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UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino. La FIFA si divide, almeno a parole.

UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino: le tre federazioni scrivono una lettera contro il presidente e si preparano a dare battaglia sulla rielezione. Ad oggi i voti contro lo svizzero basterebbero per non farlo rieleggere, ma il congresso è fissato per Marzo 2027 e il tempo può cambiare le cose.

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Gianni Infantino (© Depositphotos)

Dopo l’alzata di scudi sull’idea di Infantino di creare una società per gestire il Mondiale e venderne una quota a privati, UEFAAFC (Asia) e CONCACAF (Nord e Centro America) hanno ufficializzato un attacco frontale a Gianni Infantino, denunciando una fiducia ormai “spezzata con l’inganno”.

Una lettera firmata dai tre presidenti Aleksander CeferinIbrahim Al Khalifa e Victor Montagliani, che invoca e forse prospetta un cambio al vertice della FIFA, sottolineando che la leadership della federazione è un dovere di servizio e non un possesso personale. La frattura parrebbe essere talmente profonda da aver innescato un boicottaggio che potrebbe smantellare l’attuale ordine costituito.

Il piano di privatizzazione per il Mondiale

Al centro dello scontro, come detto, c’è il cosiddetto progetto Ffe, che altro non è che un piano per la privatizzazione dei diritti commerciali del Mondiale. Sebbene la FIFA abbia tentato di minimizzare parlando di “errore di comunicazione”, e fatto ufficialmente un passo indietro, le confederazioni hanno invece visto questo progetto come un modo per erodere la loro sovranità e dividere i profitti in base a consenso e amicizie.

E viene difficile dare loro torto, dopo che le stesse federazioni hanno evidenziato alcune criticità particolari. La prima è stata l’incontro a Rabat, lontano dalla sede FIFA di Zurigo, e con inviti a una ristretta cerchia di nazioni “fedeli” a Infantino. La seconda è la totale assenza di consultazione preventiva per il progetto, e di conseguenza l’assenza di trasparenza. La terza ed ultima concernerebbe le tempistiche, volutamente serrate per evitare che fosse possibile un’accurata analisi dei termini contrattuali.

Lo scandalo personale di Infantino

A questi problemi si aggiunge una rivelazione del Telegraph, relativa ad una presunta liquidazione pagata durante il suo mandato come segretario generale UEFA, a una dipendente per chiudere una relazione personale, dopo che questa aveva anche avuto un cospicuo aumento e un finanziamento per un master. La FIFA smentisce, ma la posizione di Infantino è sempre meno salda a prescindere dallo scandalo personale, tanto che persino il suo “amico” Trump si è sentito in dovere di fare dichiarazioni in suo aiuto.

Logo della FIFA

Infantino rischia la rielezione? I numeri verso Rabat 2027

Forse è ancora presto per dire se Gianni Infantino stia davvero rischiando di non essere rieletto, ma è molto probabile che il confronto si protrarrà fino al congresso di Rabat del 18 Marzo 2027.

Ad oggi, Infantino pare aver perso la maggioranza numerica perché, sebbene il Messico abbia rotto il blocco CONCACAF schierandosi con l’attuale presidente, i voti delle tre confederazioni contrarie alla sua rielezione sarebbero 133, contro un quorum di 106 per ottenere l’elezione. Se vi fosse un candidato alternativo apprezzato da tutte e tre, forse qualcosa potrebbe davvero accadere.

Per altro, nonostante la OFC (Oceania) abbia confermato il suo appoggio a Infantino dopo che questi ha fatto un passio indietro dal progetto Ffe, la Nuova Zelanda, principale nazionale dell’area visto che l’Australia è da anni nella AFC, ha ritirato ufficialmente il proprio appoggio allo svizzero da un paio di giorni.

Da qui a Marzo c’è ancora tanto tempo, e il primo appuntamento per vedere se le parti sono davvero ancora lontane o se i rapporti si stanno ricucendo potrebbe già essere il Mondiale U20 femminile in Polonia. Rimane il fatto che stanno aumentando le nazioni che hanno ritirato, almeno a parole, il proprio appoggio a Infantino.

UEFA, AFC Concacaf: addio FIFA?

Di più. Le tre confederazioni hanno reso noto di stare già valutando la possibilità di creare tornei alternativi a quelli FIFA, per non dipendere economicamente da loro. Ma è difficile dire se sia solo una mossa per forzare la mano ad Infantino o se sarà davvero un modo per rompere con quanto abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Vedremo se davvero il monopolio FIFA giungerà al termine, oppure se Infantino tornerà sui suoi passi o se, ancora, si troverà una terza via con il mantenimento della FIFA ma con una ristrutturazione che punti più sul gioco e l’intrattenimento e non solo sul profitto.

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