Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Cinquantaquattresima puntata.
Nell’ottobre 2000 Danilovic lascia il basket, ma la Virtus fa il grande slam, vince Coppa Italia, Eurolega e scudetto travolgendo la Fortitudo.
11 ottobre 2000, a Casalecchio è fissata la presentazione della squadra. Nell’occasione canta anche Lucio Dalla (aveva fatto una cosa simile 20 anni prima, come preludio a un Sinudyne – Scavolini nell’ambito del Torneo Battilani). Un concerto che sostituisce una prevista amichevole contro Castel Maggiore, dove si è accasato Binelli, dopo 845 presenze ufficiali in maglia Virtus, record assoluto. La serata si rivela molto intensa.
Danilovic lasciala Virtus e il basket
Danilovic aveva firmato con la Virtus un contratto al ribasso, rispetto al precedente, un favore al presidente Cazzola che gli aveva manifestato la necessità di ridurre le spese. C’è, però, il cambio di proprietà, Sasha, che non poteva rivendicare pretese, avendo già firmato, si aspettava comunque un gesto di Madrigali, che ristabilisse la cifra del vecchio contratto. I continui rinvii dell’incontro tra Sasha e il nuovo proprietario, fanno sì che si arrivi all’11 ottobre senza un faccia a faccia fra i due. La sera della presentazione il colpo di teatro, anticipato in giornata dal tam tam cittadino. Danilovic annuncia il suo ritiro, ufficialmente per la stanchezza, i problemi fisici delle ultime stagioni, ma probabilmente la vicenda contratto ha avuto un suo peso. Scendono molte lacrime, non solo quelle dell’amico Brunamonti.
Sfugge la finale di Supercoppa ad una Virtus incompleta
Quattro giorni prima la Virtus largamente incompleta (fuori Abbio, Rigaudeau, Jestratijevic e …Sasha a quel momento ancora in organico) aveva perso la finale di Supercoppa contro Roma. In questa manifestazione, organizzata su un vero e proprio torneo, la Virtus ha sfoggiato una nuova maglia. Partendo dal nero sfumato delle spalline larghe, verso un rosso acceso, tonalità riprese anche nei calzoncini. Un notevole cambiamento, anche se previsto solo per la Supercoppa. Per la Virtus è la quarta Supercoppa consecutiva persa, dopo la prima vinta, e la quinta finale di fila in cui esce sconfitta: dopo il successo in Coppa Italia del 1999 contro Varese sono arrivati gli insuccessi contro lo Zalgiris in Eurolega, Varese in Supercoppa, Treviso in Coppa Italia, Aek in Saporta e appunto Adr.
Tanti nuovi campioni
Che Virtus è quella che affronta il nuovo millennio? Abbio, Rigaudeau, D. Andersen, Frosini, Sconochini e Bonora, arrivano Ginobili da Reggio Calabria (e per fortuna che la prima scelta Andrea Meneghin si accasa alla Fortitudo), Jaric dalla Fortitudo, Griffith, immenso pivot, Smodis, promettente sloveno su cui la Virtus punta come numero 4 da affiancare a D. Andersen e Jestratijevic, che dei nuovi acquisti sarà quello che avrà meno successo. Una settimana dopo il ritiro di Sasha Virtus ad Atene per il debutto in Eurolega.
Malissimo Ginobili all’esordio in Eurolega
Ginobili un disastro, 0 su 6, 1 punto, zero falli subiti, “speriamo sia l’emozione”, auspica un deluso Messina a fine gara, ma è grande Rigaudeau: la Virtus sotto di 16 al 32′, piazza un 15-0 poi sorpassa ma perde di uno in volata. Dopo quella sconfitta infila in Eurolega 16 vittorie filate che la proiettano in finale. Vale la pena di raccontare le ultime. 2-0 contro l’Estudiantes negli ottavi, 2-0 molto sofferto contro Lubiana, +1 dopo un supplementare a Bologna, +2 in trasferta.
Che rimonta in Eurolega contro la Fortitudo
Poi c’è la F. Le prime due in casa Virtus sono vinte, addirittura con un +27 nella prima, poi si va in Piazza Azzarita nella tana avversa. Alla fine del terzo quarto è meno 18, Messina nei timeout pensa già a gara 4, ma Ettore inserisce Bonora e la Virtus costruisce un parziale incredibile di 1-25 e passa sul più sei, poi vince 74-70. In finale contro Tau non c’è Griffith in gara uno e la Virtus perde, ma con il ritorno di Rashard pareggia. Prima di gara tre c’è la Final Four di Coppa Italia.
Le V nere vincono Coppa Italia e la nuova Eurolega
La Virtus soffre tantissimo contro Biella nei quarti, rimonta nel finale e vince al supplementare. Più agevoli semifinale contro Roma, 83-72, e finale contro Pesaro, 83-58. In Spagna le V nere dominano gara tre ma perdono la quarta, occorre tornare a Bologna per vincere la coppa, cosa che puntualmente avviene, 82 a 74 il finale di una bella gara 5. Secondo titolo europeo anche se di valore inferiore al primo per la scissione tra ULEB e FIBA, mancavano quindi per esempio Maccabi, Panathinaikos, CSKA e Efes rimasti nella FIBA.
Trionfo anche in campionato
Nel frattempo la Virtus aveva vinto facilmente la regular season con otto punti di vantaggio su Pesaro. La Fortitudo, terza, era partita con 10 vittorie, poi aveva incontrato la Virtus che aveva perso solo una gara e in quel derby trionfo Kinder di 37 punti. Nei playoff inesorabile 9-0, con tre triplette contro Roseto, Treviso e Fortitudo, che continua a perdere i derby importanti contro la Virtus. Grande Slam (anche se la Supercoppa iniziale sfuggì), ma tre titoli, mai successo prima nella storia bianconera.
La Virtus dei record
Una Virtus stratosferica: 68 vittorie su 78 gare (87,18%) quarta percentuale assoluta, prima in stagioni con almeno trenta gare. Meglio quindi di quella del 1998, anche se il dibattito su quale sia stata più forte non finirà. Anche un record: dalla sconfitta del 28 ottobre a Udine a quella del 4 marzo in casa contro Trieste, la Virtus ha infilato tra campionato ed Eurolega 33 successi, esattamente come i Lakers 1971/72 di Chamberlain, West e…Jim McMillian (record anche le 21 vittorie consecutive in campionato e le 16 in Eurolega). E la Kinder ha vinto 7 derby su 8. A proposito nella ormai accesissima sfida cittadina, se la Virtus del 1998 aveva risposto al primo trofeo vinto dalla Fortitudo, la Coppa Italia, vincendo subito Eurolega e scudetto, il grande slam arriva come risposta al titolo F dell’anno prima.
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