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Le PAGELLE di Parma-Bologna (1-2)

Le pagelle dell’anticipo di Parma.

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Jens Odgaard, Bologna (©Damiano Fiorentini)
Jens Odgaard (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

Il Bologna di Palladino sogna l’Europa. Anche solo un mese fa in pochi ci avrebbero creduto, eppure dopo cinque vittorie nelle ultime sei la classifica inizia a sorridere sempre di più. Così come la prestazione di questo derby, in cui i felsinei hanno ritrovato Orsolini e Piccoli, oltre ad un Odgaard pugnace.

Le pagelle di Parma-Bologna

Skorupski 7 – La sua parata con i piedi su Tourè è qualcosa di magico, da far vedere ai bambini delle scuole calcio. In più arriva a pochi centimetri dal rigore di Sierro, facendo pregustare il secondo penalty parato di fila. Lukasz è tornato.

Darmian 6 – Si propone molto bene anche in fase offensiva, mettendo in mostra una buona condizione fisica. L’unica pecca della sua partita arriva subito dopo il gol di Theate: una sua copertura leggera costringe Skorupski al miracolo.

Casale 6 – Finché c’è lui, in campo regnano pace e serenità: anche quando non deve usare il pugno di ferro sa dispensare ordine. Da Nobel per la pace.

  • Dal 59′ Helland 6 – Mette il fisico e fa il suo quando la partita si mette sui binari della lotta. Esperto ben più di quanto la sua carta d’identità non lascerebbe immaginare.

Theate 7 – Segna e va due volte ad un passo dalla doppietta. Quando i centrali hanno questa attitudine offensiva, si può anche insegnare filosofia a mezza Serie A.

Zortea 5.5 – Non riesce a mettere la sua impronta su questo match, anche se va detto che nel primo tempo hanno faticato in tanti.

  • Dal 46′ Orsolini 6.5 – Entra, lotta, suda e piazza un grande rigore all’angolino. Chiedere di più al suo rientro sarebbe stato pretenzioso: da oggi Palladino ha un’arma in più.

Ferguson 6.5 – Non basterebbero mille parole per descrivere la sua importanza in questo Bologna, che si sta pian piano avvicinando ai piazzamenti scottanti della grande Europa. Onnipresente.

Lewis Ferguson in azione con la terza maglia del Bologna (© Damiano Fiorentini)

Lewis Ferguson in azione con la terza maglia del Bologna (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Pobega 6 – Quando l’ex Milan si siede in cabina di regia, il polemos è assicurato: anche oggi porta a casa la prestazione con grande sacrificio e intensità fisica.

Miranda 6 – Citando Diodato, “fa rumore” sia quando c’è sia quando non c’è. Non è un caso che i dati realizzativi dei suoi compagni siano meno brillanti in sua assenza, d’altronde è uno dei migliori facilitatori offensivi di tutto il campionato.

  • Dal 27′ Mbangula 6 – Entra bene e porta molta energia alla causa, anche se con qualche imprecisione negli ultimi metri di campo.

Bernardeschi 6.5 – Il suo entusiasta e sempreverde capello dalle tinte biondeggianti ha dominato il teleschermo per novanta minuti. Prima a destra, poi a sinistra. Prima come ala, poi come esterno e infine anche come difensore aggiunto. Anche quando non segna fa la differenza, e lo fa con un’attitudine da vero campione.

Odgaard 7 – A furia di chiamarlo Ødegaard Palladino è riuscito nel suo ennesimo miracolo, trasmutando un giocatore che si stava adattando con grande applicazione ad un ruolo non suo in un attaccante famelico tutto tecnica e grinta. Non sarà un asso dell’Arsenal, ma lo Jens visto oggi è in formato Champions.

  • Dal 59′ Piccoli 6 – Grintoso e connesso al match, anche quando non arrivano palloni potabili. Non potrà abbeverarsi alla fonte del gol, ma per il suo rientro bastava vederlo in forma e dentro al match.

Cambiaghi 7 – Saranno gli stimolanti e vigorosi discorsi del mister o sarà il tè molto caldo dell’intervallo? Sta di fatto che oggi abbiamo visto due Cambiaghi, uno stranamente leggero nel primo tempo e un killer assetato di punti nella ripresa. Comunque vada, riesce sempre a entrare nel catalogo dei migliori in campo.

  • Dal 75′ Vitik 5 – Se è vero che il tifoso del Bologna è avvezzo alla sofferenza per definizione, almeno stavolta siamo certi che gli appassionati speravano in un finale tranquillo. Per fortuna la sua leggerezza costa soltanto qualche visita cardiologica sul territorio e non punti pesanti, anche se da un subentrato ci si aspetta maggiore lucidità.

All. Palladino 7 – I cambi dell’intervallo e i discorsi da generale spartano rinvigoriscono quanto basta la squadra per trovare cinismo e punti. Po’ esse fero e po’ esse piuma, ma soprattutto po’ esse zona Europa.

PARMA: Daffara 6.5; Delprato 6.5, Troilo 6, Ndiaye 4; Cremaschi 6 (dal 46′ Britschgi 5.5), Fabbian 7 (dall’82’ Almqvist SV), Sierro 6 (dall’82’ Ordonez SV), Keita 6.5, Valeri 6; Romero 6 (dal 22′ Tourè 5), Lontani 6.5 (dal 46′ Elphege 5.5). All. Gilardino 6.5

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