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Virtus-Olympiacos: il replay dell’impresa
Davanti a un PalaDozza gremito, le Vu Nere la spuntano al fotofinish contro i campioni in carica dell’Olympiacos: 96-94
Si sapeva. Al PalaDozza il rendimento della Virtus cresce, e non di poco. Ieri sera, però, si è forse toccato l’apice. Le Vu Nere hanno affrontato l’Olympiacos, nientepopodimeno che i campioni in carica dell’Eurolega. I pronostici erano impietosi: vittoria biancorossa. Il campo, invece, aveva un’altra opinione. Una battaglia durata 40’, con entrambe le formazioni che non volevano saperne di uscire dal ring. Nel primo tempo, i Reds hanno sfoderato tutto il loro arsenale, con un’impressionante prova balistica da oltre l’arco (8/15). Molte squadre avrebbero ceduto sotto i colpi incessanti dell’armata greca. Ecco, molte squadre. La Virtus, da meno di ventiquattro ore, non rientra più in questa categoria.
Dopo aver resistito per i primi 20’, è stato il suo turno di attaccare. Eccome se lo ha fatto. Un testa a testa da cardiopalma è andato in scena nella seconda metà di gara. Contestualmente, al Madison di Piazza Azzarita la temperatura toccava picchi inediti, e i decibel numeri a tre cifre. A ogni mossa seguiva una contromossa, come nella più classica partita a scacchi. In totale ammontano a 24 i cambi di vantaggio al termine di una sfida all’insegna dell’equilibrio. Poi, un uomo, di origini canadesi, al debutto sul proscenio europeo, ha deciso che l’incontro doveva finire in un solo modo. Il suo nome è Marcus Carr, meglio conosciuto come il nuovo trascinatore del club dell’Arcoveggio. Per lui dicasi 22 punti conditi con 10 assist in una notte che lo ha consacrato, una volta per tutte, a leader tecnico ed emotivo delle Vu Nere. I bianconeri vincono, e lo fanno contro una big dell’Eurolega. Attenzione: i piedi devono restare ben saldi a terra, ma con la testa non è vietato sognare. Si tratta di un risultato che manda un chiaro messaggio agli altri club: la Virtus c’è, e fa sul serio.
I protagonisti della notte
Quando si compie un’impresa di tali dimensioni, il merito difficilmente lo si può assegnare a un solo giocatore. E quindi, in primis è giusto elogiare il gruppo, per quanto mostrato sul parquet e per la reazione d’orgoglio dopo la beffa di Milano. Poi, però, bisogna fare i nomi di coloro che, per distacco, si sono aggiudicati la foto in copertina.
Aliou Diarra, il centro maliano arrivato in sordina alla fine dell’estate scorsa, ha rapidamente scalato le gerarchie del roster. Dinamico, affamato e, partita dopo partita, sempre più determinante. Ieri sera, si è preso con forza il pitturato e non l’ha più lasciato andare. Nel successo virtussino chiude a quota 18 punti, 14 rimbalzi e l’impressione di avere sempre con sè una batteria di ricambio.
Poi c’è sempre lui: l’immancabile Derrick Alston Jr. termina con un bottino complessivo di 17 punti, nonostante le reiterate difficoltà al tiro. Versatile, talentuoso e dal profondo bagaglio tecnico rappresenta la certezza delle Vu Nere.
Una menzione d’onore va anche alla coppia formata da Kessler Edwards e Wendell Moore Jr. Il primo per la dedizione al lavoro sporco e l’innata attitudine al rimbalzo (4 offensivi); il secondo, invece, per la palla rubata ai danni di Evan Fournier, sotto di uno, che ha poi propiziato l’alley-oop, con annesso fallo, sull’asse Carr-Diarra. Per un giocatore che fa dell’attacco il suo pane quotidiano, un gesto del genere, proporzionato anche al suo peso all’interno del match, è da applausi scroscianti.
Infine, la standing ovation è tutta per Marcus Carr. Le cifre le ho già citate, ma quello che conta di più è ciò che non si può misurare in numeri: la leadership. È bastata una manciata di partite per renderlo il vero metronomo di questa squadra. Grinta, disciplina e un pizzico di follia cestistica al servizio di coach Álex Mumbrú.
Mettendo insieme tutti questi ingredienti, la ricetta non può che essere vincente. La Virtus esce dal PalaDozza con la prima vittoria europea, ma soprattutto con una totale iniezione di fiducia. La stagione è lunga, ma se le premesse sono queste, non possono che far sorridere i tifosi bianconeri.
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