Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Quarantottesima puntata.
Nella stagione 1994/95 arriva il tris tricolore della Virtus con il tredicesimo scudetto, come due anni prima, in finale, è un 3-0 contro Treviso.
Stagione 1994/95. La Virtus mantiene l’ossatura principale, Danilovic, i nazionali Carera, Binelli, Moretti e Coldebella, gli ex nazionali Brunamonti e Morandotti e aggiunge tre tasselli. Arriva il nazionale Alessandro Abbio, già acquistato l’anno precedente e lasciato una stagione ulteriore a Torino. C’è il nuovo americano Joe Binion, con alle spalle 7 stagioni italiane, già allenato da Bucci a Livorno, con quello scudetto perso all’ultimo secondo. Infine il decimo è Valentino Battisti, che dopo una lunga carriera in giro per l’Italia si allenava da solo.
Lo scambio di maglia tra Brunamonti e Danilovic
La Coppa Italia finisce presto per la Buckler, eliminata a settembre nei quarti dalla Benetton. In ottobre amichevole con Charlotte Hornets, un onorevole 107-114. Il 4 dicembre, Virtus – Montecatini, prima di ritorno rimane scolpita nella storia perché cominciò con una presentazione delle squadre anomala. La voce di Gigi Terrieri scandì: “Col numero 4 Danilovic, col 5 Brunamonti…” infatti in quell’occasione i due campioni si scambiarono la maglia, in segno di reciproca ammirazione. Qualche anno dopo le due maglie saranno entrambe ritirate e andranno a fare compagnia alla 10 di Villalta.
Ancora in Grecia finisce l’Europa della Virtus
Nel girone di coppa arrivo simile all’anno precedente, con quattro squadre a 16 punti dal terzo al sesto posto. La classifica avulsa dice Virtus quarta e qualificata. Ancora Grecia, questa volta il Panathinaikos. La Virtus vince bene gara uno in casa, perde 63-55 la prima gara di Atene (non bastano i 24 rimbalzi di Binion, tuttora record societario) e nella bella viene travolta 95-56.
La Virtus stacca la Fortitudo nella fase ad orologio
In campionato all’ultima giornata (in realtà è un recupero di quella rinviata per l’uccisione del tifoso Claudio Spagnolo fuori dallo stadio di Genova) la Fortitudo batte 84-83 la Virtus e la raggiunge (Danilovic fallisce l’ultimo tiro, rarità), ma V nere prime perché nel derby d’andata vinsero 85-81 con 26 punti di Moretti che si travestì da Sasha, assente per squalifica. C’è la fase ad orologio in cui la Virtus gioca il derby in casa, vincendolo. La F perde anche un’altra gara e alla fine sono quattro le lunghezze di vantaggio per gli uomini di Bucci.
Nei playoff arriva il tredicesimo scudetto della Virtus
Il 12 aprile Danilovic vola a Saragozza per ritirare il premio Fiba di migliore giocatore europeo. Andata e ritorno in giornata e arrivo a Bologna tre ore prima di gara uno dei quarti di finale contro Roma, da affrontare senza Abbio per un problema alla caviglia. Così la Virtus pena tantissimo ma vince, poi bissa il successo nella capitale. Da quest’anno semifinale al meglio delle cinque e contro Milano sono tutte vittorie nette in casa, e solo in gara cinque la Virtus rischia qualcosa nel finale. Finale contro Treviso che ha eliminato la Fortitudo 3-1 (quell’uno ha interrotto una serie di 19 vittorie consecutive dei trevigiani) ed è 3-0 come due anni prima. +16, +6 a Treviso, dove si rompe Moretti, +13 in gara tre. Tredicesimo titolo, terzo consecutivo. Arriva anche lo scudetto allievi.
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