CalcioMondiali di calcio FIFA 2026
Mondiale 2026 – Germania e Paesi Bassi già eliminate dalla coppa del mondo: polemiche sul numero delle squadre e sulle partite della terza giornata
Non si placano le voci critiche per il Mondiale 2026: troppe partite e troppe squadre qualificate. Nel frattempo Germania e Olanda vengono eliminate
Tra i confini dei tre paesi ospitanti, ma anche tra le righe dei narratori sportivi, questo Mondiale sta scalando velocemente le gerarchie del ‘dimenticabile’. Passino le polemiche sull’organizzazione, le inchieste sui biglietti, gli esagerati aumenti dei prezzi. Passi pure il trattamento riservato ai giocatori dell’Iran, per cui il capitano della selezione persiana, Mehdi Taremi, ha sbottato indirizzando alla FIFA un messaggio a favor di telecamera. «Questo Mondiale è un vero disastro. La FIFA dovrebbe risolvere ogni problema, ma purtroppo non ci è riuscita fin dall’inizio. Infantino è venuto nel nostro spogliatoio dopo la prima partita e ha detto: ‘è solo l’inizio…’ Non abbiamo avuto con noi parte del nostro staff a causa dei visti non concessi. Com’è possibile che dobbiamo tornare sempre in Messico? Vi sembra giusto? Alla FIFA sembra giusto?» Queste sono le inoppugnabili considerazioni dell’attaccante dell’Olympiacos ed ex Inter.
Le voci critiche
E sopra a questo, che passino pure gli indifferenti che non si erano soffermati sui controlli rigidissimi, ma a targhe alterne, destinati a determinate delegazioni. Ciò che ha destato delle rimostranze, condivise su più latitudini, è stato l’enorme numero di partite, gol e nazionali qualificate ai sedicesimi di finale. Un tripudio di eccessivo agonismo nelle prime due giornate dei 12 gironi, controbilanciate da un’ultima partita, per le 48 squadre partecipanti, di poco interesse e inversamente accattivante rispetto alle prime due uscite.
Ed è qui che entrano in gioco partite soporifere, intere nazionali che proteggono i propri beniamini lasciandoli in panchina per tutti e 90 i minuti di gioco, pareggi poco emozionanti. In realtà è una storia già vista e ascoltata. Semplicemente, questo Mondiale non fa eccezione: delle 48 nazionali iniziali, ai sedicesimi di finale se ne sono presentate 32. Un numero esorbitante che verrà scremato strada facendo; tra la serata italiana di ieri e le prime luci di stamane i primi due scalpi: Germania e Paesi Bassi eliminate dal Mondiale.
Mondiale 2026 – I primi verdetti: Germania e Paesi Bassi eliminate
In questo Mondiale versione kolossal – del resto si gioca anche e soprattutto negli Stati Uniti d’America – Paraguay e Marocco hanno fatto la voce grossa, spodestando le temibili nazionali tedesca e olandese. Due partite affini per il risultato (1-1 il risultato finale di entrambe dopo i supplementari), ma dissimili per gioco e emozioni. Il Paraguay ha trionfato ai rigori contro la Germania, scrivendo una pagina memorabile della propria storia calcistica. La squadra sudamericana che aveva perso all’esordio 4-1 contro gli U.S.A., è apparsa solida e organizzata contro la nazionale guidata da Nagelsmann. La gioia incontenibile dei tifosi ha attraversato lo stadio di Foxborough (Massachusetts), unendosi ai caroselli dei social media.
Discorso diverso per il Marocco che non rappresenta più una piacevole novità, bensì una piacevole certezza. Una squadra che presenta in tutti i suoi reparti individualità di caratura internazionale, a cui abbina un gioco organizzato e vivace, capace di imbrigliare le nazionali più forti del mondo. Lo aveva dimostrato perfettamente nel Mondiale del 2022; i marocchini lo hanno ribadito nell’ultima edizione della Coppa d’Africa e stamattina, eliminando i Paesi Bassi dalla coppa del mondo 2026. Il Marocco ha meritato il passaggio del turno, limitando la tecnica degli oranje e costringendo gli olandesi a subire la qualità della nazionale africana. Hakimi, Saibari e Bounou si confermano giocatori di altissimo livello, tra i massimi interpreti dei rispettivi ruoli.
Ai social, più che al campo, restano i giudizi di contorno. Il calcio è cambiato da tempo: più si gioca, più si guadagna. I protagonisti si sono trasformati: più atletici e fisici, meno tecnici e giocolieri. Il prodotto finale è per l’appunto un prodotto, vendibile al miglior offerente. Lo sfondo delle polemiche interessa poco o nulla, restando ai margini della competizione sportiva più seguita e tifata al mondo.
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