Mondiali di calcio FIFA 2026
Febbre da Mondiali: i marocchini di Bologna sognano la finale
La comunità marocchina di Bologna si prepara ad una notte speciale
Bologna, da buona città multiculturale, sta vivendo la Coppa del Mondo in maniera particolare. Perché se da un lato la nostra nazionale non si è qualificata per la competizione più importante di tutte, la percentuale straniera della popolazione felsinea ha di che gioire. In particolare stanotte, quando si giocherà la sfida tra Olanda e Marocco, una fetta della città, quella di origini marocchine, farà le ore piccole per seguire la propria selezione. Un’autentica levataccia, ma cosa non si fa per il pallone…

La Coppa del Mondo FIFA ( © Depositphotos)
A Bologna c’è chi tifa Marocco
Nel numero odierno di Repubblica, Giorgio Burreddu racconta le storie di alcuni ragazzi che lotteranno contro le sveglie per seguire la partita. C’è chi domani lavora, chi prenderà le ferie e chi, magari, non può seguire il match.
Come Yassin, che dovrà sostenere l’orale alle Aldini e ha già promesso alla famiglia di non seguire il match dei sedicesimi. Sperando, ovviamente, di poter vedere le fasi finali con la bandiera dietro le spalle e un sogno nel cuore, assieme ai quasi 11.000 residenti bolognesi con cittadinanza marocchina.
Una città multiculturale
A Bologna c’è anche un consolato marocchino, oltre alle tante associazioni che si sono formate negli ultimi anni. E spesso la nostra città può essere un ottimo simbolo di integrazione, come testimonia la lunga serie di luoghi in cui la gara tra Marocco e Olanda sarà proiettata. Dalla gelateria Pingu di via Pirandello alla Baracchina Hemingway di Castenaso, l’elenco è lunghissimo. Nonostante l’orario difficilmente affrontabile per i lavoratori.
E poi c’è chi chiuderà l’attività, giustamente, ma continuerà a seguire la partita come farebbe qualunque appassionato, cioè con gli amici. D’altronde le emozioni che una nazionale ai Mondiali può regalare, anche se potremmo averle scordate, sono uniche. E allora forse fa bene a tutti noi quella comunità viva che sogna una finale in un torneo dove noi italiani siamo soltanto spettatori. Perché il calcio è vita per tutti, e a noi fa bene ricordarlo.
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