Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Quarantesima puntata.
Per la stagione 1983/84 parte Fredrick, arriva Van Breda Kolff. La Virtus è seconda nella prima fase, ma arriva lo scudetto della stella.
In vista della stagione 1983/84 parte Fredrick, si affida il comando in regia totalmente a Brunamonti. Arriva come secondo americano accanto al confermato Rolle, Van Breda Kolff, dopo una lunga esperienza NBA. Nel roster anche Binelli reduce dall’esperienza americana (aveva esordito nella finale del 1981 contro Cantù, ne abbiamo parlato la scorsa puntata). In panchina il nuovo allenatore Alberto Bucci, di scuola Fortitudo reduce da grandi stagioni a Rimini e Fabriano. L’assistente è un giovane Ettore Messina. Nuovo sponsor, Granarolo Felsinea, dopo tanta Sinudyne.
Virtus seconda alla fine della prima fase
In casa la Virtus vince sempre, ma cade qualche volta di troppo fuori e alla fine è seconda, dietro Milano. I quarti contro Napoli si risolvono a gara tre, poi c’è la Berloni in semifinale. La Virtus vince gara uno ma Bonamico viene espulso e non c’è a Torino. Brunamonti, però, ne fa 29, Fantin 20 e la Virtus è in finale. Gara perfetta a Milano dove le V nere trionfano ma bisogna vincere a Bologna, dove finora nessuno è passato. Invece il Billy passa e interrompe una sequenza di 18 vittorie consecutive in casa, la migliore serie iniziale della storia virtussina, ma perde Meneghin espulso e squalificato per gara tre.
La schiacciata di Brunamonti dà inizio alla feste per la stella
Nella bella la Virtus sta sempre avanti, ma a 29 secondi dalla fine, il capitano Villalta, 25 punti con 12 su 16 al tiro, perde un pallone e il fallo successivo manda Bariviera in lunetta. Il suo doppio errore riconsegna la palla alla Virtus e praticamente lo scudetto, suggellato dalla schiacciata di Brunamonti. Festa grande per lo scudetto della stella poi si spengono luci a San Siro e si accendono poche ore dopo in una piazza Azzarita invasa da una folla oceanica all’arrivo della squadra da Milano. Sono le luci del palasport, accese dal custode Andalò per omaggiare i neo campioni.
La Virtus vince anche la Coppa Italia
Una settimana dopo c’è la festa scudetto in occasione della semifinale di Coppa Italia a cui le V nere si sono qualificate nel corso della stagione. La città è distratta, in mattinata c’è stata l’intitolazione dello stadio a Dall’Ara nel ventennale della morte. Nel pomeriggio la promozione del Bologna in serie B e anche la Virtus è ubriaca dal recente scudetto, comunque riesce a battere la Benetton di tre punti. La squadra di Bucci contiene la sconfitta al ritorno in solo punto e vola all’atto decisivo. In finale il 9 giugno la Virtus batte Caserta 80 a 78 e vince quella Coppa Italia che non si disputava dal 1974, quando le V nere la vinsero per la prima volta. La Virtus vince più di un trofeo in una stagione: è la prima volta. Arriva anche il titolo cadetti.
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