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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Trentaseiesima puntata.

Peterson va a Milano e Driscoll passa dal campo alla panchina. La Virtus vince l’ottavo scudetto con gli stranieri Cosic e Wells.

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Virtus Pallacanestro Trentaseiesima puntata
Caglieris esulta per l'ottavo scudetto. (Foto Virtuspedia)

La stagione 1978/79 presenta notevoli cambiamenti. In panchina non c’è più Peterson, partito per Milano destinazione Olimpia, dopo 5 stagioni che hanno riportato la Virtus ai vertici. Prima e dopo di allora un solo allenatore è stato più anni consecutivi sulla panchina delle V nere: Tracuzzi per 6 stagioni negli anni ’50.

Sulla panchina Virtus Driscoll al posto di Peterson

Dan viene sostituito da Terry Driscoll che passa dal campo alla panchina. I nuovi stranieri sono lo straordinario Kresimir Cosic e Owen Wells. Il primo è fresco di titolo mondiale a Manila con la sua Jugoslavia. Il secondo è un’istrionica guardia americana proveniente dal campionato olandese, ma che in precedenza aveva giocato un anno nell’NBA a Houston. In prima squadra anche il giovane Generali. Bonamico di nuovo in prestito, a Siena.

Inizio in salita per la Virtus

Nelle prime 6 partite, a fronte di due vittorie casalinghe, di cui una al supplementare, quattro sconfitte esterne particolarmente significative. Quella di Milano all’overtime e quella di Vigevano di un punto indicano un trend che sarà di tutta la stagione, infatti i bianconeri perderanno nove partite, quattro terminate ai supplementari e tre finite con scarto di un solo punto. Le sconfitte di 12 punti a Pesaro e di 3 punti a Siena sono le uniche due che al termine dei 40 minuti presentavano un divario tra le squadre superiore al singolo canestro. La situazione è preoccupante, Cosic è partito molto piano, Wells segna molto ma non è molto inserito nel contesto della squadra.

La Virtus si riprende

La crescita di Cosic e la trasformazione di Wells da accentratore a collante di squadra, insieme alla zona 3-2 elaborata da Driscoll forte delle leve lunghissime dei due stranieri saranno la svolta della stagione. Alla settima giornata arriva il successo nel derby con la Fortitudo, 79-77 con 22 punti di Cosic e 19 di Wells, poi la bella vittoria di Cantù e il successo con la Chinamartini Torino. Dopo le sconfitte al supplementare a Venezia e di un punto in casa contro Varese arrivano 4 vittorie sofferte ma importanti: il derby in trasferta con il Gira, le gare casalinghe con Rieti e Pesaro e la trasferta di Roma, tutte con scarti tra i 2 e i 5 punti. Il vizio di perdere ai supplementari (qui sono addirittura due) torna nello scontro casalingo con l’Olimpia Milano.

Cinque successi consecutivi

Dopo arrivano cinque franchi successi tra cui quello esterno con la Fortitudo, nel quale Wells si dimostra indigesto ai concittadini realizzando 20 punti ed è artefice della rimonta della Virtus, che nel primo tempo era sprofondata anche a meno 13 ma che poi vince abbastanza agevolmente; poi quello casalingo contro la Gabetti Cantù. Nelle ultime cinque partite, due sconfitte, a Torino al supplementare e in casa col Gira di un punto, e tre vittorie, tra cui spicca quella roboante di 19 punti a Varese.

Secondo posto nella prima fase

La classifica vede Mobilgirgi, Sinudyne e Gabetti in fila indiana separate di due punti. Le tante occasioni perse lasciano l’amaro in bocca, sarebbe bastato un successo in più, tra i tanti sfumati per un nulla e la Virtus avrebbe avuto il fattore campo a favore per tutti i playoff. Da quest’anno spariscono i gironi e si parte con i playoff fin da subito. Quarto di finale contro Siena e semifinale contro Rieti (che ha eliminato Cantù) hanno andamento simile. Franchi successi casalinghi e sconfitta netta esterna per una squadra che non era più abituata da tempo a perdere così nettamente. Ma forse la squadra e soprattutto Cosic, che gioca divinamente ma che ha anche grossi problemi alla schiena, centellina le energie in un playoff in cui si gioca spesso. Nella bella di semifinale Bertolotti 25, Villalta 20 e Cosic 18 sono i migliori realizzatori.

Finale contro Milano

In finale la Virtus si ritrova la sorpresa Billy che da quinta classificata ha dapprima eliminato Roma, poi Varese. Ha così regalato alla Virtus il vantaggio del fattore campo in un’eventuale bella, cancellando così i rammarichi per le sconfitte sul filo di lana della stagione regolare. Nella prima in Piazza Azzarita, sempre i soliti tre frombolieri a guidare il tabellino, Villalta 23, Bertolotti 21 e Cosic 20. Gara 2 di finale a Milano. Nel primo tempo 50-49 per il Billy con 44 punti su 50 di Silvester e Kupec per Milano e 14 punti di Cosic, migliore della Virtus.

Il trionfo

Nel secondo tempo i bianconeri partono con un parziale di 16-0. Volano via con i canestri di Villalta e Bertolotti, rispettivamente alla fine 32 e 28 punti, imbeccati da un Cosic che non esegue più un tiro perché non ce n’è più bisogno. L’orchestra diretta da Cosic e Caglieris che trovano sempre liberi i due realizzatori, ben supportati anche da Wells autore di 18 punti, porta i bianconeri a trionfare per 113-92. La Virtus conquista l’ottavo scudetto in un palazzone di San Siro straripante di bandiere bianconere e rossoblù. Infatti in precedenza si era disputato allo stadio attiguo Milan Bologna terminata 0-0. Molti bolognesi avevano partecipato ad entrambi gli eventi, quasi un remake di quello che successe nel 1964.

La differita su Videobologna

Coloro che non erano a Milano hanno potuto vedere quell’incontro in una delle prime telecronache filmate rese da una tv privata. Nell’occasione si trattava di Videobologna, che all’una di notte trasmise il secondo tempo. In Coppa delle Coppe dopo la sconfitta a Barcellona di 14 punti e quella di Belgrado contro il Radnicki di un punto, la Virtus vince le restanti partite. Le V nere giungono seconda nel girone a ruota del Barcellona, guadagnando l’accesso alle semifinali. Da affrontare c’è il Den Bosch. Vittoria di 12 punti a Bologna, ma al termine dei 40 minuti in Olanda la Virtus è sotto di 12 punti. Lo stesso divario separa le due squadre dopo un supplementare, ma al termine del secondo overtime gli olandesi prevalgono di 13 punti e negano alla Virtus la seconda finale europea consecutiva.

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