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Auf Wiedersehen, Remo Freuler

Nella giornata di oggi Remo Freuler è diventato un nuovo calciatore dell’Olympiacos. Salutiamo uno dei giocatori più rappresentativi degli ultimi anni…

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Remo Freuler in azione in Bologna-Shakhtar
Remo Freuler in azione in Bologna-Shakhtar (© Damiano Fiorentini)

Centoventitré presenze con la maglia del Bologna, impreziosite da tre gol e cinque assist. Tre anni di scorribande sulla mediana fatte di intelligenza, consistenza e costanza. 10.011 minuti di acume tattico e certezze tecniche, in barba ai ‘giochetti’ delle nuove generazioni o ai trucchi delle antiche nouvelle vague. Remo Freuler è stato tutto questo e anche di più. Giocatore che non ruba l’occhio, ma che se non c’è te ne accorgi dopo pochi minuti. Faro e contemporaneamente sentiero: o lo tracciava o ne facilitava il passaggio. Lui, il centrocampista svizzero da Ennenda, un occhio e un cervello di quelli rari. Quando tra qualche anno verranno ricordate queste stagioni, Freuler sarà uno dei primi ad essere nominato mentre si tenterà di declinare la formazione rossoblù.

Quando arrivò in prestito dal Nottingham Forest nell’estate del 2023, chiunque a Bologna tirò un sospiro di sollievo. Approdava in città un calciatore esperto, e specialmente uno di quei centrocampisti che rivoluzionano la squadra e la elevano. Così è stato: all’Atalanta di Gasperini il suo talento fu coltivato egregiamente. In Inghilterra Remo ha trovato modo e spazio per dire la sua, senza però trovare la scintilla giusta. Quando Freuler è tornato in Italia, ha conquistato un posto in Champions League con il Bologna, ha vinto una Coppa Italia cinquantun anni dopo l’ultima volta e ha staccato il pass per i quarti di finale di Europa League. Freuler ha messo a frutto ciò che gli spettava, meritandoselo. Nella giornata odierna ha firmato un contratto che lo legherà all’Olympiacos per le prossime due stagioni sportive.

Freuler, il campione del centrocampo

Se ne va un calciatore importante non solo per il gioco e la notevole incidenza su di esso, ma anche uno dei leader dello spogliatoio. Freuler nella sua avventura bolognese si è dimostrato un uomo che in maniera equidistante si allontanava dalle copertine e dai riflettori delle celebrazioni mediatiche. Eppure, il peso specifico della sua personalità emerge anche dal saluto con cui si separa dalla società e dalla città rossoblù. Tanti compagni hanno commentato il post di addio del centrocampista sul social Instagram. Orsolini, Moro, De Silvestri, Holm (che si lascia scappare ‘il nostro leader’), Miranda, Rowe, Cambiaghi, Skorupski, Ferguson. Ma a testimonianza di quanto abbia significato Freuler per il Bologna, ecco i saluti di altrettanti ex compagni: Zirkzee, Lykogiannis, Posch, Aebischer, Ndoye, Calabria, Erlic, Ravaglia.

La foto del commiato lo raffigura in posa con la Coppa Italia, il suo primo e unico trofeo. Poi il lungo carrello fotografico che cattura l’estasi generale: la città che si muove mentre i tifosi festeggiano. E ancora gli scatti con i compagni e in solitaria, cercando di rivivere tre anni attraverso quelle memorie. Freuler salutando il Bologna ha scritto tra le altre cose: «ho dato tanto a questa città, ma la città mi ha restituito ancora di più.» Chissà chi avrà ragione in questo batti e ribatti di carezze tra tifosi e calciatore. Agli storici e ai posteri, l’ardua sentenza.

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