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WEC | 6 Ore Monza: Fuoco e Pier Guidi tracciano il bilancio della stagione, con un occhio al 2027: «Vogliamo tornare a vincere»

Tra il bilancio di una stagione complessa e il commosso saluto alla versione attuale della 499P, le parole di Antonio Fuoco e Alessandro Pier Guidi tracciano la via della Ferrari per il finale del WEC a Monza.

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La Ferrari #50 in pista a Monza (© DPPI / FIA WEC)

da Monza – Il weekend di chiusura del FIA WEC 2026 sull’autodromo di Monza rappresenta molto più di una semplice gara di casa per la Ferrari. Con il titolo mondiale ormai sfuggito dalle mani, il round brianzolo diventa il momento ideale per tracciare un bilancio completo sull’annata, analizzare le insidie di un tracciato profondamente rinnovato e salutare ufficialmente la versione attuale della Ferrari 499P, destinata a cedere il passo a un aggiornamento tecnico nel 2027.

Nell’incontro con i media a cui ha preso parte 1000cuorirossoblu.it, Antonio Fuoco (#50) e Alessandro Pier Guidi (#51) hanno fatto il punto della situazione senza filtri.

Il fattore Monza: l’asfalto può essere un’insidia

Il nuovo manto stradale del Tempio della Velocità ha cambiato radicalmente le dinamiche della pista. Se da un lato l’aderenza sull’asciutto è aumentata notevolmente, dall’altro le sessioni bagnate hanno evidenziato problemi di drenaggio e visibilità. Un’insidia che, unita alle basse temperature e all’assenza di termocoperte, rende il giro di uscita dai box il vero fattore chiave del fine settimana.

«Non abbiamo scaldoni o termocoperte, quindi partire con queste temperature con la gomma fredda non è facile», ha spiegato Antonio Fuoco. «Soprattutto se capiti nel traffico quando esci dal box, non riesci a mettere la temperatura che vuoi nelle gomme. Il giro di uscita con le gomme fredde farà tanta differenza durante la gara».

Dello stesso avviso è Alessandro Pier Guidi, che ha sottolineato la doppia natura della nuova superficie monzese: «Questo asfalto è molto bello da guidare quando è asciutto, perché fornisce tanto grip e tendenzialmente la gomma ha poco degrado. Ovviamente il lato negativo è che essendo molto liscio e molto poco poroso, quando piove si forma un po’ un lago d’acqua, e basta una pioggia poco intensa per rendere la pista poco praticabile e la visibilità praticamente azzerata».

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Le Ferrari 499P in pit lane a Monza (© DPPI / FIA WEC)

Il bilancio della stagione 2026: tra potenziale inespresso e l’ombra del BoP

Guardando all’andamento dell’intero campionato, il confronto con l’esaltante 2025 mostra inevitabilmente un quadro più complesso. Se l’equipaggio della #50 ha saputo trovare riscatto nella seconda parte di stagione con i podi di Austin e Barcellona, in casa #51 la frustrazione per un passo spesso insufficiente è evidente.

«Sinceramente non posso ritenermi soddisfatto dell’andamento della stagione», ha ammesso con candore Pier Guidi. «Speravamo e abbiamo cercato di tenere aperto il campionato fino al più possibile. Ovviamente non ci siamo riusciti. Ci sono annate positive e altre meno positive. Tante volte il potenziale non c’era proprio quest’anno».

Stuzzicato sulla causa principale di questo deficit prestazionale rispetto all’anno passato, il pilota della #51 ha risposto con una battuta dal chiaro sapore polemico verso la gestione del Balance of Performance: «Qual è stato il nostro deficit? Aver vinto troppo l’anno scorso. È difficile risponderti, anche perché non posso parlarne…».

Nonostante la delusione per la classifica assoluta, la vettura #50 mantiene alta la concentrazione per agguantare la terza piazza nel Mondiale Piloti: «C’è voglia di chiudere con un bel risultato davanti ai nostri tifosi. Il mood all’interno della squadra è alto e come sempre noi proveremo a fare del nostro meglio. È un peccato essere fuori dai giochi per il Mondiale Piloti, però penso che questo ci permetta di rischiare un po’ di più, se ce ne dovesse essere bisogno durante la gara», ha aggiunto Fuoco.

WEC Monza, addio alla prima generazione della Ferrari 499P: una storia che resta nel cuore

Monza segna anche il capitolo finale per la 499P nella sua veste originaria, prima degli aggiornamenti previsti per il 2027. Un prototipo che ha riportato Maranello sul tetto del mondo dell’Endurance e a cui i piloti sono profondamente legati.

«Trovare delle parole o aggettivi per questa macchina è veramente difficile perché quello che ci ha permesso di fare in questi anni è qualcosa di veramente straordinario», ha ricordato Fuoco. «Abbiamo riscritto alcune pagine della storia dell’Endurance; ho avuto la fortuna di fare la prima pole position a Sebring, vincere Le Mans e lo scorso anno il Mondiale Costruttori. È sicuramente una cosa che rimarrà sempre dentro di me».

La Ferrari#50 vincitrice della 24H Le Mans 2024 (© Ferrari Media Center)

La Ferrari#50, vincitrice della 24H di Le Mans 2024 (© Ferrari Media Center)

Un sentimento di forte appartenenza condiviso pienamente da Pier Guidi, che della Hypercar rossa è stato uno dei primi padri fondatori: «Questa macchina è stata il primo prototipo che è tornato a fare Ferrari dopo tanti anni, per me ha significato tanto. Ho avuto la fortuna di essere il primo a guidarla a Fiorano quando è nata, vincere la prima Le Mans e vincere un campionato del mondo. Rimarrà sempre nel mio cuore, come è stato per la 488. Mi ricordo anche i tanti giorni passati al simulatore quando la macchina non esisteva, tutta la fase di sviluppo.

Spero che quella nuova sia altrettanto veloce e vincente. Il nostro obiettivo è tornare a lottare per vincere ogni gara e il campionato».

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