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A proposito di Mondiale – Due settimane al termine
Esattamente fra due settimane questo Mondiale sarà storia e andrà in archivio. Ne riparleremo, ma la parabola del più grande campionato del mondo di sempre ci sta raccontando alcune cose, non banali.
Un mondiale che ai sedicesimi ha portato 9 “africane” su 10
Sudafrica, Marocco, Senegal, Costa D’Avorio, Congo, Capo Verde, Egitto, Algeria e Ghana sono un segnale forte e preciso di come il continente nero stia crescendo (e non poco) nell’arte pedatoria mondiale. Ma la qualità acquisita dalle nove nazionali nasce quasi tutte nel vecchio continente: una grandissima percentuale dei loro giocatori gioca nei 5 campionati europei, Italia compresa. Ma la cosa che colpisce è la forza di alcune di esse (Marocco in primis, senza dimenticare l’ottima Capoverde), che è destinata ad aumentare e a prendersi parte della scena. Anche perchè le strutture locali stanno imparando in fretta
Anche la cara vecchia Europa “perde” i pezzi
Agli ottavi l’Africa ha perso alcuni dei suoi pezzi pregiati, ma lo stesso è capitato all’Europa: Olanda e Germania in primis, ma anche Bosnia e Austria. Il Vecchio Continente rimane la scuola dove imparare il grande Calcio e la sua organizzazione. Ma la primazia si va perdendo: Olanda e Germania ne sono il segnale e fino all’86’ anche il Belgio stava per fare la stessa fine. Classi di talenti nascono ogni anno, ma vanno coltivati e questo percorso sarà necessario intraprendere anche con la Nazionale Italiana. Onde evitare di saltare il quarto mondiale di fila.
I padroni di casa difficilmente arriveranno alle semifinali
Detto che l’Asia, con l’eliminazione del Giappone, ha salutato il torneo iridato, le Americhe sono ancora presenti: Usa, Messico, Colombia, Brasile e Argentina. Il Canada ha provato a gestire un match complicato come quello contro il Marocco, ma non c’è riuscito. Le Sud Americane sono favorite, ma ricordate che essere padroni di casa può avere i suoi vantaggi. Un esempio? Quello che è appena successo a Balogun.
Doveva essere squalificato l’attaccante statunitense, ma una sentenza nuova ha riscritto la storia del regolamento mondiale. Queste le motivazioni: «Ai sensi dell’articolo 27 del codice disciplinare FIFA, – prosegue la nota, a pochi passi dal match con il Belgio – l’esecuzione della squalifica per una partita è sospesa per un periodo di prova di un anno. Qualora Folarin Balogun commetta un’altra infrazione di natura e gravità analoghe durante il periodo di prova, la squalifica sarà revocata e la sanzione applicata, fatto salvo qualsiasi ulteriore provvedimento sanzionatorio per la nuova infrazione». Precedente inquietante e mai successo prima: sarebbe importante che la politica se ne stesse lontana dai campi da gioco.
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