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Carr-Diarra, il tandem da cui passano le fortune della Virtus
Le Vu Nere possono sorridere: l’asse Carr-Diarra funziona già alla grande
La Virtus Bologna schianta l’Olympiacos nel suo debutto casalingo, e tutto d’un tratto acquisisce più credibilità internazionale. Se i pronostici iniziali davano le Vu Nere come fanalino di coda dell’Eurolega, dopo il successo sui Reds si rimescolano le carta in tavola. Si tratta solo di una vittoria, ma quando batti i campioni in carica un po’ di rumore inevitabilmente lo fai.
Come evidenziato da Walter Fuochi su Repubblica, le prestazioni ad Istanbul e a Milano, seppur prive di esito positivo, avevano già lanciato segnali che facevano ben sperare. Poi, contro il club del Pireo, i bianconeri si sono sbloccati e hanno finalmente mosso quella classifica, che tendeva all’immobilismo. Da applaudire è sicuramente tutta la banda guidata da coach Mumbrú, ma a prendersi la prima pagina è senza dubbio l’asse play-pivot: Carr-Diarra.
La Virtus ha il suo dynamic duo
Non ci è voluto molto: i bianconeri potrebbero aver già trovato l’asse portante su cui costruire le proprie ambizioni stagionali. Marcus Carr e Aliou Diarra hanno già quel feeling delle grandi coppie, giocano l’uno per l’altro, consci che insieme sono più forti.
Il play canadese, classe 1999, ci ha messo poco a mettersi al volante della macchina virtussina. La sua visione periferica e le sue doti balistiche lo rendono una minaccia costante nella metà campo offensiva. Un acquisto intelligente, portato a termine in un giorno qualunque di fine giugno, che punta più al risultato sul parquet che al clamore del nome (almeno per ora). Nel suo passato figura già tanta Europa: dalla Grecia alla Germania, passando per Israele; nel mezzo anche qualche esperienza nella sua madrepatria, il Canada. Nonostante le uscite estive molto convincenti con la canotta della propria nazionale, nessuno, tranne la dirigenza delle Vu Nere, poteva immaginarsi un salto di qualità così rapido.
Dall’altra parte dell’arcobaleno, svetta il lungo maliano di 208 centimetri, già a Bologna l’anno scorso, ma tirato totalmente a lucido in questa sua seconda annata sotto le Due Torri. Anche in questo caso, si tratta di un colpo vincente frutto dello scouting di Paolo Ronci; era difficile prevederne la crescita esponenziale. Per lui, prima dell’Europa, c’era stata solo l’Africa (Mali, Marocco, e infine Ruanda), con un assaggio di basket d’oltreoceano (NBA Summer League 2025 con i Dallas Mavericks). In questa fase iniziale di stagione si è già mostrato in grande spolvero, e chissà dove sarà un anno da oggi. Nel frattempo, la Virtus non può fare altro che vederlo sbocciare e giovare della sua onnipotenza dentro l’area.
Novità in arrivo?
Ancora tutto da scrivere il destino di Saliou Niang, in bilico tra gli Stati Uniti e un possibile ritorno in Europa. Anche se con un piede già in America, i tifosi bianconeri ci sperano ancora. In una squadra che fa della corsa e del salto le sue cifre distintive, il suo gioco esplosivo calzerebbe a pennello. Solo il tempo ci darà delle risposte riguardo al suo futuro.
Intanto, in Via dell’Arcoveggio, le Vu Nere continuano a lavorare, per affinare il proprio gioco e provare a togliersi altre soddisfazioni. Tenendo a mente il trionfo di giovedì sera, bisogna guardare avanti: domenica, al PalaDozza, arriva la neonata Maxima Roma. Un test, anche quello, non da sottovalutare.
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