Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Settantaduesima puntata.
Settima a fine andata la Virtus si qualifica per la Final Eight di Coppa Italia dove esce subito. Mancati per un soffio i playoff.
Stagione 2017/18. Confermatissimo Alessandro Ramagli sulla panchina della Virtus. Marco Spissu, rientra a Sassari, ma il resto dell’ossatura principale è confermato. Il primo colpo di mercato è Pietro Aradori, arriva poi a raggiungere il fratello Stefano, Alessandro Gentile, che già aveva giocato un anno nelle giovanili. Per il ruolo di play viene scelto Oliver Lafayette che con Alessandro aveva giocato a Milano. Shane Lawal, già vincitore di trofei con Sassari, non supera le visite mediche e allora il pivot bianconero è Marcus Slaughter, già vincitore di un’Eurolega con il Real Madrid. Confermato tra i giovani Alessandro Pajola. Arriverà poi Filippo Baldi Rossi, di ritorno alla Virtus (cresciuto nelle giovanili e arrivato in prima squadra aveva lasciato le V nere nel 2010). Filippo giunge al posto del capitano Guido Rosselli che resta in città ma va alla Fortitudo.
La classifica avulsa dà e toglie alla Virtus
La squadra di Ramagli procede a corrente alternata, anche perché il numero quattro straniero si aspetta a prenderlo. A fine andata la Virtus è settima in classifica per classifica avulsa e quindi si qualifica per la Final Eight di Coppa Italia, dove la Virtus gioca priva di Aradori e nel corso della gara si fa male Alessandro Gentile. Brescia ha gioco facile ed elimina i bianconeri. A fine fase regolare Virtus a quota trenta punti, ma questa volta la classifica avulsa è nemica: le V nere sono none e fuori dai playoff. Wilson, l’ala forte americana ha giocato le ultime tre partite, forse è stato preso un po’ troppo tardi.
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