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Urlo Fortitudo: al Paladozza finisce 85-83 contro Cremona

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KIGILI FORTITUDO BOLOGNA – VANOLI BASKET CREMONA 85-83 (25-22; 19-25; 22-13; 19-23)

 

Statistiche:

Fortitudo: Frazier, Manna ne, Aradori 27, Mancinelli ne, Durham 6, Zedda ne, Benzing 11, Feldeine 10, Fantinelli 3, Charalampopoulos 7, Groselle 21, Borra. All.Martino

Cremona: Agbamu ne, Dime 4, McNeace 14, Gallo ne, Spagnolo 15, Vecchiola, Errica ne, Kohs 12, Tinkle 17, Zacchigna ne, Cournooh 10, Juskevicius 11. All.Galbiati

Tiri Liberi BO 11/15 CR 8/10

Tiri da 2 BO 22/45 CR 18/34

Tiri da 3 BO 10/22 CR 13/31

Rimbalzi BO 34 CR 35

Falli BO 16 CR 21

 

Arbitri: Mazzoni, Attard, Borgo.

Quintetti iniziali:

Fortitudo: Durham, Feldeine, Aradori, Benzing, Groselle.

Cremona: Spagnolo, Cournooh, Kohs, Tinkle, Dime. 

Doveva essere vittoria e vittoria è stata. Non senza paura, non senza rischi, non ribaltando la differenza canestri dell’andata ma i due punti sono arrivati. Arrivano al termine di una partita impulsiva, caratterizzata dalla sovrabbondanza di tiri da tre e da un pubblico 6° fondamentale uomo in campo. L’assenza di Pecchia e Poeta si sente ed il finale testimonia il fiato corto di Cremona. Pietro Aradori MVP della gara con 27 punti, ottimo anche Groselle con 21, sebbene qualche leggerezza difensiva di troppo. 

Coreografia delle grandi occasioni a spingere la Fortitudo in un impegno così delicato, pressione notevole di un Paladozza tornato dopo oltre due anni al 100% di capienza che gioca un tiro mancino in avvio di gara ai padroni di casa: pronti via e 0-7 dopo un minuto e mezzo. Immediato il time out di Martino che sveglia eccome i suoi: contro parziale di 9-0, tutto dai 6,75 metri che infiamma ancor di più un clima già caldissimo. Un primo periodo con ampi spazi lasciati ai tiratori dalla distanza mentre sono più chiuse le difese sotto canestro. Aradori sugli scudi si trascina Groselle che comincia a dire la sua nel “pitturato”vincendo il confronto con McNeace: 18-11 dopo i primi 6′ di partita. Entra in ritmo anche David Cournooh, uno degli avversari da tenere più sott’occhio questa sera, dimenticato da Aradori il quale si fa perdonare nuovamente da tre. Si gioca molto più di pancia che di testa e con una bolgia tale a proprio favore alla effe non può che andare bene: 23-19 dopo i primi 10′. 

La confidenza di Aradori con il tiro dalla lunga distanza è nota ma il numero quattro biancoblu ci tiene a ribadirla anche ad inizio secondo quarto. Non è l’unico, Spagnolo risponde alla sfida già ingaggiata nei primo quarto e acciuffa il momentaneo pareggio (28-28) dopo 2′ nel periodo. Partita interrotta più volte per problemi al cronometro subito dopo il sorpasso ospite, sempre da tre, ad opera di Juskevicius. Gioco offensivo di difficile costruzione per i biancoblu, ne approfitta il solito Spagnolo per la solita tripla, quella del 30-34 a 6’20” dall’intervallo. Anche a rimbalzo, Dime pare avere qualcosa in più dei lunghi fortitudini; grandiosa, tra le altre giocate, la stoppata a Groselle. Un po’ di mancanza di precisione della Vanoli al tiro, insistito da tre, permette ad una Fortitudo molto poco lucida di non farsi scivolare via la partita anzitempo. Dalla lunetta Charalampopoulos e Groselle riportano a uno il numero di possessi di distanza tra le due formazioni (35-38) quando mancano poco più di tre minuti alla seconda sirena della serata. Manca, però, l’intensità difensiva messa in campo nel primo quarto, sono troppe infatti le soluzioni facili concesse agli uomini di Galbiati. McNeace e Groselle non riescono vicendevolmente a limitarsi animando i rispettivi attacchi e regalando anche un po’ di spettacolo al Paladozza nelle battute finali del primo tempo che termina sul 44-47. 

Si riprende dal tifo assordante, i tiri sbagliati e la tripla di Aradori per il 51-51 dopo 3′. Non c’è la stessa vivacità dell’inizio nonostante un ritmo frenetico che non giova a nessuna delle due. Il punteggio si sblocca con la tripla di Feldeine, che significa anche nuovo vantaggio effe. 54-51 superata la metà del terzo periodo quando Juskevicius ristabilisce la parità sempre dal perimetro. Si gioca solo dal perimetro, lo si cerca e spesso lo si trova; un Aradori perfettamente a suo agio permette il +5 (59-54) alla Fortitudo a 3’20” dall’inizio dell’ultimo quarto. E’ il momento di ragionare di più, forzando la conclusione solamente se non ci sono alternative migliori; lo fa Cournooh e lo fa anche la effe trovando canestri importanti dalla lunetta, pur con qualche errore di troppo. La tripla di Matteo Fantinelli vale, oltre alla standing ovation del palazzo, il +6 (66-60), punteggio con il quale si entra negli ultimi 10 minuti di gara.

Rivedere il Fante nel ruolo di playmaker non può che far felici tutti gli appassionati; lui e Charalampopoulos si dimostrano anche efficaci in difesa nel costringere Cremona a soluzioni complicate mentre il buzzer beater di Benzing torna ad infiammare la gara e segna il +6 biancoblu: 71-65 dopo i primi 2’30” del quarto quarto. Kohs riavvicina la Vanoli che, però, non è altrettanto pronta in difesa e subisce sia sotto le plance sia in contropiede. Il secondo finalizzato da Feldeine significa +9 (70-79) a 4’30” dal termine. Nonostante non siano più ammesse distrazioni agli ospiti e nemmeno ai padroni di casa, le ingenuità che non si dovrebbero commettere a 2’30” dalla fine della gara caratterizzano le offensive di entrambe le formazioni. Spezza le imprecisioni la tripla di Tinkle per il -2 (81-79) quando manca un minuto all’ultima sirena. Tensione altissima in campo, ci si gioca una fetta di salvezza e si preferisce tenere il pallone per paura di non perderlo. Pressione a tutto campo per la Vanoli che manda in lunetta Benzing, freddissimo nel 2/2, fondamentale per la effe e per l’inizio della lotteria dei tiri liberi alla quale è costretta Cremona, non lucidissima nel far scorrere anche troppo il cronometro. Un altro 2/2, quello di Aradori, l’MVP della serata, e questa volta non lascia scampo alle speranze ospiti. Finisce 85-83 una gara giocata a tratti in maniera quasi troppo leggera ma di grande lucidità per la Fortitudo negli attimi decisivi. E’ ancora tutt’altro che facile la salvezza ma questa sera il primo passo di un mese fondamentale è stato fatto. 

 

 

 

 

 

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