Virtus Bologna
I più presenti 6) Marco Bonamico
Marco Bonamico è sesto nella classifica dei più presenti a referto in gare ufficiali nella storia della Virtus con 443 presenze
Nato a Genova nel 1957, Marco Bonamico arriva giovanissimo a Bologna e diventa adulto e giocatore nella foresteria Virtus voluta da Gianluigi Porelli, quella foresteria la cui colonna portante era la moglie di Porelli, Paola. Già nel 1972/73 Marco fa le prime apparizioni in prima squadra in gare amichevoli e nella stagione successiva anche in Campionato e Coppa Italia. Contribuì così alla conquista di quest’ultima, riportando la Virtus guidata da Peterson alla conquista di un trofeo, avvenimento che non accadeva dallo scudetto del 1956.
Marco Bonamico pedina importante nel 1976
Il suo apporto cresce e nel 1976 è un sesto uomo prezioso nella lotta per lo scudetto contro la Mobilgirgi e proprio nella sfida decisiva di Varese Marco è fondamentale, non tanto per i cinque punti, ma per la sua marcatura su Morse. Quel successo portò la Virtus a un passo dal titolo, che venne matematicamente conquistato tre giorni dopo battendo la Snaidero nella festosa cornice del Palasport di Piazza Azzarita, non ancora intitolato all’ex sindaco Dozza.
Le annate in prestito
L’anno dopo arrivò Villalta, colpo sensazionale del mercato estivo, mentre Bonamico andò in prestito alla Fortitudo. Fu un’altra annata felice, con l’Alco che arrivò terzo in campionato e in finale di Coppa Korac persa per tre punti. Bonamico tornò poi alle V nere e conquistò due secondi posti nel 1978, in campionato e in Coppa delle Coppe nella finale di Milano, persa in volata contro Cantù. Nuova partenza in prestito, questa volta verso Siena e, ironia della sorte, si trova di fronte proprio la Virtus nei quarti di finale dei playoff. Vince Bologna 2 a 1 e continua la strada che la porterà all’ottavo scudetto. Bonamico resta in prestito anche l’anno dopo, ma cambia squadra, raggiungendo Peterson a Milano. L’Olimpia vince la stagione regolare, ma si ferma in semifinale, mentre la Virtus si conferma campione d’Italia.
L’argento Olimpico di Marco Bonamico
In estate, con la Nazionale, Marco conquista l’argento alle Olimpiadi di Mosca. È tempo di tornare alle V nere. Un’annata che assomiglia alla sua ultima in bianconero: secondi in campionato e in Coppa dei Campioni, ma con molto rammarico. Nel torneo nazionale la Sinudyne si trovò a giocare l’epilogo senza i due stranieri, McMillian e Marquinho, ma con orgoglio costrinse a gara tre Cantù. L’americano non aveva potuto partecipare neppure alla finale europea di Strasburgo, nella quale la Virtus uscì sconfitta per un solo punto, con un arbitraggio decisamente contrario.
Beffato a Strasburgo
Proprio a Bonamico, migliore dei bianconeri con 26 punti, fu fischiato un contestatissimo fallo di sfondamento nell’azione decisiva. Una vera e propria maledizione europea per Bonamico. Nel 1981/82 la Virtus sfiora la finale, dalla quale è esclusa a Pesaro per un canestro all’ultimo secondo di Zampolini. Si ferma al penultimo atto anche la corsa in Coppa delle Coppe, ma nella semifinale di ritorno a Madrid Bonamico è superlativo e mette a segno 43 punti, record assoluto della storia bianconera in quella competizione. Segue una stagione abbastanza deludente per la Virtus, ma a Nantes Bonamico conquista in azzurro il titolo europeo.
Marco Bonamico protagonista della stella nel 1984
Nel 1983/84 Marco è tra i grandi protagonisti dello scudetto della stella e della vittoria in Coppa Italia, con allenatore Bucci in panchina. L’espulsione in gara uno della semifinale playoff contro Torino non mette in difficoltà la Virtus, perché i suoi compagni sfoderano due grandi partite. In finale contro Milano, se Villalta è il tiratore principale delle V nere, nei momenti decisivi delle due vittorie in trasferta è proprio Bonamico a prendere le iniziative vincenti. Un paio di settimane dopo la Granarolo Felsinea vince anche la coppa nazionale nella finale di Bologna contro Caserta e il miglior marcatore dei bolognesi con 20 punti è il marine, soprannome che Bonamico condivide con un altro grande virtussino del passato, Giulio Battilani.
Un’altra partenza e un altro ritorno
Seguono due annate deludenti e Bonamico parte per Napoli dove resterà due stagioni, ottenendo una promozione in A1 e la salvezza l’anno successivo, mentre la Virtus continua il suo trend negativo. Addirittura nel 1988 la Fortitudo elimina le V nere negli ottavi dei playoff. Marco Bonamico ritorna alla Virtus, cominciando la sua quarta esperienza in bianconero. È la stagione 1988/89, arrivano Sugar Richardson, Clemon Johnson e in panchina Bob Hill e la Virtus prova a ripartire. Ci riesce, torna dopo cinque anni nelle semifinali playoff e riapre la bacheca, conquistando la Coppa Italia. Sono gli ultimi acuti di Bonamico che lascia, stavolta definitivamente la Virtus, dopo averne fatto parte con la prima squadra per dodici stagioni, di cui undici con gare ufficiali, nonostante i cinque anni passati in altre squadre. Con lui parte Villalta dopo tredici stagioni ininterrotte e la Virtus si avvia verso un nuovo ciclo.
Le cifre del Marine
Il marine chiude la sua esperienza alla Virtus con 443 partite e 4638 punti. Marco ha solo 32 anni ma anche una lunghissima esperienza e continua a giocare ancora a lungo a Forlì, poi a Udine. Farà anche tante altre cose nella pallacanestro: presidente, nonché uno dei fondatori della GIBA (Giocatori Italiani Basket Associati), presidente della Legadue, commentatore nelle telecronache RAI, tanto per citare alcune delle esperienze più importanti. Il suo legame con la Virtus non si è mai sciolto: è stato il promotore ed è il responsabile della nuova sezione Virtus Wellness. Marco Bonamico ci ha lasciato il 4 agosto 2025. Per ricordarlo due alberi sono stati piantati, nel Giardino Decorato al Valore Civile, vicino al PalaDozza, e al Parco Talon.
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