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WEC | 6 Ore Monza: trionfo Cadillac #38, ma la Ferrari #51 è sul podio. In LMGT3 vince l’italiano Pera
La Cadillac #38 vince la 6 Ore di Monza WEC, con la Ferrari #51 che conquista il podio in un finale convulso. In LMGT3 trionfa la Porsche #92 dell’italiano Pera, ma non basta per il titolo iridato, andata alla #33 Corvette.
La 6 Ore di Monza WEC ha visto il successo della Cadillac V-Series.R #38 del team Hertz Jota (Bamber/Bourdais/Aitken) in classe Hypercar, in una gara in cui si è visto praticamente di tutto.
Per i colori di casa, la gara delle Ferrari 499P è stata un’autentica montagna russa: tra pole position vanificate, penalità pesantissime e clamorosi imprevisti, la #51 di Giovinazzi, Pier Guidi e Calado è riuscita a strappare un insperato terzo posto sul podio, agguantato ufficialmente solo nel post-gara. Un finale segnato, tuttavia, da una gestione della direzione corsa ampiamente discutibile in termini di sicurezza.
Hypercar: Cadillac vince, Alpine a podio. La Ferrari #51 sale terza
La gara della classe regina si è trasformata presto in una corsa a eliminazione. La Ferrari 499P #50 (Fuoco/Molina/Nielsen), scattata dalla pole position, ha vissuto una gara da incubo: sprofondata nelle retrovie a causa di molteplici penalità legate all’errata pressione degli pneumatici, ha chiuso solo in settima posizione.
Problemi simili anche per la Ferrari #83 (Ye/Kubica/Hanson): l’equipaggio di AF Corse, oltre alle sanzioni per le pressioni (con tanto di bandiera nera con disco arancio), ha subìto la perdita della ruota posteriore destra dopo un pit stop per unsafe release, terminando ottava.
Ad approfittare del caos è stata la Cadillac #38, perfetta nello sfruttare i doppiaggi per prendere il comando e mantenerlo fino alla fine. Straordinaria la prova dell’Alpine A424 #36 (Gounon/Martins), seconda al traguardo nell’ultima gara del marchio nel WEC.
La Cadillac #38 in pista a Monza (© DPPI / FIA WEC)
Lo stesso non è stato per la gemella Alpine #35, con Charles Milesi che si è schiantato in uscita Parabolica a metà gara, causando una neutralizzazione di 28 minuti. Fortunatamente nessuna conseguenza fisica per il francese.
La doccia fredda per il pubblico di casa sembrava essersi materializzata a 14 minuti dal termine, quando l’Aston Martin #007 ha infilato la Ferrari #51 di Antonio Giovinazzi (in equipaggio con Pier Guidi e Calado) alla Prima Variante, strappandole il terzo posto. Tuttavia, nel post-gara, all’Aston Martin è stata comminata una penalità di venti secondi per un’infrazione alle pressioni delle gomme, restituendo così il meritato podio alla Rossa #51.
Gli ultimi minuti hanno avuto una gestione al limite del vergognoso sulla sicurezza. La Cadillac #12 di Alex Lynn si è schiantata violentemente a muro in uscita dalla Seconda Variante. Nonostante l’auto distrutta e i detriti, la direzione gara non ha neutralizzato la corsa, limitandosi alla doppia bandiera gialla fino al traguardo in condizioni di estremo pericolo. Fortunatamente Lynn non ha riportato problemi fisici, favorendo probabilmente una decisione di questo tipo, tipica del motorsport pionieristico di mezzo secolo fa.
LMGT3: Trionfo tricolore con Pera sulla Porsche. Le prestazioni di Drudi e Iron Lynx
Nella classe LMGT3, dopo un iniziale dominio delle Ford Mustang (poi affondate dalle penalità), è salita in cattedra la Porsche 911 GT3 R #92 del team The Bend Manthey. L’equipaggio, che vanta la presenza dell’italiano Riccardo Pera (insieme a Shahin e Lietz), è stato abilissimo a sfruttare le VSC per i pit stop.
Lo stesso Pera si è reso protagonista di uno stint straordinario, difendendosi con le unghie dagli attacchi della più veloce Ford sui rettilinei brianzoli e portando a casa una splendida vittoria di tappa. Seconda l’Aston Martin #23 (con Eduardo Barrichello), mentre il terzo posto ha regalato alla Corvette #33 la matematica certezza del titolo Mondiale.
La Porsche-Manthey #92 in pista a Monza (© DPPI / FIA WEC)
Giornata difficile, invece, per gli altri italiani in pista. L’Aston Martin #27 del riminese Mattia Drudi (con James e Robichon) ha chiuso al decimo posto di classe, rallentata da 5 secondi di penalità per un’infrazione al pit stop e da un contatto in Prima Variante con la Corvette #34.
Risultati in chiaroscuro per le Mercedes gestite dalla compagine Iron Lynx: la #61 (Berry/Andrade/Martin) è riuscita a strappare il settimo posto, accarezzando anche la leadership di classe in una fase finale caotica. Ottava la gemella #79 (Zelger/Cressoni/Hodenius), protagonista di un tamponamento ai danni dell’Aston Martin #23 alla variante Ascari, ma uscita indenne dalle investigazioni. Disastroso il bilancio in GT per la Ferrari: nona la #21 (Heriau/Mann/Rovera) e ritirata la #54 (Flohr/Castellacci/Rigon).
La Ferrari #21 in pista a Monza (© DPPI / FIA WEC)
Da segnalare il comportamento sconsiderato di Alexander West: dopo aver tamponato la BMW #32 con la sua McLaren #58, ha riportato la vettura gravemente danneggiata ai box “driftando” di traverso per la pista, causando notevoli pericoli.
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