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Arthur Theate e il primo Bologna: ecco i numeri e le statistiche della sua esperienza in rossoblù
Quattro anni dopo l’addio, Arthur Theate è pronto a tornare a Bologna. Il difensore belga ritrova il club che gli aveva dato la prima occasione in Serie A: ecco com’era andata quella stagione.
Quattro anni dopo, Arthur Theate torna a Bologna. Ma prima di diventare il difensore che ha costruito la propria carriera tra Francia, Germania e nazionale belga, il centrale classe 2000 aveva mosso proprio sotto le Due Torri i primi passi in Serie A. Una stagione, quella del 2021/22, che gli era bastata per attirare l’attenzione.
Theate al Bologna: l’esordio e il primo gol
Theate era arrivato in Emilia nell’estate del 2021, quando il Bologna lo aveva prelevato in prestito con obbligo di riscatto fissato a 5 milioni di euro, più uno di bonus. L’esordio, però, non è stato dei più semplici: arrivò il 18 settembre al Meazza contro l’Inter, in una partita terminata 6-1 per i nerazzurri. In mezzo alla serata complicata, il giovane belga riuscì comunque a trovare il modo di presentarsi: subentrato a Lorenzo De Silvestri, segnò il gol rossoblù.
Arthur Theate (© Damiano Fiorentini)
Non fu un episodio isolato. Poco più tardi, il 3 ottobre, Theate trovò nuovamente la via della rete nella vittoria per 3-0 contro la Lazio. Ancora un gol di testa, questa volta per firmare il momentaneo 2-0. Due reti nelle sue prime settimane italiane che contribuirono a far emergere immediatamente una delle caratteristiche che avrebbe accompagnato la sua esperienza rossoblù: la pericolosità sui palloni aerei.
Arthur Theate, numeri da titolare?
Nel complesso, la prima stagione di Theate con il Bologna si chiuse con 31 presenze in Serie A, di cui 28 da titolare, per un totale di 2.427 minuti. In media 78 minuti giocati a partita.
Il bilancio offensivo è di due gol e un assist, con entrambe le reti realizzate di testa e all’interno dell’area di rigore. Una caratteristica confermata anche dalle statistiche: Theate ha registrato 0,7 tiri a partita e 0,2 conclusioni nello specchio, mentre la percentuale realizzativa si attesta intorno al 10%.
Arthur Theate (© Damiano Fiorentini)
Ma è soprattutto guardando alla continuità che emerge il peso avuto dal belga nella squadra rossoblù di 4 anni fa. Dopo un avvio in cui aveva dovuto aspettare la propria occasione, Theate è diventato progressivamente una presenza stabile al centro della difesa. Nel corso della stagione arrivarono anche sette partite concluse senza subire gol con lui in campo.
Un difensore giovane, ma da sempre fisico
I numeri raccontano anche il tipo di centrale che era Theate a Bologna. In fase difensiva ha collezionato 1,4 intercetti e 1,1 contrasti a partita, oltre a una media di 2 chiusure difensive. Nei duelli, complessivamente equilibrato: 3,3 contrasti vinti a partita, con il 51% dei contrasti totali portati a buon fine, e una percentuale del 50% nei duelli aerei.
Un dato interessante riguarda anche gli errori: nelle statistiche della sua stagione rossoblù non risultano errori che abbiano portato a un tiro o direttamente a un gol. C’è però un rigore commesso e sei ammonizioni, senza espulsioni.
Tedesco in panchina per Bologna-Lazio (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)
Sul piano tecnico, Theate mostrava già una discreta capacità di partecipare alla costruzione. Chiuse la stagione con 39 passaggi precisi a partita, pari all’84% di precisione complessiva. La percentuale scende nella metà campo avversaria, dove si arriva al 74%, mentre nella propria metà campo raggiunge all’89%. Il limite, era principalmente rappresentato dalla precisione sui lanci lunghi, con 2,8 tentativi a partita e il 47% di riuscita.
Dal Bologna… al Bologna
Ora, il percorso torna al punto di partenza. Theate rientra a Bologna con un bagaglio completamente diverso rispetto a quello del ragazzo arrivato nell’estate del 2021. E se il primo capitolo rossoblù era cominciato con un gol all’Inter e proseguito con una rete alla Lazio, il secondo riparte con un obiettivo diverso: diventare il nuovo punto di riferimento della difesa del Bologna. È possibile?
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