Virtus Bologna
I più presenti 2) Roberto Brunamonti
Roberto Brunamonti è secondo nella classifica dei più presenti a referto in gare ufficiali nella storia della Virtus con 675 presenze
Secondo nella storia della Virtus per punti segnati, 7504, solo Villalta ha fatto meglio. Secondo per partite ufficiali giocate, 675, solo Binelli davanti a lui. Parliamo di Roberto Brunamonti. Tre sono state le squadre della sua carriera di giocatore. Rieti, che contribuì a portare due volte in semifinale scudetto, nel 1978 e nel 1979, e alla conquista di una storica Coppa Korac. La Virtus Bologna con cui ha giocato quattordici stagioni, sette da capitano, conquistando quattro scudetti, tre Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa. Infine la Nazionale italiana con cui conquistò l’argento olimpico di Mosca nel 1980 e tre medaglie ai campionati europei, l’oro a Nantes nel 1983, il bronzo a Stoccarda nel 1985 e l’argento a Roma nel 1991.
Gli allenatori di Roberto Brunamonti
Tanti sono gli allenatori avuti a Bologna, da Bisacca a Di Vincenzo, da Gamba a Cosic, questi ultimi due anche particolarmente importanti per Roberto, ma sono tre quelli con cui ha vinto: con Bucci conquistò la prima coppa nazionale, il primo e gli ultimi due scudetti; con Bob Hill vinse la Coppa Italia 1989; Messina lo guidò nei trionfi del 1990, nel titolo del 1993 e nella Supercoppa. Un prezioso raccolto per un giocatore sempre proteso verso la vittoria, senza mai risparmiarsi, ma sempre con grandissima sportività e rispetto dell’avversario.
Il Brunamonti allenatore e dirigente
Dove termina il Roberto Brunamonti giocatore, non si conclude, però, il suo legame con le V nere. Nel 1997, a nemmeno un anno dal suo stop al basket giocato (celebrato il 14 settembre 1996 con una gara d’addio tra Virtus e Nazionale italiana particolarmente riuscita, con Roberto un tempo in azzurro e uno in bianconero), si trovò a sostituire Bucci sulla panchina e subito portò la Kinder a trionfare in Coppa Italia; poi tornò a fare il dirigente, strada già intrapresa a fine carriera agonistica e anche in questo ruolo piovvero trofei, Scudetto ed Eurolega nel 1998, la Coppa Italia nel 1999, il grande Slam nel 2001, con le vittorie in Coppa Italia, Eurolega e campionato e, infine, la Coppa Italia del 2002.
La V nera per sempre
Un vincente in campo, in panchina e dietro una scrivania. Poi le strade si separarono, d’altra parte male si sarebbe abbinato il suo nome alle vicende che travolsero la Virtus nel 2003. La sua vita nella pallacanestro è continuata a Roma, poi il ritorno a Rieti e infine la Nazionale, ma è tornato spesso a vestire la V nera per partite di Vecchie Glorie, anzi possiamo dire che quella V non ha mai smesso d’indossarla, perché l’identificazione e l’amore tra la Virtus e Brunamonti sono come le Due Torri, il Nettuno e l’Università: delle certezze di cui andare fieri.
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