Virtus Bologna
I più presenti 9) Gianni Bertolotti
Gianni Bertolotti è nono nella classifica dei più presenti a referto in gare ufficiali nella storia della Virtus con 365 presenze
Gianni Bertolotti nasce a Milano nel 1950 e cresce in periferia. Dove la città diventa campagna, vicino a quella via Gluck resa celebre da Adriano Celentano. Tante corse a piedi e in bicicletta, ma anche il calcio all’oratorio, dove nel 1965 arrivano palloni da basket e canestri. E allora Gianni comincia anche a cimentarsi in questo sport e riesce subito bene nella squadra che viene messa insieme. Allievi, juniores e intanto la società è diventata satellite della seconda squadra milanese (All’Onestà) ed è così che arriva in Serie A. Nella Pallacanestro Milano ha giocato due stagioni, 1968/69 e 1969/70, e segnato 120 punti in 56 gare disputate.
Gianni Bertolotti approda a Bologna
Gianni Bertolotti arriva alla Virtus Bologna, insieme al compagno di squadra Albonico, che però ha un po’ più di esperienza avendo tre anni in più. La squadra bolognese è ringiovanita e i nuovi fanno la loro esperienza sul campo. Le cose non vanno benissimo e meno male che, negli spareggi di Cantù, grazie alla differenza canestri, le V nere battendo Biella e perdendo da Livorno, hanno comunque la meglio sulle due avversarie. La Virtus mantiene così la massima categoria. Arriva l’americano Fultz, la squadra cresce, poi nel 1973 giunge a Bologna l’allenatore Dan Peterson ed è la svolta. «Devo tutto a Peterson. Fu lui ad allontanarmi dal canestro, nonostante l’altezza. Fu lui a plasmarmi come giocatore».
La svolta con coach Peterson
Nella prima stagione subito la vittoria in Coppa Italia. Nella finale contro la Snaidero Gianni mise a segno 17 punti. La Virtus non vinceva un trofeo dal titolo tricolore del 1956. Nel 1976 arriva lo scudetto, con in campo l’americano Terry Driscoll. Gianni Bertolotti è il capitano e in quel campionato è il capocannoniere della squadra con 834 punti in 36 gare: Gianni è ormai un campione. Dopo due secondi posti arriva un altro scudetto e nella decisiva gara due di Milano che la Virtus vince 113-92 il numero quindici bianconero segna 28 punti. L’allenatore dei bolognesi da quella stagione è l’ex compagno di squadra Driscoll, ma nell’annata successiva tra i due nasce qualche incomprensione e in quintetto, insieme a Caglieris, Villalta, McMillian e Cosic, nel corso della stagione prende posto Generali al posto di Bertolotti. Arriva un altro scudetto ma che Gianni vive senza il sorriso.
L’addio alla Virtus
Nell’affare che porterà in Virtus Maurizio Ferro dopo averlo lasciato ancora un anno in prestito alla Fortitudo, Gianni passa all’altra squadra della città e con la formazione di via San Felice gioca una buona stagione e rischia di decidere il derby di andata: a quattro secondi dalla fine, sul punteggio di parità, mette a segno due liberi, ma il canestro di Villalta porta le squadre al supplementare e vincono le V nere. Poi la sua vita cestistica passa a Trieste, dal 1981 fino alla fine della carriera nel 1987, con una sola stagione d’intermezzo a Roma, ma molto significativa: con il Bancoroma allenato da Valerio Bianchini e trascinato in campo da Larry Wright, Gianni Bertolotti vince la Coppa dei Campioni.
I numeri di Gianni Bertolotti
Nel suo periodo bolognese vive anche una lunga e importante esperienza in nazionale, dal 1971 al 1979, con 101 presenze e 721 punti realizzati. In particolare nelle Olimpiadi del 1976 a Montreal, con l’Italia quinta classificata, fu il migliore realizzatore azzurro con 16,2 punti di media partita. Nella Virtus Gianni Bertolotti ha giocato 365 gare ufficiali e segnato 5611 punti alla media di 15,37 punti per gara. Non ama ritornare alle rievocazioni a cui i vecchi compagni spesso lo chiamano, ma una delle poche volte che si presentò non fu una serata felice.
La partita delle Vecchie Glorie
Era il 2004 per un derby di vecchie glorie, c’erano in campo due leggende come Richardson e Danilovic, ma purtroppo Gianni Bertolotti si ruppe il ginocchio e fu portato fuori a braccia. Inoltre la serata non finì bene, i baci di Richardson alla Fossa che lo aveva insultato dall’inizio, il tentativo d’invasione, la polizia, Sugar e Sasha che abbandonano il campo anzitempo, insomma non la fotografia migliore per un derby tra veterani a scopo benefico. Bertolotti, figlio di un altro basket, era già uscito, ma sicuramente quella serata non fu il ritorno che aveva sognato.
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