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Pillastrini: «Ferrari ha grande forza mentale, sottopressione da il meglio»

Pillastrini sull’approdo di Ferrari in bianconero e sulla gestione del gruppo da parte di coach Ivanovic

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Pillastrini Ferrari Cividale
Stefano Pillastrini (©Ueb Cividale)

L’arrivo di Francesco Ferrari in casa Virtus Bologna non è passato certo sotto traccia, lo sa bene Stefano Pillastrini, coach che a Cividale lo ha portato ad esprimersi ai massimi livelli. Passato anche da Bologna, sia in Fortitudo che in Virtus, l’attuale coach del team Friulano è stato intervistato dal Resto del Carlino. Pillastrini ha parlato del salto verso LBA ed Eurolega di Ferrari, sul quale scommette per un adattamento di livello.

Ferrari Cividale Virtus Bologna

Ferrari (©UEB Cividale)

Le parole di Coach Pillastrini

Il coach di Cividale ammette come la sua squadra non fosse ancora pronta a perdere un giocatore così importante per la propria economia di squadra: «Speravamo di averlo fino a fine mese. Ma siamo contenti per lui». Un classe 2005 chiamato ad un salto importante: «E’ un ragazzo molto competitivo, che sottopressione da il meglio. Non avrà problemi a proporsi anche a livelli più alti». 

Le differenze più importanti da Cividale alla Virtus Bologna Pillastrini le individua nel tempo per allenarsi, che ora sarà veramante poco. Inoltre sottolinea come fino a poco tempo fa avesse a disposizione trenta minuti per esprimersi. «Francesco dovrà essere bravo a guardare i compagni e ad assimilare. Stiamo parlando di un rimbalzista eccellente e che ha punti nelle mani. E’ pronto per cimentarsi a livelli più alti». 

L’ex coach di Ferrari spiega il perché di questa sicurezza in quello che è stato un suo ragazzo: «Ha grande forza mentale, autostima e solidità. Ha nelle corde la capacità di adattarsi. L’Eurolega ha sicuramente più velocità e atletismo. Deve solo capire di quanto si alza l’asticella. Ma per raggiungerla, la raggiunge». 

Francesco Ferrari Virtus Bologna

Francesco Ferrari (©Virtus Bologna)

Gli italiani alla Virtus

La Virtus Bologna, a differenza degli anni passati ha cambiato prospettiva sul reparto italiani, puntando sempre di più su ragazzi giovani a cui dare la possibilità di affermarsi. Pillastrini, che in questo è uno dei migliori, conferma: «C’è Diouf che ho avuto a Reggio Emilia, per me era già pronto, poi furono fatte altre scelte. Con Banchi prima e Ivanovic poi si è preso i suoi spazi. Sono contento». 

Il coach sottolinea anche l’importanza di Niang: «Alla Fortitudo non ha avuto spazio, a Trento si. Per certe cose è fenomenale». Non mancano poi gli apprezzamenti per Pajola, Akele e anche Daniel Hackett: «Ha vinto l’Eurolega in quintetto base. Mi sembra che qualcosa l’abbia già dimostrata e continui farlo». 

Sulla Virtus in generale apprezzamenti per la gestione di Ivanovic: «Mi sembra faccia sempre scelte precise. Sulla base del rendimento, senza guardare al passaporto o alla carta d’identità. Così coinvolge tutto il gruppo». 

Fonte: Alessandro Gallo – Il Resto del Carlino

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