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Infantino mette le mani sul Mondiale FIFA e lo vende alla famiglia Trump?

Nuovo giro di giostra e altro scandalo all’interno della FIFA: il governo del calcio globale sarebbe pronto a vendere una parte del Mondiale (anche) alla famiglia di Trump

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FIFA (© depositphotos) tonali
FIFA (© depositphotos)

Nel giro di una settimana, a partire dalle parole al miele di Trump nei confronti di Gianni Infantino, capo e plenipotenziario della FIFA, si è arrivati al nocciolo della questione. Già, perché che tra i due potentissimi ci sia un’affinità di potere e concessioni è cosa nota. Come in tutte le amicizie che valgono questo appellativo. Certo è che magari un limite bisogna pur darselo.

Dicevamo: sette giorni fa, circa, Trump aveva promosso Infantino, per il ruolo decisivo che quest’ultimo aveva messo in campo nel Mondiale 2026. A scanso di equivoci, critiche, inchieste e imbarazzi vari. Per Trump, la bravura del dirigente sportivo svizzero andrebbe premiata, celebrata e di fatto, promossa. Per questo, la notizia che rimbalza di quotidiano in rivista, è che il presidente degli Stati Uniti d’America vorrebbe candidare Infantino come segretario generale dell’Onu.

La FIFA privatizzata?

Ma questa è solo la prima parte dell’ennesimo scandalo sportivo-burocratico. Forse, la sublimazione nell’anestetizzare le pratiche di governo sportivo, rende i cittadini e i tifosi molto meno presenti nella protesta. Sta di fatto che la notizia rilanciata dal Times, segue l’inchiesta del Financial Times: Gianni Infantino starebbe pensando alla scadenza del suo mandato (2030) e per l’occasione avrebbe escogitato di vendere una quota di minoranza della FIFA ad una nuova entità commerciale, che controllerebbe la gestione e l’organizzazione di tutti i tornei di calcio organizzati dalla FIFA.

In prima fila tra gli investitori pronti a sostenere l’iniziativa privata c’è Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, attuale marito di Ivanka Trump. Ai vertici di questa nuova società ci sarebbe proprio Infantino, che nel frattempo sta trattando con con esperti finanziari di JP Morgan. La valutazione della quota di minoranza della FIFA si attesterebbe sui 20 miliardi di dollari (al cambio attuale 17,58 miliardi di euro).

La FIFA ha già confermato quanto fuoriuscito dal Financial Times, mettendo però da parte le velleità di controllo, per l’iniziativa economico-finanziaria, sulle prossime sedi dei mondiali di calcio. «Gli investitori privati deterranno solo una quota di minoranza […] senza avere alcun ruolo operativo, e non investiranno nella FIFA, che manterrà l’autorità esclusiva sulla governance del calcio.»

 

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