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Aston Villa-Bologna, perché la rimonta è possibile

Non è ancora finita: nei quarti di Europa League, il Bologna cerca l’impresa a Birmingham. Tra il recupero di Orsolini e il dubbio Martínez, ecco perché il ribaltone è possibile.

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Jonathan Rowe, Federico Bernardeschi e Santiago Castro, verso Bologna-Aston Villa , proveranno a mantenere la squadra all'ottavo posto (© Damiano Fiorentini)
Jonathan Rowe, Federico Bernardeschi e Santiago Castro (© Damiano Fiorentini/1000 Cuori Rossoblù)

A Bologna il tempo si è fermato alle 23:00 di giovedì 9 aprile. Il triplice fischio del Dall’Ara ha portato in dote un 1-3 pesante, verdetto che a molti ha lasciato in bocca il retrogusto ferroso di una sentenza definitiva. Eppure, in questo silenzioso frastuono pregno di confabulazioni, nessuno ha ancora osato pronunciare la parola fine.

Resta, infatti, ancora Aston Villa-Bologna da giocare e l’epilogo di questa storia è ancora tutto da scrivere: Italiano e i suoi non vanno a Birmingham come vittime sacrificali, ma per tentare quello che qualcuno, sommessamente, considera impossibile.

Come arrivano le due squadre al match?

Le quattro trasferte UEFA oltremanica della storia del Bologna si sono concluse con quattro sconfitte, un solo gol segnato e otto subiti.

Questo bilancio, sommato all’assenza dello squalificato Lucumí (il ballottaggio Heggem-Casale-Vitik per il suo posto è ancora da sciogliere) e alle condizioni di Lykogiannis e Dallinga (da valutare domani), non parrebbero lasciare spazio all’ottimismo.

Eppure, ad opporsi alla storia e alle avversità, c’è la vittoria sul Lecce: un successo arrivato nonostante un chirurgico turnover che ha restituito i tre punti al Dall’Ara e il gol a un Riccardo Orsolini ora scalpitante per una maglia da titolare.

Entrambi, la vittoria casalinga e la firma del numero 7, mancavano da febbraio e non potevano ritrovarsi in un momento migliore, riportando alto il morale di una città sempre pronta ad aizzarsi per sostenere a spada tratta la propria squadra.

Dall’altra parte, il Villa Park evoca ricordi amari per le italiane (su 5 incontri disputati solo la Juventus nell’82 è riuscita a vincere), ma i doppi confronti sorridono meno ai Villans, che hanno superato il turno contro club azzurri solo una volta su tre.

Inoltre, seppur il quarto posto sia saldo, il pareggio interno contro il Nottingham Forest nell’ultima giornata di Premier ha evidenziato qualche difficoltà inattesa e che giovedì potrà essere accentuata dalla pesante assenza del “Dibu” Martínez.

Un aruspice, nonostante i Lions siano avvantaggiati, potrebbe interpretare alcuni tra questi come sornioni presagi.

Aston Villa-Bologna: oneri e onori

D’altronde, la gara d’andata ha lasciato in dote una lezione preziosa: l‘Aston Villa non è una macchina perfetta e sono tre proprie amnesie quelle che hanno punito i rossoblù.

La creatura di Emery ha rivelato vulnerabilità insospettate se attaccata con le armi adeguate e il Bologna ha dimostrato di averle tutte nel proprio arsenale.

In Inghilterra, oltre a blindare la propria area evitando errori marchiani, la chiave sarà rinunciare alla sfida frontale contro la difesa solitamente alta dei Villans, evitando, quindi, lanci prevedibili per i padroni di casa.

Italiano dovrà invece far strillare i motori dei propri calciatori, esasperando quel pressing asfissiante utile a sporcare la costruzione inglese e stressando i difensori avversari attraverso inserimenti reiterati di centrocampisti ed esterni che squarcino il velo alle loro spalle.

Se è vero che il destino sembra pendere verso Birmingham, è altrettanto vero che i pronostici esistono per essere sovvertiti: il Bologna ha il dovere di credere nell’impresa, per sé, ma soprattutto per i tifosi che l’hanno condotto a giocarsi queste partite.

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