Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Cinquantacinquesima puntata.
Nel 2001/02 la Virtus rivince la Coppa Italia, ma perde in casa l’Eurolega, quando però sono già scoppiati problemi interni.
Annata sportiva 2001/02. La stagione post grande slam non vede moltissimi movimenti: arriva nel settore esterni il talento Sani Becirovic, da quella Lubiana che ha fatto tanto patire la Virtus in semifinale europea, e torna Carera, più per fare da sparring partner in allenamento a Griffith e per far crescere il giovane talento Barlera, che per dare minuti in gara. A Sconochini, che era stato sospeso per doping all’inizio della stagione precedente, una volta terminata la squalifica non viene rinnovato il contratto.
Ennesima sconfitta in Supercoppa per la Virtus
In settembre a Genova tradizionale sconfitta in Supercoppa, quest’anno in formato Final Four. Le V nere perdono 100-95 in semifinale contro Treviso, che poi si aggiudicherà il trofeo. Nella Supercoppa europea a Lubiana la Virtus perde subito dal Cibona, che la vincerà. La Virtus bissa invece il successo in Coppa Italia, nella Final Eight di Forlì. La Kinder batte Trieste e Pesaro e in finale incontra Siena. Sprofonda a meno 16, a 3’40” è a meno nove, ma un grande Ginobili non si arrende mai.
La Virtus vince la Coppa Italia, decide Rigaudeau
I bianconeri guadagnano il supplementare, nel quale decide un tiro allo scadere di Rigaudeau, che firma con un canestro decisivo l’ottava Coppa Italia, come aveva fatto con la sesta nel 1999. La Virtus vince dopo essere stata sotto quasi 44′. Messina elogia Consolini e Molin che gli hanno suggerito l’idea vincente di andare con i quattro piccoli (che era stata comunque provata in allenamento). Due settimane dopo quel successo la Virtus crolla a Pesaro 95-62. Dopo tante vittorie conseguite in formazione d’emergenza per infortuni, una volta al completo la Kinder crolla.
Messina esonerato
Contro Trieste si dovrebbero festeggiare i 30 anni in Virtus e le 900 gare di Gigi Terrieri come speaker (supererà le 1200), ma tutto viene travolto dall’incredibile esonero di Messina (che aveva appena vinto la Coppa Italia ed era in piena corsa sia in campionato che in Eurolega), la sera prima, da parte di Madrigali. Squadra affidata a Consolini, mentre Brunamonti, non consultato e informato a cose fatte, si dimette dalla carica di vice presidente. Il pubblico insorge, uno striscione recita: «No Messina? No parti…ta». Infatti dagli spalti i tifosi scendono in campo, l’ultima invasione era stata quella del grande slam a giugno, ora è di tutt’altra natura.
Rigaudeau convince il pubblico ad uscire dal campo
Madrigali deve lasciare il Palazzo scortato, mentre Rigaudeau prende due volte la parola. La prima inutilmente: «Siamo tutti molto tristi, per la prima volta nella mia carriera mi sento come un pugile suonato. Ma siamo giocatori di pallacanestro e vogliamo giocare a pallacanestro. In questa situazione ci perdiamo tutti: vogliamo continuare come abbiamo fatto finora anche per Ettore. Lasciateci giocare anche per lui e Roberto Brunamonti». Al secondo tentativo il capitano fa centro assumendosi la responsabilità di risolvere la situazione: «Sappiamo che la storia della Virtus siete voi ed è per questo che vogliamo giocare. La storia della Virtus è ancora davanti a tutti voi. Dobbiamo giocare per rispetto di Trieste. Giochiamo e poi ne riparliamo».
Messina reintegrato
Con 30 minuti di ritardo si comincia. Passano 8″ e Ginobili schiaccia in rovesciata contro la difesa schierata. Trieste che nello stesso mese di marzo dell’anno prima, era venuta a Casalecchio ad interrompere una striscia di 33 vittorie consecutive, tra campionato e coppa, si trova spettatrice di un altro momento storico. Questa volta viene spazzata via dalle V nere, ma sportivamente non presenta ricorso. Con una lettera Madrigali richiama Messina (Brunamonti viene reintegrato con un ruolo nello staff tecnico per essere più vicino alla squadra), ma ad Avellino la squadra è affidata ancora a Consolini ed è un altro successo.
Più 31 nel derby
Poi Messina riprende ad allenare la squadra, dopo dieci giorni vince il derby di 31 punti, ma qualcosa si è rotto. La Virtus raggiunge la Final Four di Eurolega (si gioca a Casalecchio). Batte Treviso in semifinale, ma perde dal Panathinaikos in finale, dopo avere a lungo condotto, anche con vantaggi in doppia cifra. Da un mese non è più in squadra nemmeno Alessandro Abbio, giocatore che aveva segnato un’epoca, con tanta difesa e tanti canestri vincenti, ma a dicembre gli era già stata tolto il ruolo di capitano in favore di Rigaudeau, evidentemente con Messina non erano tutte rose e fiori. (La storia qualcosa ha rimediato, oggi Picchio è di nuovo in Virtus, alla guida del settore giovanile). In campionato la prima fase dice F 58, V e Treviso 56, ma i veneti sono secondi per avere vinto gli scontri diretti e chiuderanno la semifinale contro le Vu nere 3 a 1, dopo che la Virtus aveva eliminato Pesaro nei quarti.
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