Bologna FC
«Bernardeschi e Orsolini per tornare a gioire. A Bologna imprenditori con la I maiuscola: il nuovo impianto può fare la differenza» – L’intervista a Tomas Locatelli
Intervista a Tomas Locatelli, con una moltitudine di temi trattati: Bernardeschi e Orsolini, il nuovo stadio, il momento del Bologna
Tomas Locatelli, ex fantasista rossoblù, ha rilasciato un’intervista al Corriere di Bologna. Marco Vigarani, l’intervistatore, spazia tra i molti temi a disposizione: la Nazionale per il nuovo corso di Roberto Mancini, la ripresa della stagione del ‘suo’ Bologna, i fantasisti Bernardeschi e Orsolini, la chiamata di Palladino.
Locatelli è tornato allo stadio Dall’Ara, in occasione della sfida di Nations League giocata tra gli azzurri e la Turchia. L’amicizia che lo lega al c.t. della Nazionale è stato sicuramente un fattore; parallelamente, l’affetto che prova per i colori rossoblù non è sbiadito. La prima domanda riguarda la ripartenza della Serie A, in seguito alla lunghissima sosta. «Innanzitutto sono contento che questa pausa abbia fatto bene alla Nazionale azzurra: sono tornato allo stadio perché nello staff ci sono due grandi amici come il Mancio e Massimo Maccarone. Per i club di A invece questo stop è una situazione abbastanza incredibile: sono settimane che a qualcuno saranno servite per mettere a punto meglio la situazione, come al nostro Bologna».
L’avvicendamento in panchina: da Tedesco a Palladino. Le idee di Locatelli su Bernardeschi e Orsolini
«Non mi aspettavo assolutamente che potesse arrivare un addio così in fretta. Non è una scelta che fa parte del dna del Bologna, ma i tempi cambiano per tutti. Adesso Palladino avrà parecchio lavoro da fare perché la città e la tifoseria meritano palcoscenici importanti. Mi auguro che possa riportarci là. Penso che Palladino abbia già un’esperienza tale da fare un buon lavoro. Ora c’è bisogno di giocare bene, ma anche di fare qualche punto».
Chi potrebbe tornare a far sorridere i rossoblù e riportarli in alto? Locatelli non ha dubbi. «Orsolini e Bernardeschi. Due che possono farci divertire ancora parecchio. Fanno parte di quella tipologia di giocatore che ovviamente a me piace, forse perché mi sento ancora chiamato in causa. Si spera di tornare in alto perché per arrivare a certi livelli c’è voluto tanto tempo, sofferenze e sacrifici. Alla fine di tutto, Bologna ha potuto godere. Adesso però è un momento di difficoltà in cui non si può assolutamente mollare quindi bisogna essere capaci di stringere i denti e soffrire. Dopo penseremo a tornare in alto, dove è sempre bello stare».
Dal nuovo stadio alla passione cittadina: come tenere alta la fiamma?
«Ogni processo importante ha bisogno di avere alla base un arco di tempo lungo. Non si è mai riusciti a fare la differenza in fretta. La crescita del Bologna, sotto tutti i punti di vista, ha richiesto anni e adesso è importante tenere vivo l’entusiasmo. Non fare spegnere la scintilla».
Il tema del nuovo stadio affascina Locatelli: «un’idea che mi piace tantissimo. Ora bisogna trovare ulteriori investitori, ma in una città come Bologna credo che non debba essere un problema, a maggior ragione per un progetto così importante. Nella zona ci sono imprenditori con la I maiuscola, quindi speriamo che la squadra per lo stadio possa completarsi, perché avere un impianto nuovo può fare la differenza. I tifosi aspettano da tanto tempo, quindi il nuovo impianto deve essere il top. Se si fanno le cose vanno fatte bene. E speriamo che per allora si possa andare nel nuovo stadio a vedere un Bologna di nuovo ad alto livello».
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
