Bologna FC
Bologna a caccia dei tre punti
I rossoblù a Torino alle 18 cercano punti e risposte in un clima surreale. Tra assenze e rotazioni, Italiano chiede carattere per allontanare i fantasmi della classifica e ritrovare fiducia.
Prima del viaggio in Norvegia per affrontare il Brann, c’è un passaggio che non può essere rimandato. La sfida di questa sera a Torino pesa più di quanto si possa pensare, perché in campionato il Bologna ha bisogno urgente di muovere la classifica. L’Europa League resta l’occasione più concreta per dare un senso alla stagione, ma senza un’inversione di rotta in Serie A il rischio è di complicare ulteriormente il quadro. Dopo due mesi difficili, con due obiettivi sfumati su tre e una rimonta verso le zone europee che oggi appare lontanissima, la priorità è tornare a fare punti.
Bologna: priorità campionato prima dell’Europa
L’idea di concentrare energie sulla trasferta contro il Brann è comprensibile, ma la classifica impone altro. La vittoria della Fiorentina a Como ha alzato la soglia salvezza e, con il Bologna atteso a Torino, la classifica impone di tornare a fare punti per evitare di avvicinare pericolosamente la zona retrocessione più di quella europea. La prospettiva di un quinto posto Champions per l’Italia, che allargherebbe a otto il numero di squadre qualificate alle coppe, resta uno scenario per ottimisti. Più realistico, invece, pensare a ritrovare equilibrio e chiudere la stagione con dignità, in attesa di quella che potrebbe essere un’estate di cambiamenti.
Il Bologna è fermo da metà gennaio: quattro sconfitte consecutive e l’eliminazione dalla Coppa Italia hanno spento entusiasmo e certezze. È il momento di reagire, perché restare immobili significherebbe scivolare ancora.
Tra Bologna e Torino, atmosfera surreale
Allo stadio si respirerà un clima particolare. I tifosi rossoblù saranno appena una quarantina, sistemati in un settore laterale dei distinti, a causa del divieto di acquisto per i residenti in provincia di Bologna. Ben diverso l’esodo previsto per Bergen, dove oltre 400 sostenitori seguiranno la squadra.
Anche la curva Maratona resterà vuota: gli ultras granata hanno confermato la protesta contro il club e il presidente Urbano Cairo, come già accaduto contro il Lecce. Una cornice insolita per una partita delicata, quasi sospesa in un silenzio che amplifica tensioni e malumori.
Le scelte di Italiano e le assenze
Vincenzo Italiano dovrebbe ricorrere al consueto turnover, con un occhio inevitabile alla gara europea. Non ci sarà Heggem, fermato dall’infortunio rimediato contro la Lazio, anche se filtra fiducia per un recupero in vista dell’Europa League. Lucumí è a disposizione, ma potrebbe essere gestito con prudenza; Helland spera in una maglia da titolare.
Assenti anche Lykogiannis e De Silvestri, oltre allo squalificato Pobega. In attacco, invece, Rowe è pronto a riprendersi una maglia dal primo minuto dopo i zero minuti disputati nella sfida decisiva di Coppa Italia, scelta che aveva fatto discutere. L’inglese, tra le poche note liete del periodo, dovrebbe tornare sulla fascia e affiancare Bernardeschi. Orsolini va verso un’altra partenza dalla panchina – la quinta in campionato nel 2026 – dato che racconta bene le difficoltà recenti: negli ultimi due mesi il Bologna ha vinto solo quando è andato a segno il marchigiano, contro Maccabi Tel Aviv e Verona.

Riccardo Orsolini (© Bologna FC 1909)
Torino, attenzione e prudenza
Anche il Torino non vive un momento semplice. Marco Baroni ritrova Prati a centrocampo, ma dovrà fare a meno di Obrador, Ilic e Ismajli. I granata vogliono allontanare le zone pericolose, ora distanti sei punti, e agganciare il Bologna a quota 30.
Nonostante il periodo complicato dei rossoblù, Baroni invita alla massima concentrazione: considera il Bologna una squadra di valore, guidata da un allenatore che propone un calcio internazionale. Le difficoltà, sottolinea, riguardano più i risultati che il gioco, e servirà una prestazione completa sotto il profilo fisico, tecnico e tattico.
Fonte: Repubblica, Luca Bortolotti
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