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Italia, Diana Bianchedi si dimette da Capo delegazione: cosa è successo con Abodi

Diana Bianchedi lascia il ruolo di capo delegazione della Nazionale dopo le parole di Andrea Abodi. Una decisione arrivata al termine di una giornata di tensioni istituzionali.

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Logo FIGC (© FIGC)
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Diana Bianchedi lascia l’incarico di capo delegazione dell’Italia. L’ex schermitrice ha rassegnato le dimissioni con una lettera diffusa dalla FIGC nella serata di oggi 30 settembre, dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e le successive polemiche. Alla base della decisione, ci sarebbe la volontà di tutelare le istituzioni sportive e proteggere il gruppo azzurro dalle tensioni esterne.

Italia, Bianchedi si dimette: «Valori ingiustamente messi in discussione»

«A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale», ha scritto Bianchedi nella comunicazione ufficiale.

L’ex campionessa olimpica ha rivendicato la correttezza del proprio operato, sottolineando di aver sempre agito con serietà e nel rispetto delle regole e delle persone. «Valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione», ha aggiunto, motivando così il passo indietro.

La scelta nasce anche dalla volontà di tenere la squadra lontana dalle polemiche. Bianchedi ha ringraziato il commissario tecnico, i giocatori e tutto lo staff per l’accoglienza ricevuta, ricordando le emozioni vissute durante la sua breve esperienza. Il messaggio conclusivo è rivolto proprio agli Azzurri: «Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano».

Le dichiarazioni di Abodi

All’origine della vicenda ci sono le parole pronunciate in mattinata da Andrea Abodi, intervenuto sulle tensioni all’interno della Giunta del Coni. Il ministro ha richiamato il rapporto fiduciario tra il presidente del Comitato olimpico e i suoi vicepresidenti, sostenendo che chi esprime ripetutamente posizioni contrarie dovrebbe valutare una scelta.

«Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta», aveva dichiarato Abodi.

Le tensioni nel Coni

Il riferimento è alla riunione del 29 settembre, durante la quale Bianchedi e il vicepresidente Marco Di Paola avrebbero inizialmente espresso parere negativo sulla proposta di commissariamento della Federazione Italiana Pesistica avanzata dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio, votando poi a favore.

Poche ore dopo le dichiarazioni del ministro sono arrivate le dimissioni. Si chiude così l’esperienza di Bianchedi alla guida della delegazione azzurra, mentre restano aperte le questioni legate ai rapporti istituzionali che hanno accompagnato la vicenda.

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