimpiazzarli

Sconcertante non solo dal punto di vista del tifoso, ma anche per qualsiasi appassionato di sport in generale. Capire che una società non sta operando bene rappresenta un doppio colpo per chi sostiene la propria squadra. Iniziano qui le timide proteste, che si protraggono in questioni di appartenenza e credibilità sportiva. La stagione come è proseguita?

«Ci tengo a specificare che i periodi negativi non sono stati colpa di Tedesco: non è mai stata colpa sua. Lui ha dato il meglio e fatto il massimo per il Fenerbahçe. I problemi sono iniziati all’incirca dopo il match con il Nottingham Forest in Europa League(il Fenerbahce vinse fuori casa per 1-2, ma perse l’andata del playoff per gli ottavi della competizione 0-3). Noi perdemmo Skriniar per infortunio, avevamo fuori anche Asensio e altri acciaccati. Ci siamo trovati in emergenza, ma non ho mai respirato difficoltà complesse nella squadra, né tantomeno in Tedesco. Su YouTube esistono video in cui si vedono molti tifosi accorrere in aeroporto quando l’allenatore è stato sollevato dall’incarico; chiunque ha pianto o si è sentito contrariato dalla scelta della società

Come si è arrivati a una scelta così drastica come l’esonero? 

«Tedesco è un allenatore e una persona molto umile. La differenza con Mourinho è stata lampante: il portoghese parlava sempre di arbitri o di sé stesso, Tedesco amava ripetere, ‘a me non interessa cosa fanno le altre squadre o cosa accade intorno a noi, io cerco di fare il meglio per la mia squadra, non mi interessano gli arbitri sono totalmente concentrato sul campo e sul Fenerbahçe’. Quando abbiamo perso il derby in maniera netta e brutale contro il Galatasaray (3-0) il club aveva bisogno di un capro espiatorio. Tedesco è un ragazzo gentile e posato. A noi ci ha fatto divertire, nonostante le difficoltà. Mi piace come persona e ha fatto bene alla nostra squadra calcisticamente parlando. Conosco Bologna perché ci vivo e conosco la tifoseria. Lasciate lavorare Tedesco tutta l’estate e costruite la squadra insieme a lui: vi farà divertire e competere.»

Il racconto in prima persona

In definitiva ti chiedo di esprimere, al di là della tattica di campo o della strategia comunicativa, un tuo parere su Domenico Tedesco, a ruota libera.

«Domenico Tedesco rimarrà per sempre un’incompiuta storia d’amore nei cuori dei tifosi del Fenerbahçe. Quando atterrò ad Istanbul la tifoseria era scettica. Si mormorava che non avesse un curriculum abbastanza adeguato per allenarci. Perché ci sentivamo superiori. A cose finite, Tedesco non solo ha guadagnato il rispetto dei tifosi del Fenerbahçe, ma anche quello degli avversari, perché ha portato nel caotico calcio turco qualcosa che avevamo perso: eleganza, gentilezza e puro rispetto.

Tedesco ha avuto qui da noi un battesimo di fuoco. Ha accettato la proposta a stagione in corso, con la squadra concepita e costruita per un altro allenatore (Mourinho), senza dimenticare le vicissitudini societarie (la crisi per l’amministrazione del club, le elezioni che tutt’ora fanno discutere). Nonostante ciò non si è tirato indietro e l’avventura sarebbe stata complicata per qualsiasi allenatore: la squadra era in pessime condizioni a causa di una preparazione deficitaria e la tifoseria non avrebbe accettato nessun altro risultato all’infuori della vittoria della Süperlig.

Per prima cosa Tedesco ha ricompattato la squadra (fisicamente e mentalmente) e poi, ha mostrato la via per credere al risultato tanto agognato. Abbiamo imparato a conoscere il nostro allenatore: responsabile e attento a bordo campo e brillante tatticamente nel preparare o ribaltare le partite. A poco a poco il tifoso del Fenerbahçe ha iniziato ad essere orgoglioso di Tedesco. Durante la campagna trasferimenti invernale stavamo competendo per il titolo: ci credevamo per quanto visto in campo, tra gioco e risultati. Abbiamo acquistato Kanté e Guendouzi, ma abbiamo ceduto le nostre punte centrali, senza rimpiazzarle, rimanendo senza un vero attaccante.

Chiunque avesse osservato il Fenerbahçe, anche da tifoso neutrale, avrebbe capito il carattere e la struttura che la squadra aveva interiorizzato grazie a Tedesco. Il suo licenziamento è il frutto del più banale e crudele dei sacrifici quando non si arriva al risultato: la pesante sconfitta nel derby con il Galatasaray e la quasi certezza di aver mancato il titolo è stato il preludio all’esonero.

Da simpatizzante del Bologna e da cittadino felsineo, considero la scelta di Tedesco un vero punto di svolta. Senza dubbio i rossoblù prospereranno sotto la sui guida. Eppure, una parte di me si sentirà sempre incompleta: attenderò con impazienza il giorno in cui rivedrò Domenico Tedesco al Kadıköy, alla guida del Fenerbahçe

 

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