Motor Valley
WEC | 6 Ore Imola, Ferrari: Molina e Nielsen rifiutano l’etichetta di favoriti
I piloti della #50 analizzano le sfide dell’esordio stagionale a Imola: «Non siamo i favoriti, i rivali non mostrano ancora il loro potenziale»
da Imola – Oltre centomila cuori rossi sono pronti a far tremare le tribune dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, ma nel paddock il clima in casa Ferrari è di estrema vigilanza. Nonostante l’aria di festa e il ruolo di idoli locali, Miguel Molina e Nicklas Nielsen hanno voluto raffreddare i pronostici della vigilia: la 6 Ore di Imola 2026 del WEC non sarà una passerella trionfale, ma una battaglia tattica contro avversari che, al momento, giocano a nascondino.
Una «Gara Sprint» da 6 ore: il fattore traffico
Il primo grande ostacolo identificato dai piloti della 499P #50 non sono solo gli avversari, ma la natura stessa del tracciato del Santerno. Con le Hypercar costrette a farsi largo tra le GT in spazi ridottissimi, ogni sorpasso diventa un rischio. Miguel Molina ha analizzato così lo scenario:
«L’endurance oggi è diventata più simile a una serie di lunghe gare sprint. Qualunque sia la tua posizione in pista, è difficile cambiarla perché la competizione è altissima e si va sempre flat out. Imola è forse la pista più complicata per superare le GT: c’è molto da perdere e molto da guadagnare in ogni singola decisione. La posizione in pista è tutto e la qualifica sarà la chiave del weekend».
Strategia gomme: la prudenza del Prologo
Mentre molte squadre hanno cercato il tempo o la distanza nel Prologo del WEC, Ferrari ha scelto una via più conservativa, focalizzandosi sulla sicurezza e sul risparmio dei materiali. Molina ha rivelato un dettaglio importante sulla gestione degli pneumatici:
«Abbiamo usato un solo set di gomme in tutto il prologo. Siamo stati cauti perché il quantitativo di pneumatici per il weekend è limitato. Per il resto, abbiamo sentito delle differenze, specialmente nel warm-up, che era l’obiettivo delle nuove gomme: rendere la vita più facile e, soprattutto, più sicura. Appena entrano in temperatura il feeling è lo stesso di prima, ma l’out-lap dai box ora è più gestibile».
La Ferrari #50 in azione a Imola (© DPPI – FIA WEC)
WEC Imola, Molina e Nielsen: «I rivali non si mostrano»
Ma è sui reali valori in campo che Nielsen e Molina sollevano i dubbi più grandi. Sebbene la Ferrari si sia dimostrata veloce negli ultimi tre anni su questa pista, l’impressione è che i competitor stiano nascondendo il proprio potenziale.
«Non siamo i favoriti. Abbiamo i dati, abbiamo i valori e possiamo vedere chiaramente che ci sono altri costruttori che sembrano molto forti, ma non si stanno mostrando».
Nicklas Nielsen ha poi aggiunto una riflessione sulla concorrenza, citando i marchi che preoccupano maggiormente il box di Maranello:
«Nonostante la nostra macchina si comporti bene su questa pista, non ci sentiamo i favoriti. Penso che abbiamo comunque la macchina per stare davanti, ma dipende molto da quanto gli altri spingeranno. È difficile dire contro chi lotteremo stavolta: la Toyota è forte, anche se non sappiamo quanto, e la BMW sembra messa piuttosto bene. Sarà una qualifica molto tirata».
WEC, l’abbraccio di Imola: record di presenze
Nonostante i dubbi tecnici, l’energia che arriva dall’esterno resta il motore principale per il team. Con 100.000 spettatori attesi, Imola si conferma il tempio della passione Ferrari.
«Sentiamo che questa è la nostra gara di casa, il legame tra Ferrari e l’Italia è indissolubile,» ha concluso Molina. «Vogliamo dare il massimo per ripagare questo supporto, anche se sappiamo che la concorrenza ha ancora molto potenziale nascosto da tirare fuori».
La sfida è ufficialmente lanciata: la Ferrari cercherà di trasformare la prudenza in vittoria, consapevole che per battere chi «si nasconde» servirà una perfezione millimetrica dal primo all’ultimo giro.
Gli equipaggi delle Ferrari #50 e #51 a Imola (© DPPI – FIA WEC)
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