Bologna FC
Ecco il Bologna di Domenico Tedesco
Accordo totale per la panchina rossoblù: l’ex allenatore del Fenerbahçe firma con il club emiliano. Ecco come l’innovatore italo-tedesco plasmerà il Bologna.
Il celerrimo casting per il post-Italiano è ufficialmente chiuso e la fumata bianca è già arrivata: come riportato da Fabrizio Romano, sarà Domenico Tedesco il nuovo allenatore del Bologna.
La dirigenza rossoblù rompe gli indugi e, per aprire un nuovo ciclo, si affida a un profilo dal respiro internazionale, un tecnico giovane, moderno e affamato, pronto a deliziare il Dall’Ara con un calcio verticale e coraggioso.
Come giocherà il Bologna di Domenico Tedesco?
Nato in Calabria ma cresciuto in Germania, Domenico si laurea in Ingegneria gestionale, diplomandosi anche come miglior studente del corso allenatori della Federazione tedesca.
La sua è una carriera breve, ma già prestigiosa e ricca di tappe importanti: con lo Schalke 04 è arrivato al secondo posto in Bundesliga, a Lipsia invece ha portato la prima storica Coppa di Germania e, dopo le esperienze sulle panchine di Belgio e Fenerbahçe, ora è pronto a debuttare in Serie A.
Dietro la fisionomia da “ingegnere Mercedes”, dunque, si nasconde un innovatore che ha scalato il calcio europeo un successo alla volta, nonostante l’ultimo esonero in Turchia.
Sotto le Due Torri Tedesco non porta solo un curriculum cosmopolita, ma un’identità fluida che promette di far fare il definitivo salto di qualità alla rosa e alla piazza.
Nessuna rigidità dogmatica: il suo Bologna sarà una creatura anfibia e camaleontica, agile e ad alta intensità, schierata verosimilmente con un 3-4-2-1 o un 3-4-1-2.
In mezzo al campo, i polmoni e gli inserimenti feroci di Ferguson si potranno sposare con le geometrie di Moro, mentre Castro potrebbe essere il terminale perfetto per legare il gioco e aggredire la profondità in verticale.
Sulla trequarti ci sarà da sbizzarrirsi: Orsolini e Bernardeschi avranno licenza di accentrarsi per spaccare la difesa, assistiti dall’eclettismo di Odgaard – micidiale sia da trequartista che da attaccante atipico – senza contare Rowe, Cambiaghi e Dominguez, armi bianche nell’uno contro uno.
Rispetto al passato, la parola chiave sarà quindi flessibilità: addio al possesso prolungato, via libera a strappi diretti e a una fase difensiva accorta e compatta (pronta a sigillarsi in un 5-4-1 o 4-4-2), capace di togliere aria agli avversari.
Un nuovo ciclo
C’è tanta filosofia quanta pragmaticità nella scelta di Saputo e Sartori, i quali portano in Emilia un uomo che aprirà un nuovo ambizioso ciclo e che, come dichiarato alla Gazzetta dello Sport, ha già un animo bolognese anche attraverso l’amore per Lucio Dalla e la sua cara “Stella di Mare“.
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