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Italia-Nord Irlanda 2 a 0: non epocali ma Tonali

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FIFA (© depositphotos) tonali

Ringraziamo Sandro Tonali per averci aiutato a staccare un pezzo del biglietto per la FiFa World Cup 2026. Stasera c’erano ancora 180 minuti che ci separavano dal  viaggio transoceanico verso il Mondiale nord americano o dall’esilio di addirittura 16 anni dalla manifestazione iridata pedatoria. A Bergamo e poi in Serbia o Galles siamo ormai al dentro o fuori. E il rammarico diventa evidente nel veder soffrire i nostri ragazzi contro una non irresistibile Irlanda del Nord. D’altronte oltre le Alpi, la cifra di gioco ha un dinamismo e una fisicità talvolta sconosciuti sul suolo patrio.

Ma siamo sempre lì: il rischio di uscire, stasera o martedì, è drammaticamente palpabile.

A Bergamo e Cardiff due semifinali al cardiopalma: James e Tonali

Due primi tempi scialbi, al limite dell’indecenza: nel quartetto dei contendenti l’Italia non ci dovrebbe essere, ma la realtà dice tutt’altro. E mentre a Cardiff James al 51′ portava in vantaggio, l’Italia si sveglia e si ricorda che è stata quattro volte Campione del Mondo. Al 58′ scende Politano sulla fascia destra e crossa: la difesa rinvia di testa malamente e Sandro Tonali da limite dell’area scocca un tiro, leggermente a uscire, che si infila dietro a Charles. Lo stadio di Bergamo si riempie di positive vibrazioni e carica ulteriormente gli azzurri. Tonali amministra la sfera, ma è tutta la squadra che lotta e inizia a vincere tutti i duelli e arriva prima sulle seconde palle. Ed è ancora Tonali, all’80esimo, che sale in cattedra nell’azione del secondo gol. Sandro prende la palla e lo pennella in area. Kean arpiona la sfera che gli arriva dal giocatore del Newcastle, si smarca e piazza la palla contro il palo e poi in rete. Non ci sono ulteriori sussulti, neanche nei tre minuti di recupero. L’Italia si procura l’accesso alla finale play-off e non importa se sarà Galles o Bosnia (nel momento in cui stiamo concludendo questo articolo, le squadre sono sull’1 a 1): l’importante è che martedì i ragazzi ci regalino, dopo dodici anni, l’emozione di un mondiale.

Che in tempi gramissimi come quelli odierni, è un piccolo dono di gioia.

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