Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Sessantacinquesima puntata.
Sconfitta in Supercoppa, subito fuori nei quarti della Final Eight di Coppa Italia e dei playoff, dove almeno la Virtus batte una volta Siena.
Stagione 2010/11. La Virtus conferma un po’ a sorpresa di Lardo. Restano a roster i giovani pupilli Koponen, Moraschini e Sanikidze e il veterano Blizzard che però dopo qualche amichevole fuggirà negli USA. Per gli acquisti si parte in grande, comprando addirittura un’intera squadra, il Gira Ozzano che fungerà da squadra-satellite dove far maturare esperienza ai giovani del vivaio. Tra i giocatori la prima firma è quella del lituano Gailius. Nel frattempo l’ULEB comunica le wild-cards per l’Eurocup e Bologna viene esclusa, causa i rapporti non proprio idilliaci con l’ente organizzatore.
La questione Virtus
Vengono annunciati Amoroso e Kemp. Quest’ultimo sarà oggetto di un contenzioso nel corso della stagione, prima andrà negli USA per assistere la nonna malata, ma tardando nel rientro sarà messo ai margini della squadra. Chiederà la rescissione del contratto per mancati pagamenti, ma la FIBA gli darà torto). Poi Martinoni, giovane lungo, il centro americano, di passaporto bulgaro, Jared Homan e Peppe Poeta. Nel frattempo Winston, già sondato in precedenza ma che aveva preferito il ricco ingaggio degli spagnoli del Valencia, non passa là le visite mediche e Sabatini, assumendosi pubblicamente il “rischio d’impresa” sul suo ginocchio non se lo lascia sfuggire.
La Virtus regge poco in Supercoppa
In Supercoppa contro Siena i nostri, incompleti, tengono per 15’. Il campionato riprende da dove lo si era lasciato: prima gara in casa contro Cantù. I lombardi in controllo tentano più volte la fuga e il +16 degli ospiti sul finire del 3° quarto sembra già decisivo, ma Kemp e Sanikidze alzano il livello e Koponen mette la bomba del +2 a 7’’ dalla sirena.
Koponen fantastico in Virtus-Cremona
Il 26 dicembre contro Cremona è gara da record. 116-100 dopo tre supplementari. Per la Virtus Koponen 36 punti, Winston 24 con 14 rimbalzi, Homan 22 e 15 rimbalzi, Gailius 11. Andamento del punteggio schizofrenico: 67-67 nei primi quaranta minuti, dopo 49 a 33 in quindici minuti. La Virtus segna 40 punti in 29’59”, poi 76 nei restanti 25’01”. Cremona ne mette a bersaglio 67 punti fino al quarantesimo, 33 nei dieci minuti dei primi due supplementari, poi zero negli ultimi cinque giri di lancetta. Infine Koponen: due punti in 29’59”, poi trentaquattro in 25’01”. Petteri pareggia a quota 67 al 40′, a quota 79 al 45′ e a quota 100 al 50′. Le sue cifre: quarantasei minuti in campo, 8 su 9 da due, 2 su 9 da tre, 14 su 14 in lunetta, cinque rimbalzi, un assist, cinque palle perse, una recuperata e trentotto di valutazione, suo record in Italia.
I record di quella gara
Il capitano ne realizzò altri quella sera, della sua carriera italiana: il maggior numero di punti segnati, di liberi tentati e messi a bersaglio (quattordici), lo stesso per i tiri totali (rispettivamente diciotto e dieci), il maggior numero di minuti giocati. Una partita che ha anche stabilito dei record di squadra tuttora imbattuti: il minor numero di punti subiti in un supplementare, il maggiore distacco in una vittoria ottenuta nei tempi supplementari, il maggior numero di rimbalzi totali conquistati (cinquantotto), il maggior numero di falli subiti (trentasei), il maggior numero di tempi supplementari giocati (uguagliando Snaidero – Virtus del 1968/69, poi ripetutosi nella gara Virtus – Brindisi nel 2015/16).
Una vittoria contro Siena nei playoff
Il girone d’andata finisce al 5° posto, che vale anche la F8 di Coppa Italia dove a febbraio si esce subito per mano di Montegranaro. Il mese precedente è arrivato K.C. Rivers. Il girone di ritorno va peggio, si finisce ottavi e contro Siena nei playoff almeno si riesce a vincere una gara, la terza. Rimarrà per molto tempo l’ultimo successo nei playoff della massima serie.
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