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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Cinquantunesima puntata.

Nell’estate 1997 il ritorno di Danilovic. Finalmente la Virtus campione d’Europa. Il tiro da quattro e il quattordicesimo scudetto.

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Virtus Pallacanestro Cinquantunesima puntata. A Barcellona la Virtus è campione d'Europa.
A Barcellona la Virtus è campione d'Europa. (Foto Virtuspedia)

Stagione 1997/98. Estate miliardaria per la Virtus. Ritorna Danilovic, dopo l’esperienza in Nba. C’è il ritorno dalla Nazionale di Ettore Messina. Ritorna Giordano Consolini da Reggio Emilia dov’era andato ad allenare dopo l’esperienza con i giovani Virtus e va a fare il vice di Messina come era già successo nelle giovanili (l’altro sarà Valli). Arrivano il francese Rigaudeau, che tanti dispiaceri aveva dato alla Virtus in maglia Orthez, lo sloveno di passaporto greco Nesterovic (Makris per l’anagrafe ellenica e per la Fiba), l’italo argentino Sconochini, che dopo un giro di capitali, Milano, Roma, Atene, approda a quella del basket, e dall’altra sponda della città, Alessandro Frosini. Arriva anche Amaechi, ma se ne andrà presto, a novembre.

Il giallo Papanikolau, conteso tra Virtus e Olympiakos

Giunge pure il greco Papanikolau, ma la sua società d’origine, l’Olympiakos, sostiene di avere una carta firmata dal giocatore ellenico (il quale nega), che lo vincolerebbe fino al febbraio 1998. In realtà proprio in quel periodo Papanikolau tornerà in Grecia senza avere mai giocato con le V nere, se non in amichevole. Confermati Abbio, Binelli, Savic e Ravaglia, ritorna, dal prestito a Varese, Riccardo Morandotti. Se ne vanno Magnifico e Carera a Roma, Prelevic, a far compagnia a Coldebella all’Aek, Komazec, di ritorno a Varese, Galilea, di nuovo in Spagna, Patavoukas di nuovo al Panathinaikos. Dopo qualche amichevole e la vittoria al Trofeo Lido delle Rose di Roseto, vernice casalinga contro il Partizan (4 tempi di 10 minuti), nel “derby” di Danilovic e proprio Sasha lo decide con una tripla allo scadere. La Supercoppa va alla Benetton.

La Virtus vola in Italia e in Europa

La Virtus vola in campionato e in Europa, Danilovic decide con i liberi del più 1 anche il derby di novembre. Ce ne saranno molti altri. Il secondo si gioca in Coppa Italia, nella semifinale della Final Four, se lo aggiudica la F che vince anche la Coppa, il suo primo trofeo. La Virtus perde anche la stracittadina del 15 marzo 71-69, ma è saldamente al comando e chiuderà la prima fase con quattro punti di vantaggio. Quel derby non è il più importante del mese, ci sono quelli da giocare per andare alla Final Four di Eurolega a Barcellona.

La rissa nel derby europeo

La Virtus domina quello del 24, con fuori Rigaudeau da una parte e Wilkins dall’altra, ma sul 62-49, quando mancano 130 secondi, a rimbalzo, scoppia una rissa, destinata a divenire famosa nella storia del basket bolognese e non solo. Fucka, Savic e Abbio sono i primi ad azzuffarsi, ma poi intervengono tutti o quasi, con Myers e Danilovic particolarmente accesi. Alla fine gli arbitri cacciano Savic, Abbio e Morandotti della Virtus, Fucka, Myers e tutta la panchina della Teamsystem, dieci espulsi, inferiori solo ai 19 di un Varese – Virtus della stagione 1990-91. La Fortitudo termina la gara in tre, Attruia, Rivers e O’Sullivan, anche se il match è già finito e si attende solo il verdetto finale: 64-52. Squalificati Savic e Abbio tra i bianconeri, Myers e Fucka nelle file dei biancoblu, che però recuperano Wilkins, mentre è ancora assente Rigaudeau.

Le V nere eliminano la Fortitudo e si guadagnano la Final Four

In gara due di due giorni dopo Crippa in quintetto e sarà decisivo. F sempre avanti, anche di 14 ma a 74″ dalla fine Danilovic sorpassa; i bianconeri, con un parziale di 14-5 negli ultimi 5′, staccano il biglietto per Barcellona, davanti a un’impietrita Teamsystem: 56-58 e le V nere volano a Barcellona. Senza storia la semifinale contro il Partizan. Giorno di riposo, il professor Grandi fa giocare la squadra a calcetto, mentre le ramblas sono un fiume bianconero. Finale contro l’Aek di Prelevic e Coldebella, che in semifinale ha battuto la Benetton. 28-20 a fine primo tempo, Bologna va sul 33-20, con gli ellenici che viaggiano a meno di un punto al minuto. Un vantaggio enorme, considerato il basso punteggio, ma qui la Virtus rallenta un po’ la pressione e a 3 minuti e mezzo dalla fine l’Aek è vicina, 45-41.

Virtus campione d’Europa

Nesterovic subisce fallo, ma si infortuna leggermente e deve uscire, entra Rigaudeau che monetizza i due liberi, mentre dall’altra parte, sempre dalla lunetta i greci fanno 1 su 2. Entrata errata di Danilovic, smanacciata di Savic a rimbalzo e due punti dello stesso Sasha. Errore Atene dall’altra parte e, dopo un bel giro di palla, tripla di Savic, Mvp della final four, e punteggio di 52-42, con la coppa che riprende la strada dell’Italia dopo dieci anni, ma soprattutto quella di Bologna, dopo un lungo inseguimento del trofeo da parte della Virtus. Resta ancora un minuto da giocare, la gara termina 58-44.

I playoff italiani

Prima della Final Four erano iniziati i playoff italiani, si riparte dall’1-1 contro Roma. Bologna liquida la pratica 3-1  (in gara tre i festeggiamenti per il titolo europeo a Casalecchio, nella decisiva gara 4 Danilovic ne imbuca 47). In semifinale Varese. Bologna vince gara uno ma perde Danilovic che tornerà solo in finale. La Virtus chiude in quattro partite, vincendo due volte in Lombardia e si va in finale contro la F.

In finale ancora la Fortitudo

In gara uno la guida la Virtus, 80-72 a meno di due minuti. La F piazza nove punti e vince 80-81 anche se gli ultimi due liberi sono pescati da Rivers quando ormai la palla sembrava persa allo scadere. Gara due vede i 30 punti di Danilovic e una Virtus che al 33′ è a +19. Rivers infila 7 triple e mette paura, ma alla fine vittoria V 76-78. La terza sfida è quella con meno storia vince la F 69-76. Gara quattro è dominata dalla F, quasi sempre avanti anche a più 13 al 30′. Le V nere, però, recuperano e sorpassano con Abbio e la Virtus con un 18-3 finale vince 57-59, finisce sul ferro la preghiera di Wilkins.

La memorabile gara cinque

In gara cinque la Kinder insegue ma la Teamsystem ha un +11 al 34′ e + 4 a 26″ dalla fine dopo tre decisioni arbitrali molto contestate dai bianconeri. Fucka ha appena segnato un solo libero su due e parte l’azione della Kinder. Abbio consegna a Danilovic, che si alza in sospensione da oltre l’arco, Wilkins allunga il braccio verso quello di Danilovic in caricamento e lo tocca. L’arbitro Zancanella lì vicino fischia il fallo, la palla si insacca ed è 72-72, dopo l’aggiuntivo di Sasha. Rivers corre dall’altra parte ma perde il pallone. Abbio spreca l’ultima occasione in entrata, supplementare. Le cinque stracittadine non sono bastate. Occorre il supplementare e dopo 10 derby in stagione il dato statistico emblematico e incredibile è che il punteggio totale è di 691-691.

Dopo il tiro da quattro, Danilovic gioca anche un magnifico supplementare

Servono ancora cinque minuti per spareggiare. A farlo è un superlativo Danilovic, 9 punti nell’overtime, 13 negli ultimi 5’18” prima di sbagliare gli ultimi due liberi ininfluenti. In quel lasso di tempo 2 su 2 da tre punti, 2 su 2 da due punti, 3 su 3 nei tiri liberi, 2 assist, 13 degli ultimi 18 punti bianconeri, con altri tre frutto di suoi assist. Solo due liberi di Abbio (miglior marcatore con 22 punti, 6 rimbalzi, 4 recuperi, 1 assist e 29 di valutazione), non vengono con l’intervento diretto di Sasha. Raccontiamo quel supplementare: assist di Danilovic per Nesterovic, poi dopo il pareggio di Fucka, assist di Danilovic per Binelli che subisce fallo e segna un libero. Liberi di Danilovic fermato fallosamente in contropiede, +3. Canestro in penetrazione di Danilovic a difesa schierata, +5. Dopo un libero di Chiacig, canestro da tre punti di Danilovic allo scadere dei trenta secondi, +7, poi 2 liberi di Abbio schiacciata in contropiede di Danilovic.

Bilancio di una stagione straordinaria

La Virtus, che prima delle stracittadina di Eurolega vantava un solo derby vinto su tre e uno degli ultimi dieci, ha saputo invrtire la rotta, vincendone 5 su 7 meritandosi scudetto ed Eurolega. Dieci derby, 6-4 per la Virtus, quello di Coppa Italia ha indirizzato il trofeo verso la Fortitudo, quelli di Eurolega hanno spianato la strada alla Kinder verso la Coppa e quelli di campionato hanno assegnato lo scudetto alle V nere. 7 delle 10 gare si sono concluse con uno scarto di 1 o 2 punti o al supplementare. La stagione, iniziata sotto il segno di Danilovic nella vernice amichevole contro il Partizan termina trionfalmente ancora con la firma di Sasha. Per la terza volta la Virtus vince più di un trofeo, soprattutto è campione d’Italia e d’Europa, la più grande di sempre, fino a quel momento. 67 partite, 55 vittorie (82,09%, fino a quel momento la migliore percentuale nella storia della Virtus in stagioni con almeno 30 gare, tre anni dopo ci sarà una Virtus che farà meglio).

 

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