Mondiali di calcio FIFA 2026
Mondiali: Arnautović saluta la nazionale austriaca
L’ex 9 rossoblu saluta in lacrime la Nazionale dopo la sconfitta rimediata dalla Spagna
Siamo figli delle stelle. O meglio, lo è una generazione di giovani che si è esaltata vedendo i dribbling di Cristiano Ronaldo o i lampi di Messi. Per loro, così come per Modric e Salah, ma anche l’intramontabile Memo Ochoa, questo è, con ogni probabilità, l’ultimo Mondiale. E, assieme a questi altisonanti nomi, ha detto addio alla propria nazionale anche un uomo che, fino a poche stagioni fa, stava scrivendo la storia del Bologna a suon di gol.
Marko Arnautović, con la sconfitta rimediata dalla Spagna ai sedicesimi, ha detto addio alla sua Austria. E, con lui, un pezzo di cuore per migliaia di bolognesi ha simbolicamente lasciato gli Stati Uniti.
Una vita da leader
Aveva 19 anni, un giovane Marko Arnautović quando, al minuto 81 di Faroe-Austria è subentrato al posto di Marc Janko. Purtroppo, in quel match l’allora punta del Twente non riuscì ad incidere, tornando a casa con un solo punto. Eppure, nel corso degli anni ha lasciato un’impronta indelebile sul suo popolo prima che sul campo.

Marko Arnautović a Bologna (© depositphotos)
È stato capitano, simbolo ma anche recordman di presenze e gol, rispettivamente 137 e 49. Ha giocato tre Europei consecutivi (2016, 2020, 2024) e questi Mondiali, culmine perfetto di una carriera dedicata al sacrificio e alla lotta su ogni pallone. Lotta che ha condiviso con compagni e allenatori, su tutti proprio quel Sinisa Mihajlovic che a Bologna lo adottò e lo spinse verso la Stella Rossa, sua squadra attuale e autentica scelta di vita.
Il ricordo di Bologna per Arnautović
Due stagioni, 58 presenze e 25 gol non bastano a raccontare il legame creato tra Bologna e Marko, che tornava nel calcio che conta dopo una fugace esperienza cinese. La città turrita per il bomber è stata sede di rinascita, ma anche fonte di legami e motivazioni che difficilmente svaniscono anche dopo un trasferimento.
Sinisa Mihajlovic (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)
Tutta la città ha creduto nella persona prima che nel giocatore, e il risultato è stato un periodo idilliaco, ricco di gol e soddisfazioni. Senza Arna, forse, non ci sarebbero i rossoblu di oggi. E proprio in questi giorni dolorosi, mentre il guerriero si sta togliendo – suo malgrado – l’armatura e fasciando le ferite, il pensiero non può non tornare, con un pizzico di nostalgia, a quanto abbiano fatto Bologna e il suo 9, l’una per l’altro.
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