CalcioMondiali di calcio FIFA 2026
Mondiale 2026 – L’esordiente Uzbekistan
La nazionale uzbeka è tra le 4 esordienti assolute del Mondiale 2026: approfondiremo nei prossimi giorni Capo Verde, Curaçao e Giordania. Oggi tocca all’Uzbekistan, capitanato da una vecchia conoscenza della Serie A, Eldor Shomurodov e allenato da Fabio Cannavaro
Da quando fu annunciato il cambio di direttiva che avrebbe portato le squadre partecipanti al Mondiale 2026 a 48 (32 erano quelle al Mondiale in Qatar nel 2022), molti sognavano l’impresa. Logico e naturale che tra le nazionali presenti spicchino assolute novità. Nuove storie da raccontare e da celebrare. I mondiali, d’altronde, rappresentano uno scambio, seppur fugace, di esperienze, culture e colori differenti.
Chi ha scritto una pagina memorabile del proprio paese è l’Uzbekistan. La nazionale dell’Asia centrale non è sola: Capo Verde, Curaçao e Giordania le fanno compagnia, essendo le quattro nazionali che per la prima volta nella loro storia si sono qualificate al Mondiale di calcio.
Mondiale 2026: Uzbekistan
Lo storico accesso alla competizione porta la firma dell’ex allenatore Timur Kapadze. Da calciatore, il c.t., era un talentuoso centrocampista che non riuscì mai nel suo intento di elevare la nazionale fino a questo livello. Una volta conquistata la qualificazione, la federazione uzbeka ha deciso di rimuoverlo dall’incarico, affidando la panchina a Fabio Cannavaro. Una scelta poco comprensibile, nonostante i chiarimenti dei dirigenti uzbeki. La decisione è stata presa affinché l’Uzbekistan si presentasse ai nastri di partenza del Mondiale con esperienza e maggiore visibilità.
Cannavaro, dal suo canto, fin dalla conferenza stampa di presentazione, ha voluto al suo fianco Kapadze, ritenendolo fondamentale. L’allenatore italiano ha affermato di non voler snaturare i principi di gioco affermatisi con il suo predecessore (molto amato in patria), anche perché condividono le stesse visioni sul gioco e similitudini sulla filosofia calcistica.
Non sono ancora uscite le convocazioni ufficiali dei calciatori che faranno parte della spedizione. I ‘lupi bianchi’ (questo il soprannome della nazionale) affronteranno un ritiro di tre settimane a Tashkent, la capitale del paese. Cannavaro ha convocato 40 calciatori, da cui scremare la lista definitiva. L’Uzbekistan farà parte del gruppo K e affronterà la Colombia a Città del Messico, il Portogallo a Houston e la Repubblica Democratica del Congo ad Atlanta.
I punti forti
Qualche mese fa, il nostro Matteo Paganelli ha intervistato in esclusiva il portiere titolare della nazionale, Utkir Yusupov. Gli altri nomi fondamentali della squadra sono: Khusanov, approdato al Manchester City un anno e mezzo fa per 40 milioni di euro, astro nascente della difesa uzbeka. La vecchia conoscenza del calcio italiano Eldor Shomurodov, è il capitano e calciatore simbolo dell’Uzbekistan. In Italia ha giocato con Genoa, Roma, Spezia e Cagliari: in estate è andato in prestito all’Istanbul Basaksehir che lo ha già riscattato. Con la nazionale uzbeka ha giocato 90 partite, segnando 44 gol.
Del Mondiale alle porte, dovrebbero far parte anche altri due talenti della regione dell’Asia centrale: Abbosbek Fayzullaev, ala destra passata in estate dal CSKA Mosca all’Istanbul Basaksehir e il difensore centrale Khusniddin Alikulov, anche lui calciatore della Süper Lig turca con il Rizespor.
La tragedia
L’Uzbekistan giocherà anche e soprattutto per quella generazione di talenti strappata via troppo presto e tragicamente nel 1979, in seguito ad uno schianto aereo nei cieli dell’Ucraina. Due aerei si scontrarono, decretando la fine di 178 vite umane. Tra loro anche i giovani calciatori del Pakhtakor, definita la generazione d’oro del calcio uzbeko. L’incidente è inciso nella memoria sportiva del paese asiatico: da quel momento in poi, la federazione investì massicciamente nelle infrastrutture giovanili.
La storica qualificazione al Mondiale 2026 sarà salutata anche da coloro che non fanno più parte di questo mondo. I calciatori e la nazione alzeranno gli occhi al cielo e scruteranno lontano, un punto non identificato, sebbene non dimenticato. Il cuore piangerà, mentre i volti distesi tradiranno un lieve sorriso. “Siamo arrivati dove avreste meritato di arrivare voi”. Buon viaggio.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
